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Mahler

 

Ruolo e funzione dei due strumenti nella musica di Mahler

Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Al di là della conoscenza che Mahler potesse avere di questi strumenti e della loro letteratura, la presenza del mandolino e della chitarra rappresenta comunque una novità sorprendente per un brano di musica sinfonica se si considera che nessun sinfonista prima di allora aveva mai pensato di utilizzarli. Tuttavia prima di chiederci cosa potesse avere spinto Mahler a compiere una scelta così singolare, occorre dire innanzi tutto che il nostro compositore non era nuovo all’ inseririmento di strumenti inediti negli organici orchestrali delle proprie sinfonie, come accade difatti per il corno di postiglione nel terzo movimento della terza sinfonia, per i campanacci o addirittura per il martello, le fruste e lo xilofono nell’ultimo movimento della sesta. Il perchè di questo atteggiamento che potremmo definire “disinibito” (aperto) nei confronti della strumentazione, è a mio avviso riconducibile ad una delle coordinate principali della poetica Mahleriana da lui stesso dichiarata: “… per me sinfonia significa costruire un mondo con tutti i mezzi tecnici a disposizione”.
Di fronte a un intento di questo tipo pare allora logico pensare che la scelta di strumenti inusuali sia coerente col tentativo di trovare quei mezzi tecnici di cui il compositore si serve per trasmetterci la propria visione del mondo. Difatti nella musica di Mahler, tali strumenti “speciali” non sono mai utilizzati a scopo puramente ornamentale o di arricchimento coloristico dell’orchestra, ma hanno una motivazione molto più profonda e importante che va oltre un puro interesse timbrico. Con la melodia del corno di postiglione ad esempio, Mahler “sembra appropriarsi dei caratteri idiomatici del canto popolare per dar voce a una situazione musicale che nel fluire del pezzo rappresenta una voce radicalmente “altra”, lontana [la melodia della cornetta di postiglione] si carica di associazioni struggenti senza prestarsi a un’interpretazione programmatica”4. Anche riguardo al martello nella sesta, il suo intervento ha un importante funzione strutturale, infatti “ i primi due colpi si collocano in momenti chiave dello svolgimento formale e assumono ovviamente un significato che non è puramente timbrico: segnano momenti in cui si determina una catastrofe”5. Per non parlare poi dei campanacci, uno dei Naturlaute più spesso chiamati in causa per ricondurre la memoria e le sensazioni a quella dimensione fiabesca, ormai perduta, che fa capo al mondo del  Wunderhorn. È affascinante notare come ciascuno di questi strumenti vada ad occupare un posto unico e preciso nel mondo interiore del compositore e viene dunque spontaneo chiedersi se Mahler mantenga lo stesso atteggiamento anche verso la chitarra e il mandolino, o se nei confronti di questi ultimi compaiano orientamenti nuovi.

                                                                                                           









4   Paolo Petazzi, Le sinfonie di Mahler, Padova, Marsilio, 2002, pag.66

5  P.Petazzi, op.cit., pag. 143 




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a cura di   Antonio Amodeo

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