Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo:
Casella di testo: Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando Segovia pose la sua faccia sulla busta dei sets Augustine, il volto di Andres stampato dietro le corde in nylon, questo materiale chimico ottenuto con vari impasti che ha permesso ai chitarristi di avere il suono potente rotondo e proiettivo.
Allora fu un cosa grandiosa, si potevano avere queste corde e vibrare dappertutto con facilità, avere il suono morbido, dolce e flessibile “imitare” almeno in teoria il suono del Grande maestro. Si deve tener presente che le corde ai tempi di Llobet, Tarrega erano in budello non sintetico dagli spessori irregolari, s’immagini come poteva essere il suono….. Oggi parlare di corde sembrerebbe difficile,nel senso che esse hanno raggiunto uno sviluppo tale da far pensare che il suono standard che offrono sia inquadrabile in un clima di perfezione, invece non è cosi’.
Parimenti allo sviluppo dei progetti di liuteria chitarristica, gli studi sulle corde sono in continua evoluzione sia per i materiali (carbonio,kevlar e fibre similari) sia per il processo di calibratura e flessibilità (Savarez corum ad esempio), facilità al tocco,potenza e proiezione.
Tra i tanti marchi, Augustine occupa a livello storico, un posto di rilievo, Albert è stato un pioniere da tutti i punti di vista: scelta del materiale e soprattutto l’uso di tanti tiraggi piu’ o meno celati dai colori delle sue bustine : blu,rossa,nera e poi le imperial busta dorata e le regals busta fucsia.
Devo dire che non tutti sanno la corrispondenza colore della busta-tiraggio. 

Ci provo:
 la rossa è medium tension, 
la blu è hard tension,

la nera è low tension, 

a questi sets si aggiungono 
la busta fucsia (extra hard tension ma riferito ai soli cantini perché i bassi solitamente sono i busta blu) 
e la busta oro (con cantini special nylon, piu’ compatti e morbidi polimericamente parlando accoppiati con bassi rossi,neri o blu a seconda dei gusti).

Quando ho iniziato a fare i miei primi test in control room, circa 5 anni fa’ ho cominciato proprio a montare corde Augustine, mi aveva sempre colpito il suono warm dei bassi anche se troppo sibilanti negli spostamenti della mano sinistra, I cantini imperial mi hanno sempre fatto stimare il prodotto, cantini scuri e nello stesso tempo definiti ma ottimi per “cantare e vibrare”; credo che questi cantini, nonostante un sol leggermente calante al 12 tasto siano ancora oggi tra i migliori, dette corde le trovo adatte a chitarristi molto espressivi, li chiamo simpaticamente“chitarristi-musicisti”.
I bassi blu in particolare hanno molto sustain e un suono abbastanza presente nella frequenza fondamentale, per entrare in massima efficienza ,hanno bisogno di qualche giorno pero’. Non mi soffermo sulle altre Augustine, ma ci tengo a nominare la regals strings, corde raccomandate da qualche liutaio (a ragione) per qualche chitarrista che lamenta un deficit di volume, dette corde hanno un calibro molto grosso, tra i più grossi insieme alle D’Addario Pro Arte’ J46C e le galli genius busta blu, (all’uopo è un set formato da cantini regals + bassi busta blu)

Dopo questa parentesi, quasi doverosa, mi piace dividere le corde in 2 categorie distinte:
1) corde in nylon
2) corde in carbonio o materiale similare, ma comunque materiale sintetico  
    molto hard.
Molto spesso si fa’ una gran confusione quando si parla di nylon e di carbonio; trovo sovente che molti chitarristi anche professionisti o giovani maestri non sanno ad esempio che la scritta kf sulle Alliance di Savarez è l’acronimo di karbon fibre e ancora peggio fanno confusione tra i sets,in particolare fra i bassi HT Savarez che sono tradizionali in materiale ferroso avvolto a spirali e bagnati in rame argentato , oppure le Corum (savarez che sono simili alla ht ma hanno un grado di flessibilità elevato, con i 3 cantini che sono appunto in carbonio.
Ecco, le corde Alliance sono i 3 cantini solamente a cui si accoppiano due set di bassi : ht e corum.
A completamento di cio’ la Savarez che è una società molto sensibile allo sviluppo delle corde a beneficio dei chitarristi di tutto il mondo, ha accoppiato alle sue corum e ht dei cantini bellissimi in nylon chiarissimo , le famose new cristal, queste corde, per chi ama il suono “cristallino” ma senza rinunciare al volume della fondamentale sono un toccasana.
Attualmente molti grandi chitarristi usano questi sets della società transalpina; nei miei recitals uso le corum accoppiate alle new cristal, e devo dire che non ho mai avuto problemi anche in situazioni con molto caldo per la stabilità del core delle corde,esse hanno sempre tenuto benissimo e il suono corposo è ricco di armonici a beneficio della proiezione sonora.
Durante gli ultimi test ho confrontato dette corde ( tenute come un riferimento standard) ad altre importanti e lo stesso usatissime da una marea di persone, parlo delle D’Addario pro arte tradizionali e il tipo C ( la C indicata sulla bustina sta per composites cioè i bassi sono in carbonio)
Ma quanti chitarristi sanno che la C dopo la sigla (esempio J46 che è il tiraggio hard) sta per composites?
E poi quali e quante sono in materiale composito, carbonio etc ?, i cantini ? la terza corda in piu’ che esce, (per chi non lo sapesse ne escono 7 di corde con due sol, uno in nylon tradizionale e uno in fibra di carbonio) oppure i bassi?
Ebbene le corde composites D’Addario sono il bass set e il sol che ha un colore verdastro e una massa compatta. Gli altri cantini D’Addario sono assolutamente in nylon tradizionalissimo.
Ci sono delle belle differenze sia di suono, sia di proiezione tra D’Addario e Savarez Ritornando a Savarez e a D’Addario devo dire che le prime sono nettamente più avanti dal punto di vista della performance e dei materiali, in particolare le corum sono una novità assoluta, i 3 bassi Savarez emettono una sonorità calda e avvolgente con una proiezione in sala da concerto spaventosa, posso aggiungere che sono belle al tocco specialmente del pollice, le ht in particolare appena sforate suonano con una facilità sconvolgente.

