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Liuteria italiana |

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Marco |
La mia filosofiaHo provato a pensare al senso che potrebbe avere per me questo mestiere, e mi viene spontaneo associarlo a quella fantastica favola che Collodi regalò agli onori degli italiani. Mi piace pensare a Mastro Geppetto come al liutaio più illustre dell’immaginazione, ed a Pinocchio come al più perfetto degli strumenti. Quel fantastico artigiano è riuscito a ricavare da un pezzo di legno un essere parlante. Sembrerà forse un paragone azzardato ma questa deve essere la sensazione alla quale deve aspirare il liutaio mentre crea il suo strumento, e deve soprattutto riuscire a trasmetterla al musicista quando egli incontrerà la propria voce mancata. "Stradivari non fu il depositario o lo scopritore di nessun particolare segreto. L´insistere in una visione tanto superficiale e ristretta della sua personalità e della sua opera, significa oltre tutto distruggere il valore e ridurlo ad un empirico, magari fortunato, praticante. Egli fu Stradivari, perchè nelle sue creazioni concorsero e si riassunsero felicemente; genialità, conoscenze matematiche e della natura unite a profondo spirito di riflessione e di ricerca, sensibilità di artista, eccezionale abilità tecnica, esperienza e tradizione." Sono le parole che concludono il libro "I segreti di Stradivari" del grande Maestro Simone Sacconi (che di Stradivari ne ha restaurati trecentocinquanta) e che mi continua a citare il mio Maestro Mario Novelli. Questa è la verità sul segreto di Stradivari e di tutti gli artisti: il dono di riuscire a egregiamente a trasmettere il proprio ego agli altri, servendosi di un mezzo sublime come l´arte, in questo caso la liuteria. Io sento, al termine di un lavoro, la sensazione di aver creato un oggetto che può parlare, come quel mastro Geppetto sento di aver dato vita a dei pezzi di legno. Anche se il risultato finale non è il capolavoro al quale sempre si mira, io sento di esserne affezionato come lo è un padre nei confronti di un figlio. Marco Maguolo
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