Casella di testo:

 

                                                                                     

 

 

 

Casella di testo: Speciali

      Chitarra e Dintorni Portale

  Le 13

 

             Intervista

 

    A cura di Angelo Barricelli

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Come avete cominciato a suonare la chitarra?

 

Da piccola i miei genitori avrebbero voluto avviarmi allo studio di uno strumento a fiato che, rispetto alla chitarra, avrebbe avuto un percorso più breve e avrebbe facilmente trovato posto nelle orchestre o nelle bande dei nostri paesi. La loro proposta non mi convinceva e risposi che il mio strumento doveva essere assolutamente la chitarra, o nessun altro!!!

Chiesi, quindi, a papà di trovarmi un insegnante. Sono trascorsi 21 anni da quel 4 dicembre 1988, da quel giorno in cui quella bambina fin troppo vivace a casa, ma talmente impegnata a lezione di chitarra (tanto da ritornare a casa con le gote rosse rosse) si avvicinò per la prima volta al suo strumento.

Avevo da poco compiuto 8 anni e la chitarra nuova era di poco più bassa di me… Le mie ditine goffe provavano a produrre i primi suoni: MI, SI, SOL, RE, LA, MI… la mia musica è cominciata così…  (Maria Luisa)

 

Davvero per caso, mio padre mi propose di prendere delle lezioni e io accettai… avevo 9 anni e non avrei mai deluso le sue aspettative. (Carla)

 

Avevo circa 10 anni, fin da piccola sognavo di suonare uno strumento… i miei fratelli maggiori amanti della musica rock.. mi hanno spinto verso la chitarra,  così con l’aiuto dei miei genitori contattammo il mio primo insegnante. (Silvia)

 

 

Il nostro strumento, dove sta andando? A livello di musica da camera può “competere” con gli altri?

 

La chitarra da circa un ventennio sta vivendo un periodo di  crescita intensa e veloce: il livello dei chitarristi che si affacciano sui palcoscenici è molto alto; festival e  rassegne  sono diffusissimi. Inoltre un ruolo fondamentale è quello che riveste la scuola media ad indirizzo musicale, contesto nel quale svolgiamo il nostro lavoro dove si ha il compito di accogliere nuove leve che possano presto diventare interpreti capaci di rappresentare degnamente il nostro strumento.

 Persiste però sempre un problema di fondo, un certo scollamento tra il nostro strumento e gli altri,  infatti e purtroppo i cartelloni dei più importanti teatri italiani registrano sempre poche presenze chitarristiche.

Per quanto riguarda la musica da camera invece la chitarra “soffre” sicuramente per la mancanza di repertorio scritto da autori quali Mozart o Beethoven (questo viene spesso considerato un limite da parte di altri strumentisti più  “ricchi” da questo punto di vista) e a confronto con gli altri strumenti ha certamente una sonorità più limitata, ma questo  comunque non le impedisce di conciliarsi e fondersi elegantemente con altri strumenti .

Certamente il repertorio per alcune formazioni scarseggia… noi  ne siamo un caso emblematico… la musica per tre chitarre è davvero poca e del resto, tornando a quello che si diceva prima, non si può presentare in un concerto solo  musica di autori quasi sconosciuti al grosso pubblico. In questo Segovia aveva visto giusto con le sue trascrizioni e secondo noi bisogna proseguire in tal senso… è vero che sono passati 50 anni, ma la chitarra rimane sempre uno strumento che vive nel suo mondo.

 

 

Potete tracciare brevemente un profilo del Trio?

 

Innanzitutto questo trio funziona perché nella vita prima che colleghe siamo amiche e quindi conosciamo bene i nostri pregi e i nostri difetti.

Ognuna ha i suoi compiti e le sue mansioni, decise semplicemente in base ai nostri caratteri e alle nostre attitudini. Non c’è un capo, chi è più portata alla precisione organizza,  chi è più comunicativa prende i contatti,  chi ama il pc li gestisce.

Per quanto riguarda l’aspetto musicale lavoriamo tranquillamente con gusti e intenzioni molto simili. Ogni tanto Carla viene presa da quello che lei chiama “l’afflato trascrittivo” e sforna qualche pezzo nuovo e la fase iniziale dello studio è sicuramente quella più divertente.

 

 

Perchè suonate in trio? E come vi è venuta questa idea

 

Inizialmente il nostro era un duo, formato da Carla e Silvia. L’idea di trasformarci in trio però era sempre nei nostri pensieri perché ci sembrava una formazione più insolita e quindi più ricercata. Ci spaventava però l’idea di un terzo componente che potesse rompere alcuni equilibri e inoltre cercavamo una ragazza. Quando abbiamo conosciuto Maria Luisa le cose sono venute da sé.

I nostri primi incontri risalgono a quasi quattro anni fa: si discuteva circa il repertorio, si avanzavano delle proposte, si individuavano alcuni contesti all’interno dei quali si poteva proporre il nostro gruppo nascente. In seguito ci furono le nostre prime prove e finalmente il primo concerto: era il 26 marzo 2006, data che ormai abbiamo individuato come il nostro punto di partenza. Da subito abbiamo notato un’intesa particolare, un feeling che ci faceva sentire appagate ogni qualvolta si suonava insieme e che si riflette anche nell’esecuzione. Ora come ora anche in concerto basta una sillaba o solo  uno sguardo per capirsi.

