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Luciano Tortorelli

 

 

  BRNO ED IL SUO FESTIVAL DI
 

CHITARRA… DIECI ANNI DOPO.

 

 

   a cura di Luciano Tortorelli

 

 

Casella di testo: Dintorni
Casella di testo: Dintorni

 

 

 

   Sono trascorsi ormai dieci anni da quando arrivai a Brno per la prima volta. Una valigia ed una chitarra, un passaporto timbrato su più frontiere, una città ancora scossa dai profondi mutamenti politici; la caduta del muro di Berlino, la separazione sofferta dai moravi della ex Cecoslovacchia nelle due Repubbliche Ceca e Slovacca, il futuro incerto vissuto con l’orgoglio della propria identità ritrovata.

Arrivai al residence del festival di chitarra ancora stanco per il viaggio. Neanche il tempo di riposarmi su una panchina del parco e subito notai lo sguardo incuriosito di alcuni chitarristi moravi. Mi vedevano solo e si chiedevano da dove provenissi. Pavel, dall’aria bonaria e simpaticamente goffa, si avvicinò per primo. Era sorpreso ed allo stesso tempo compiaciuto della mia passione per la musica morava. Gli chiedevo di Janacek mentre lui voleva sapere tutto su Segovia. Gli anni della cortina di ferro avevano creato una scissione con il mondo occidentale della chitarra e soltanto pochi protetti da militanti comunisti potevano avere il lusso di studiare nelle vicine ed allo stesso tempo lontanissime Austria e Germania. In poco tempo Pavel mi aveva introdotto in quella che nel corso degli anni si è rivelata per me una vera e propria famiglia: chitarristi, liutai, registi, poeti, pittori; un nutrito gruppo bohemienne che si riunisce attorno al fascino delle sei corde per il solo piacere di condividere la passione per la musica. In disparte e con atteggiamento apparentemente schivo, riconobbi Vladimir Mikulka. Mi raccontò della sua fuga dalla ex repubblica socialista cecoslovacca a Parigi dove si trasferì definitivamente alcuni anni dopo la vittoria del premio Radio France. Mi mostrò con fare scaltro i suoi due passaporti ceco e francese che gli consentivano di non perdere i privilegi delle sue radici. Divenimmo subito amici e Pavel sorrideva incredulo quando mi vedeva arrivare ai concerti accompagnato in auto da Mikulka. Mi dicevano scherzando che avevo trovato un autista di tutto rispetto ed erano felici che il loro mito non fosse più solo. In realtà Vladimir guardava la sua terra con occhio cinico, conteso tra un forte sentimento di appartenenza e la consapevolezza che la sua vita non era più lì. A Parigi insegnava alla Schola Cantorum, frequentava musicisti come Cecilia Bartoli, immerso in un mondo artistico che non era rimasto congelato dalla politica filosovietica, ma la sua auto durante il resto dell’anno rimaneva emblematicamente parcheggiata in quella che era ormai la sua residenza estiva di Praga e che di lì a qualche anno avrebbe venduto.

Ora, a distanza di dieci anni, nonostante il torpore della globalizzazione e dei suoi noiosi centri commerciali, la Repubblica Ceca ha ritrovato il suo splendore ed anche il grigiore dei blocchi comunisti scompare metaforicamente sotto variegate fantasie di colori.

In questo decennio abbiamo assistito a continui intrecci e scambi culturali con il resto d’Europa che hanno ancor più consolidato le tradizioni artistiche del popolo moravo.

A Brno, il festival si è affermato come uno dei più conosciuti eventi internazionali per la chitarra in Europa ed ha registrato tra i partecipanti migliaia di presenze da diversi paesi del mondo con i più grandi nomi del mondo della chitarra tra master class e concerti.

Il gruppo bohemienne ed il mio amico Pavel, anche se con qualche capello bianco in più, si ritrovano con lo stesso instancabile entusiasmo in iniziative per noi forse impensabili. Per i suoi 50 anni, Pavel convocherà a giugno circa 100 amici in una baita di montagna per un party interminabile di tre giorni consecutivi. Nell’invitarmi mi diceva: <Vivo per gli amici. Non ho altro oltre la musica. Anche pochi giorni vissuti con gioia per me possono valere un’intera vita>.

