













SCHEDE TECNICHEGrado Elementare |

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2. IL DOMINIO DELLE CORDE1 |


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L’autore, 1971 Carisch, 1975
Primo Corso |

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Lezione I. Malgrado l’apparente semplicità, ogni esercizio di questa lezione, presenta una tale ricchezza e varietà di elementi tecnici da meritare un puntuale e approfondito esame. 1. Dei 20 moduli presenti nel quadro sinottico, oltre la metà contengono la figura di allineamento 1---4 che obbliga la mano all’assunzione di un persistente assetto-base frontale, anche quando intervengano transitoriamente i poli interni 2 e 3. E’ forse superfluo sottolineare quanto sia importante saper ricreare in ogni momento la disposizione digitale dell’asse 1---- 4 che costituisce l’unica retta ideale di allineamento di tutte e quattro le dita, e la sola in grado di consentire alla mano l’assunzione dell’assetto di volta in volta più funzionale.2 2. A partire dalla quinta corda, la presenza delle legature discendenti impone al dito che le effettua l’obbligo di assumere un’adeguata curvatura,3 mentre quelle ascendenti hanno l’effetto di sensibilizzare la mano al gioco bilanciato delle forze tra le zone estreme della mano, rinforzando quella ulnare. 3. Malgrado l’uniformità della successione numerica del modulo scelto, la mente dell’allievo è costantemente impegnata nel controllo dei salti di Posizione e della distribuzione delle legature. 4. La varia posizione delle legature sviluppa la perfetta sincronia tra le due mani. 5. Con i salti di posizione lo studente acquisisce gradualmente il pieno possesso longitudinale della tastiera, tanto sotto l’aspetto fisico (valutazione sensoriale della distanza fra i tasti) che acustico (valutazione uditiva degli intervalli musicali) avviando in tal modo quel processo di interiorizzazione dello spazio strumentale mirante a “tramutarne la forma visibile in forma vissuta”.4 6. Il continuo gioco di aggiustamento della divaricazione delle dita richiesto dalla diversa ampiezza dei tasti, finisce per conferire alla mano e al braccio una grande e pronta elasticità di azione.5 7. L’esecuzione delle legature richiede un costante e delicato aggiustamento dell’entità e della direzione delle forze in gioco a causa della maggiore o minore tensione delle corde nelle varie zone della tastiera e della loro distanza dal piano di tastatura. A fronte di tale abbondanza di “prestazioni”, la sola pratica delle scale, soprattutto se ridotta al semplice trasporto di pochi modelli, rivela tutta la sua indigenza poiché la quasi totale assenza di elementi diversificanti finisce, a lungo andare, per ottundere l’attenzione e ridurre quei poteri di concentrazione e di controllo mentale e uditivo che sono estremamente necessari all’attività dello strumentista. E’consigliabile iniziare lo studio dei moduli della Lezione I con la variante ritmica n.2 (pag.84) che prevede una pausa tra le coppie di note, da effettuare con lo staccato di sinistra:
Fig.1 - modulo Fig.1a - Variante in“staccato”
Tali pause hanno il duplice scopo di accrescere la velocità della mano, differenziando la rapidità di scambio delle dita da quella di trasferimento del braccio, ovviamente più lenta, e ridurre al minimo la fatica alternando lavoro e riposo, ovvero azzerando momento per momento le tensioni muscolari nella mano e nel braccio.
Dopo una prima lettura a tempo libero di tutti i moduli (un paio al giorno), lo studio andrà ripreso più volte dal n.1 al n.20 (sempre con la variante in staccato) partendo dalla velocità metronomica croma = 63 per raggiungere gradualmente, salendo di una tacca ad ogni ripresa da capo, il valore croma = 80. Questi valori moderati di primo approccio corrispondono rispettivamente a circa il 50% della velocità indicata in testa al quadro sinottico (croma = 160).
N.B. Lo studio della Lezione I qui presa in esame va effettuato, come mostra la seguente tabella, per tutta la durata del Primo Corso contemporaneamente allo studio delle Lezioni II e XVII (come indicato nel seguente riquadro). Di queste verrà puntualmente trattato in seguito.
Primo Corso
Occorre sottolineare che il raggiungimento delle velocità finali uguali o prossime a quelle indicate sui singoli quadri del Dominio delle corde non potrà avvenire che in tempi lunghi e solo con un assiduo e sistematico lavoro giornaliero sotto il controllo puntuale del metronomo da usarsi (non ininterrottamente, beninteso!) quale prezioso strumento di stimolo e di periodica verifica.
1 Lo studio delle 30 Lezioni contenute in questa raccolta, da abbinare ad altri esercizi e studi di varia natura, va distribuito fra il 1° e il 7° Corso come indicato nel testo: SCUOLA DELLA CHITARRA, progetto didattico completo e ragionato per la formazione tecnica e musicale le cui 206 pagine contengono: una breve storia della didattica chitarristica; particolareggiate note tecniche esplicative; pagine-campione del repertorio didattico; 12 tabelle-guida dei programmi dal Preparatorio al VII Corso e, in Appendice, una guida al Corso propedeutico per bambini dai 6/7 anni. (Carisch, 2007).2 L’insistenza sulla figura lineare 1---4 corrispondente a un tono e mezzo, è qui resa possibile grazie all’abbandono del sistema tonale che prevede tale intervallo unicamente nelle scale minori armoniche, peraltro raramente praticate. 3 Non deve pertanto essere motivo di eccessiva preoccupazione il fatto che l’allievo si muova inizialmente sulla sesta corda, dove non sono previste legature, con le dita alquanto piatte! 4 G. Brelet. 5 Non può dirsi altrettanto di esercizi che prevedono un procedere tasto-per-tasto, poiché non esiste nessuna sensibile differenza tra muovere dal 2° al 3°, dal 3° al 4°, dal 4° al 5° e così via, mentre per effettuare un salto tra due tasti distanti si richiede sempre, oltre ad un’ottima mira fisica e mentale, un più o meno accentuato movimento di torsione dell’avambraccio per conservare o cambiare l’assetto della mano. Ideato forse da Tárrega che lo utilizzò per alcuni suoi esercizi di barré, tale procedimento, tanto prolisso quanto inutile, è stato adottato senza riserve da Emilio Pujol e introdotto, sulle sue tracce, in quasi tutti i metodi successivi.
Mauro Storti
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Mauro Storti |


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Il dominio delle corde
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Lez. I - Sviluppo completo (su 4 corde) di |