Le D’Addario invece hanno dei cantini, rotondi, belli ,caldi, una fondamentale esagerata anche se la proiezione è leggermente minore. Per i bassi devo dire che sono longevi specialmente quelli in carbonio (composites) pur non raggiungendo a mio personale avviso un suono bellissimo come quello delle Savarez corum, hanno pero’ dal punto di vista accordatura una stabilità che mi sconvolge ogni volta che le monto per i test e per qualche recital in cui ho usato queste corde. Per le corde in carbonio voglio ricordare oltre le Alliance (kf) le Hannabach goldin (ma solo i 3 cantini) di colore giallo, sono sottilissime rispetto al nylon, hanno un’ottima proiezione, suono nitido e tagliente ma a mio avviso sono anche troppo “squillanti” nel senso che strillano e questo, su certi tipi di letteratura chitarristica non è una cosa proprio ideale, consiglio queste corde a chi lavora con la musica da camera insieme alle Savarez (alliance).
Considerando che si potrebbe scrivere un libro intero su ciò, menziono in linea generale anche altri tipi di corde,professionali e sono sicuro che non riuscirò ad elencarle tutte, alcune fatte in fabbriche a conduzione familiari. Inizio dalle La Bella strings ,corde dai bassi caldi e rotondi e cantini con diametro più grande rispetto alla media ma con un suono leggermente meno definito di altri , poi le italianissime Galli genius dal suono potente sui bassi e definito sui cantini anche se un poco troppo stridenti ma con un sol che è uno delle migliori corde (nylon) in assoluto come nitidezza e quindi messa a fuoco. Per le novità in titanio, le Galli sono molto definite ma personalmente mi hanno entusiasmato fino ad un certo punto, tuttavia hanno un’ottima intonazione considerando il materiale dei cantini non tradizionale ma composito. Anche le Luthier mi hanno colpito soprattutto i bassi del set concert 30, belli,intonati e molto proiettivi, i cantini(dallo spessore grande) invece, hanno una risposta prontissima e si sposano benissimo con chitarre un po’ “lente di tavola”.
Menziono con soddisfazione anche le Aquila strings, progettate in modo artigianale e in diversi tipi dal nylgut al monofilamento di nylon,sono corde molto particolari che però hanno degli studi dietro e questo non è poco. Nelle prove che ho fatto, mi sono piaciute il tipo “Ambra”di budello sintetico per i cantini ,mentre i bassi sono filati in rame argentato sempre su nylgut in forma di multifilamento.Dette corde evocano con degli spessori studiati ad hoc , le sonorità dei tempi di Llobet e Tarrega, veramente entusiasmante la cosa, per cui suggerisco di provarle per constatarne la peculiarità. Concludo enunciando che ogni chitarrista è più o meno affezionato alle proprie corde, nylon o carbonio che siano, ma credo che non si dovrebbe mai rinunciare alla curiosità di provare nuovi tipi fatti con materiali diversi e confrontarli con i tradizionali.
Questa esperienza potrebbe fornire delle grandi sorprese!
Angelo Barricelli





Casella di testo:

Le corde della

              chitarra classica
      
(prima parte)

                                                                Angelo Barricelli

Casella di testo:

Liuteria italiana

Casella di testo: Casella di testo:

Il presente sito non costituisce testata giornalistica, né ha carattere periodico, essendo aggiornato in relazione alla disponibilità e alla reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale, ai sensi della Legge n. 62 del 7-03-2001. Le fotografie pubblicate su questo sito, salvo diversa indicazione, sono copyright dei legittimi autori.

Tutti i materiali  pervenuti a ChitarraeDintorni.eu : foto, file audio/video, documenti word, pdf, jpg et similari non saranno restituiti in alcun modo.

 

 

Casella di testo: Costruzione e Manutenzione
Casella di testo: