Casella di testo: Speciali

 

 

 

5  domande a Freddy Mendoza Estapè

uno dei giovani chitarristi più interessanti del sud america

 

 

Com'è nata la passione per la chitarra ?

 

A casa mia, mia madre aveva una parete con alcuni strumenti musicali appesi: un “cuatro”, una chitarra, delle maracas e vicino un´arpa venezuelana. Da bimbo suonavo il “cuatro” da autodidatta, ma la mia curiosità per la chitarra cresceva. Un giorno a 16 anni più o meno, decisi di prenderla e imparare a suonarla da solo. La portavo ovunque, e ho cominciato a tirar fuori a udito delle canzoni di Silvio Rodríguez (cantautore cubano), e anche canzoni di altri artisti che mi piacevano in quel momento. Ma un giorno, ascoltando la radio, ho sentito dei vals di Lauro e dei brani di Albéniz, che ancora non conoscevo. Quella musica mi è piaciuta tantissimo, tanto che ho provato a suonarla senza sapere niente di musica, ed è stato inutile. In quel momento mi sono reso conto che dovevo cominciare a studiare, e mi sono iscritto nella Scuola Superiore di Musica José Ángel Lamas a Caracas all’età di 19 anni.

 

 

Come Alirio Diaz, hai ricevuto una borsa di studio, se pur non dal governo del Venezuela, per venire in Italia a studiare.  Una grande soddisfazione di sicuro. Come leggi questo evento?

 

Sono stato molto contento quando ho vinto quel concorso che fece il Rotary Club Petare nell 2006. C’era mia madre, era la prima volta che mi sentiva suonare sul serio, ed è stata una grande soddisfazione per lei che io abbia vinto il concorso. La borsa di studio era per studiare 3 mesi a Roma con il Maestro Roberto Fabbri. E magari io fossi come Alirio Diaz, ma sto cercando una borsa di studio dal governo per andare un’altra volta in Italia come lui, a continuare i miei studi musicali.

 

 

Sei stato in italia a studiare ed hai visto il livello di molti chitarristi del mio paese, cos'hanno di diverso rispetto ai chitarristi sud americani e venezuelani in particolare?

 

Tecnicamente sono poche le differenze, salvo che alcuni chitarristi hanno la tecnica Segoviana e altri una tecnica più moderna. Ma c’è una cosa che mi è piaciuta dei chitarristi italiani ed è la loro musicalità. Gli italiani sono più interessati nella melodia mentre noi chitarristi venezuelani e sudamericani teniamo più al ritmo e anche alla melodia, però al ritmo ancora di più.

 

 

Cosa vuoi fare da grande?

 

Mi piacerebbe registrare dei dischi (cd) con musica mia oppure di altri compositori, comporre e suonare musica da film, insegnar l’arte di questo bello strumento e se fosse possibile in futuro, aiutare ad altri chitarristi nella loro carriera artistica.

 

 

C'è qualche chitarrista cui ti sei ispirato o t'ispiri?

 

Il primo chitarrista a cui mi sono ispirato e che ancora mi ispira è il mio Maestro José Gregorio Guánchez, a cui gli devo molto. La sua umiltá, il suo calore umano e la sua esperienzia artistica hanno fatto di me un migliore musicista, e anche oltre, mi ha fatto un migliore essere umano. Ora, ci sono anche altri chitarristi che mi ispirano: Alirio Díaz, David Russell, Manuel Barrueco, i fratelli Assad, Leo Brouwer, Berta Rojas, Roland Dyens, Kaori Muraji, Jhon Duarte, Agustín Barrios fra altri.

 

 

                                                                                             Angelo Barricelli

 

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Freddy                Mendoza             
    Estapé

 

 

 

                Intervista

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                                                  a cura di Angelo Barricelli