Casella di testo: Il Maestro di Chitarra

Il presente sito non costituisce testata giornalistica, né ha carattere periodico, essendo aggiornato in relazione alla disponibilità e alla reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale, ai sensi della Legge n. 62 del 7-03-2001. Le fotografie pubblicate su questo sito, salvo diversa indicazione, sono copyright dei legittimi autori.

Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo:

English text

 

Casa musicale Eco, 1999

SCHEDE TECNICHE

Grado avanzato

 

Casella di testo: Casella di testo:

L’idea che l'esercizio quotidiano degli arpeggi sia di capitale importanza per l'acquisizione della velocità e della precisione della mano destra, ha un indubbio fondamento ed è generalmente accolta da tutti, studenti e insegnanti, senza riserve. L’elemento di assoluta novità che caratterizza e giustifica questa ulteriore raccolta nella quale, oltre alle formule più comuni ne compaiono numerose altre con figurazioni digitali più complesse riscontrabili nelle pagine del repertorio moderno, consiste nell'inserimento di brevi frammenti scalari il cui scopo è quello di esercitare la mano destra nel cambio rapido della direzione di attacco.Di fatto, a causa dell’estrema carenza di tratti scalari, riscontrabile tanto nel repertorio didattico che in quello concertistico, e della consuetudine di studiare le scale a parte, avulse da ogni contesto musicale, esse possono assumere, quando compaiono episodicamente in un brano, un illogico quanto temibile carattere di eccezionalità. Il problema nasce dall’effetto prodotto dalla deviazione  delle forze applicate alle corde che si trovano a dover ruotare istantaneamente di 90° per passare dalla direzione verticale di trazione del tocco libero impiegato negli arpeggi (fig.1a), alla direzione orizzontale di spinta del tocco teso o appoggiato impiegati nelle scale (fig.1b).1

 

                 

 

Le 136 formule del testo sono suddivise in 8 Serie che, data la grande varietà, non è stato possibile ordinare per grado di difficoltà. Per tutte le Serie viene impiegata la seguente frase melodico-armonica, costituita da successioni accordali di 4 suoni il più alto dei quali riveste una funzione melodica.

Fig.2 – Frase sulla quale va praticata ciascuna formula di arpeggio.

 

Come si può notare, le battute 8 e 15 sono lasciate in bianco, in quanto dovranno venire completate, di volta in volta, da due cadenze melodiche espressamente studiate per ciascuna serie di arpeggi. Le modalità di esecuzione  sono molto semplici: dopo aver eseguito la prima formula arpeggiata con le relative cadenze, si passa all'esecuzione  delle formule rimanenti, applicando a ciascuna di esse i medesimi inserti cadenzali.

A differenza dei testi, tanto antichi che moderni, nei quali viene proposta una pratica esclusivamente meccanica che può certamente condurre ad un alto grado di velocità ma in condizioni di livello dinamico generalmente piatto,2 le note della melodia, qui scritte in grosso, sono da far emergere e quindi vanno suonate forte in tocco appoggiato se recano l’accento, o  teso se non accentuate; le  note scritte in piccolo vanno eseguite piano in tocco libero.3

Per ottimizzare l’esercizio è consigliabile eseguire le scale forte in tocco appoggiato utilizzando di preferenza una delle formule quaternarie imia - miai - iaim - aimi.4

                                                                                               
                            

                                                                                 

 

1 Ovviamente tale inversione non ha luogo se le scale vengono eseguite piano con tocco libero.

 

2 Fernando Sor paragonava tale tipo di esecuzione ad “un rullare continuo monotono e insopportabile”.

 

3 Sull'impiego del tocco in funzione dinamica nelle strutture arpeggiate composte con la melodia situata su diverse corde, lo studente può trovare nelle Lezioni dalla I alla VII de “L’arte della mano destra” un buon esercizio di base.

 

4 Per la genesi e lo studio delle diteggiature quaternarie vedasi M.Storti: La nuova tecnica delle scale (Carisch, 1983 e Trattato di chitarra, Cap.123 (Carisch, 1994).

 

 

 

 

 

Casella di testo: