Casella di testo:

     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                               

a cura di   Francesco Russo

Mario Gangi

La Chitarra a Roma

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Ha iniziato a 12 anni ad esibirsi dal vivo (perché ancora poco praticata la registrazione) ai microfoni dell'EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche, la RAI di allora). Ha dato concerti in tutto il mondo: in Europa, in America, in Australia e in Giappone, dove ha tenuto due serie di concerti dal 1980 al 1985. Certo allora era anacronistico inserire i Beatles e le canzoni napoletane nei concerti ma Gangi lo faceva: “io suono qualsiasi tipo di musica, se è bella e mi piace”. Con lo stesso spirito, lo stesso rigore eseguiva brani del repertorio pop, leggero, classico, jazz o popolare. È stato in questa direzione sicuramente un precursore dei tempi. Ho avuto la fortuna di assistere ad un suo concerto e la cosa che mi è rimasta impressa è stato il fatto che eseguiva brani come Yesterday ed altri di elevato impegno tecnico come La Catedral di Barrios con la stessa naturalezza, lo stesso spirito, intensità e valore artistica. “Il mio repertorio è a 360 gradi, e spazia su tutta la musica, senza preclusioni”. I più grandi compositori del Novecento gli dedicano lavori e lui spesso ne tiene a battesimo le prime esecuzioni assolute. Collabora sovente con compositori non chitarristi (come Goffredo Petrassi) per rendere più eseguibili sul nostro strumento pagine importanti come Nunc, composizione a lui dedicata che eseguì in prima assoluta al Festival di Venezia. Di fondamentale importanza la sua revisione e ripresa in tempi moderni del Concerto op. 30 di Mauro Giuliani, e nel 1954, l’esecuzione in prima assoluta del Concerto dell'Argentarola per chitarra e orchestra di Ennio Porrino, a lui dedicato. Nei concerti riscuoteva sempre un grande favore e calore dal pubblico: il suo segreto? Si è sempre divertito a suonare, non ha mai bluffato, si è presentato con sincerità eseguendo quello che amava e che gli piaceva suonare; il pubblico ha sempre percepito tutto questo. Ha realizzato molti dischi principalmente per le case R.C.A. Victor e Fonit Cetra. Tra le numerose chitarre di cui disponeva, ha sempre dato la preferenza ai “gioielli” realizzati da importantissimi liutai italiani del novecento: Leone Sanavia, Enrico Piretti e Pietro Gallinotti. Credo che la musica stessa, meglio delle parole, possa esprimere quanto detto, e per questo inserisco un video storico particolarmente significativo che mostra le grandi doti tecniche e musicali del concertista impegnato in un recital:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qui possiamo ascoltarlo in duo con Carfagna che esegue le Variazioni concertanti op 130 di Mauro Giuliani (var. 4-5-6)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questo video lo ammiriamo insieme a Fausto Cigliano in uno dei suoi memorabili arrangiamenti del repertorio partenopeo:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Casella di testo: Speciali

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