 

 

Il nome,le 13,abbastanza insolito e curioso com'è saltato fuori?

 

La storia del nostro nome è davvero particolare, cercavamo qualcosa di insolito e soprattutto semplice da ricordare, ma eravamo intrappolate in una lista di nomi di autori o di brani da cui non riuscivamo a venir fuori, peraltro con un improbabile utilizzo dell’inglese ( del tipo granados guitar trio o guitar trio). Niente che ci soddisfacesse dunque; finchè durante una lezione di un corso di management del sistema musicale un docente tirò fuori l’idea “ 13”.

Partendo da quelle che sono le nostre caratteristiche e cioè il fatto di essere tre donne chitarriste è nato il 3 d c dove d sta per donne e c per chitarriste. Dalle lettere a l numero il passo è breve!!

 

 

Volendo abbinare il vostro trio ad un colore, quale potrebbe essere e perché?

 

Pensiamo al rosa perché siamo donne, ma pensiamo anche al rosso che è il colore della passione e della grinta, quelle doti che cerchiamo di far venire fuori quando suoniamo e che vogliamo trasmettere al pubblico che ci ascolta   (Carla)

 

Azzurro… come il mare del nostro Salento!  (Silvia)

 

Verde come la speranza… di poter continuare a lavorare bene insieme. (Maria Luisa)

 

 

 Qual'è il vostro attuale repertorio oltre a quello bellissimo del Cd che avete recentemente registrato?

 

Il nostro repertorio si muove su 2 filoni: da un lato brani di autori noti al grosso pubblico, quindi oltre ai brani incisi sul cd, trascrizioni dell’ Ouverture dalla Gazza ladra di Rossini e dallo Schiaccianoci di Cajkovskj, altri pezzi da Carmen, Polke di Strauss (che Carla, con cura e dedizione, ha rielaborato e trascritto per il trio)  e dall’altro brani spagnoli e quindi Granados, Turina, Albeniz.  Ma in passato abbiamo anche suonato il concerto di Vivaldi in re e il trio di Gragnani op.12

 

 

Ritornando al cd dal titolo sensuale e accattivante, ho ascoltato un bel timbro e un ottimo affiatamento, l'interpretazione dei brani sono schiette e convincenti, potete parlarne?

 

Suonare in trio è la soluzione ottimale per il potenziamento del nostro strumento e delle sue capacità espressive , dinamiche e timbriche. (nei nostri concerti diciamo scherzosamente “ 3 chitarre suonano meglio di 2 e anche 3 donne sono meglio di 2 “)

Suoniamo tre chitarre diverse, con timbri diversi che danno vita ad una bella fusione sonora, ma che allo stesso tempo emergono con le loro peculiarità (una chitarra ha un timbro più secco, l’altra più dolce e l’altra più squillante).

Naturalmente non si decide di incidere dall’oggi al domani, sono quattro anni che suoniamo insieme e questo spiega il feeling e l’affiatamento creatosi. Inoltre anche se dedite a questa formazione, abbiamo continuato a strudiare e a perfezionarci anche da soliste e sicuramente le singole esperienze sono poi state messe al servizio del gruppo.

Oggi possiamo  affermare con certezza di essere non tre persone che suonano insieme, ma un trio a tutti gli effetti.

 

 

Dal vivo, ascoltando la vostra performance a Taranto, il pubblico è rimasto colpito.  A cosa è dovuto dal vostro punto di vista?

 

Piace probabilmente  che il trio di chitarre è una formazione particolare e insolita, che suoniamo brani brillanti  vivaci, conosciuti, ritmi spagnoli coinvolgenti e spumeggianti, sensuali e delicati, che suoniamo a memoria e perché no… che siamo tre donne.

 

 

I vostri progetti futuri se ci sono, sia a livello concertistico che discografico, grazie

 

La stagione che è in corso fino alla prossima primavera è densa di appuntamenti. Questo ci fa veramente piacere. Il cd è appena uscito e non pensavamo che arrivasse a riscuotere tanto successo... In futuro ci saranno sicuramente altre incisioni. Ci auguriamo che il cammino sia proficuo da questo punto di vista e che “Danzas de la seduccin” sia il primo di una lunga serie.

 

 

Sto pensando di invitarvi all'edizione 2010-11 della Rassegna concertistica “Guitars from Vesevo” che dirigo da qualche anno dove vengono presentate spesso delle prime assolute,cosa ne pensate?

 

Senz’altro per noi sarà un onore parteciparvi e il fatto che il Direttore Artistico sia il M.° Angelo Barricelli è garanzia di qualità e professionalità.

Sarà un’altra vetrina importante all’interno della quale potremo trasmettere al pubblico la passione che ci anima e la passione per la chitarra.

Grazie Angelo.

 

 

Vi ringrazio tanto, è stato un piacere

I miei piu vivi auguri per la vostra carriera

 

 

                                                                           Angelo Barricelli