Casella di testo: Il Maestro di Chitarra
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Carisch, 1975

SCHEDE TECNICHE

Grado avanzato

 

Casella di testo: Casella di testo:

120 Arpeggi melodici (prima parte)

 

Benchè la figurazione grafica sia somigliante a quella tipica dei comuni arpeggi chitarristici, il termine più appropriato per definire gli esercizi qui presentati è quello di arpeggi melodici in quanto costituiti da note che rivestono una precisa funzione melodica.1

Per un primo chiarimento sulla natura delle strutture melodiche realizzabili sulla chitarra non sarà inutile soffermarsi ad osservare che si possono classificare in pure se  i suoni di cui sono composte si succedono senza sovrapporsi; armoniche se i suoni prodotti su corde diverse vibrano sovrapponendosi; miste se sono in parte pure e in parte armoniche (fig.1).2

                 

Fig.1 - Disposizioni diverse di una medesima melodia.

                                             a) Pura. b) Armonica. c) Mista

 

Lasciando da parte gli aspetti tecnici riguardanti la mano sinistra per analizzare i soli aspetti concernenti l’azione della mano destra, si deve osservare innanzi tutto che l’esecuzione di melodie armoniche non differisce da quella dei veri e propri arpeggi armonici, mentre le melodie pure e le melodie miste vengono generalmente realizzate concatenando figure di allineamento e di dislocazione differita3 come si può notare osservando la frase melodica riportata in fig.2.

 

  Allegretto                                                                       M.Storti: da L’ora di chitarra

Fig.2 - L’azione della mano destra, “tradotta” sulle corde a vuoto, rivela

                 una concatenazione di figure di allineamento e dislocazione differita

 

Da un’analisi più dettagliata si possono ancor meglio evidenziare tanto le figure di allineamento (fig.3) che quelle di dislocazione (fig.4):

Fig.3 – Figure di allineamento bipolare: tratti a c d.

Il tratto b è costituito da figure lente di contatto.

 

Fig.4 – Figure di dislocazione bipolare differita: tratti e g i.

 Il tratto f è costituito da figure lente di contatto.

Il tratto h, in levare, si può considerare accordo spezzato.

 

E’ sulla base di tali premesse analitiche che lo studio degli arpeggi melodici viene ad acquisire un interesse di rilevante importanza, e stupisce il fatto che tale argomento non sia mai stato trattato a fondo in ambito didattico-metodologico.

Gli esercizi del testo in oggetto sono suddivisi in tre Serie che vertono su figure di allineamento su una sola corda (note ribattute); figure di dislocazione differita su due corde e figure di dislocazione differita su tre corde.

 

Prima Serie (n.1 a 12): figure di allineamento su una sola corda.

 

 

Come mostra la fig.5, la curvatura che le dita sono costrette ad assumere per allineare i tre poli su una stessa corda, risulta identica per l’indice e per l’anulare, di lunghezza pressochè uguale, mentre è assai più accentuata per il medio, di  lunghezza maggiore. Ne consegue che se effettuando una serie di attacchi successivi tale dito non agisce con una più accentuata curvatura ma si distende anche di poco, si ha un sobbalzo della mano che produce un allontanamento delle altre due dita dalla corda (fig.6).4 

 

                                       

 

Fig.5 – Vista laterale delle angolazioni risultanti          Fig.6 – La maggiore lunghezza del

dall’allineamento dei poli  i m a su una stessa               medio produce un sobbalzo della 
corda                                                                               mano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 I primi arpeggi melodici con accompagnamento arpeggiato armonico, figurano in M.Storti:Il primo
   libro di chitarra
, Lezioni XIII e XIV.

                                 

 

2 Per maggiori approfondimenti vedasi M.Storti: Trattato di chitarra, Cap.110 e successivi.

 

3 V. M.Storti: Trattato di chitarra, Cap.63.

 

4 I sobbalzi della mano, soprattutto in tocco appoggiato, sono ovviamente tanto più frequenti   quanto più frequente è l’intervento del medio. Si vedrà in seguito come l’impiego di diteggiature quaternarie può condurre al mantenimento di una curvatura costante e funzionale di tale dito.

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