In un clima così speciale, il Festival di Chitarra di Brno non poteva che trovare la sua carta vincente. Il suo fondatore e direttore artistico, il chitarrista Vladislav Blaha, lo aveva capito sin dai primi anni, quando John Duarte detto Jack, al termine di un concerto ed allo spegnere improvviso delle luci, vide arrivare un’enorme torta a forma di chitarra illuminata dalle sue 80 candeline.

Iniziative di coloro che Segovia chiamava “aficionados” e che riteneva il polmone vitale della chitarra più dei cultori e degli stessi chitarristi.

La storia della chitarra nei paesi dell’Est è certamente una realtà in divenire che nei prossimi anni non finirà di sorprenderci mentre a casa nostra lotteremo ancora con le icone mediatiche imposte dal mercato ed i suoi biechi personaggi più intenti a curare le capigliature che a studiare il pianoforte.

Una realtà paradossale se pensiamo che i chitarristi italiani sono tra i più bravi e stimati nel mondo.

Nel frattempo in Rep. Ceca, nella Rep. Slovacca (dove è appena arrivato l’euro), in Polonia, Estonia, Lituania, per non parlare dei paesi balcanici e della Federazione Russa, si corre per recuperare il tempo perduto ed innumerevoli sono i chitarristi di talento, i compositori veri che dedicano opere di rilievo alla chitarra.

Tra i prossimi eventi interessanti per il mondo della chitarra vi è a tal proposito un’opera per chitarra ed orchestra firmata dal noto compositore ceco Antonin Tucapsky e dedicata a Vladislav Blaha. Nato nel 1928 ad Opatovice, vicino Brno, Tucapsky, si è formato all’Accademia Janacek ed all’Università Masaryk di Brno ed ha studiato composizione con Jan Kunc (allievo di Leos Janacek). Dal 1975 vive in Gran Bretagna ed è stato docente di composizione presso il Trinity College of Music di Londra. Le sue opere sono state pubblicate in Rep. Ceca, Germania, Francia, Canada ed USA.

In prima esecuzione mondiale il prossimo 16 Aprile, il concerto per chitarra ed orchestra di Antonin Tucapsky verrà eseguito da Vladislav Blaha e dalla Brno Philarmony Orchestra diretta Alexander Markovic, al suo primo concerto come direttore stabile nella Besedni Hall di Brno.

L’appuntamento successivo per la chitarra nel capoluogo moravo avrà luogo con la XVIII edizione del Brno International Guitar Festival dal 9 al 15 Agosto a cui verrà affiancato il concorso internazionale Guitartalent, che nonostante il suo limite d’età under 16 presenta ogni anno ragazzi portentosi con talento da concertisti.

Il Festival accoglie ogni anno una varia tipologia di partecipanti, dallo studente al docente di chitarra, che desiderano trascorrere una settimana di vacanza tra concerti, seminari, master class, stands di liutai e case editrici, momenti di amicizia nei pubs della città, con un costo di frequenza irrisorio.

Tra i nomi della prossima edizione, Scott Tennant, per la seconda volta consecutiva a Brno, ha partecipato con molto entusiasmo alla scorsa edizione vivendo con interesse ogni momento del festival fino al concerto degli allievi. Inoltre, Andrew York, il Silesian Guitar Octet, Jan Falù, Juan Paco Ortiz, Ramiro Martinez Piňa, Maria Linnemann, Lucio Dosso, Luciano Tortorelli, Vladislav Blaha, Milan Tesar, Zdenek Dvorak si alterneranno tra concerti, master class e giuria del concorso. (per informazioni sul Festival e sul Concorso Guitartalent: info@lucianotortorelli.com )

 

Dieci anni dopo… sembrano volati in un soffio, ma soprattutto per molti come me sono il risultato di 7 giorni per 10… Settanta giorni di gioia tra chitarristi, senza competizioni, senza rancori o incomprensioni, scuole di pensiero o di tecnica, con il solo piacere di condividere l’amore per la chitarra.

 

 

                                                                                  Luciano Tortorelli

 

 

Casella di testo: Vladislav Blaha

 

 

Casella di testo: Antonin Tucapsky  si congratula
con  Blaha

 

 

          Casella di testo: Antonin Tucapsky  alla sinistra
       

 

 

 

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