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PELLEGRINAGGIO

 

                                                     

                                                     Mauro Storti

Casella di testo: Il Maestro di Chitarra

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Casella di testo: Casella di testo:
Casella di testo:    Dopo giorni e giorni di pioggia che altrove (ma non a Parigi!) si sarebbe definita uggiosa, finalmente una giornata di sole: un sole tiepido che invita a disertare i chiusi sacrari dell'arte per uscire all'aria aperta e godere degli ampi e suggestivi spazi di questa meravigliosa città. Dopo essere saliti sulla cupola del Sacré Coeur a inebriarci di quell'aria tanto famosa che puoi persino trovare in lattina sulle bancarelle dei souvenirs, scendiamo lentamente dalla butte soffermandoci qua e là ad ammirare i dipinti sulla Place du Tertre, e qualche scorcio panoramico. Non manca nemmeno il suono di una fisarmonica che vaga nell’aria insinuandoti nel cuore la malinconica allegria di un valzer-musette ... Ora la discesa è finita e mentre camminiamo su un largo e trafficato viadotto, scorgiamo con stupore, sotto di noi da ogni parte, file e file di lapidi e monumenti funerari: è il cimitero di Montmartre. Ne varchiamo l'ingresso e ci dirigiamo verso l'ufficio informazioni. Due signore ci accolgono con grande cortesia e ci offrono un dépliant con la piantina del cimitero sulla quale dei numeri stanno ad indicare le tombe dei personaggi famosi:Balzac, Offenbach, Berlioz, Zola.. … Scorriamo velocemente la lunga lista ma con grande delusione dobbiamo constatare che il nome del personaggio che siamo venuti a cercare non c'è. Come è possibile che il nome di Fernando Sor, noto a chiunque ai quattro angoli del mondo senta suonare una chitarra classica, non abbia trovato il meritato posto d'onore? Le due impiegate mostrano qualche imbarazzo. 
Prima impiegata: "Fernando Sor? Non è per caso un chitarrista?" 
Seconda impiegata: "Ah si! Due o tre volte l’anno c'è qualcuno che viene a chiedere di lui!  Ma siete certi che nella lista non ci sia?" 
(Scorre a sua volta frettolosamente la lista). 
Prima impiegata: "L'hai trovato?" 
Seconda impiegata: "No. Provo a guardare nei vecchi registri". 
Prende da uno scaffale un enorme registro rilegato in tela nera, lo apre e ne sfoglia le pagine ingiallite dal tempo. L'anno è quello giusto: 1839, ma il nome di Sor non c'è. Cominciamo a temere di avere sbagliato cimitero e ci accingiamo con rammarico ad andarcene, quando vediamo sbucare da un vialetto fra le tombe un ometto smilzo e claudicante con indosso un camice grigio da giardiniere che viene verso di noi (se non fosse pieno giorno e non avesse “une bonne bouille" saremmo in pieno Conan Doyle!). Dopo uno scambio di poche parole con le due perplesse impiegate si rivolge a noi con un inaspettato tono allegro e amichevole: 
"Fernando Sor, il chitarrista? Ma certo! Prendete il primo vialetto a sinistra e andate fino in fondo. Prima della grande curva lo trovate là, sorridente, con la sua chitarra in braccio!" 
Frenando a fatica la quasi-voglia­di-correre (siamo pur sempre in un cimitero!), giungiamo alfine davanti alla tomba dell’amato Sor. In effetti eccolo lì adagiato, più che seduto, sulla sua modesta tomba con la chitarra in grembo. 








non vedi da molto tempo ma che da sempre è presente nei tuoi pensieri e nel tuo cuore. Si può giungere persino a cedere all'irrefrenabile desiderio di abbracciarlo e cingergli affettuosamente le braccia intorno al collo, come accade ora alla mia compagna. Caro Sor, non sarò geloso di te ma ti invidio. Chissà se una donna giovane e piacente verrà mai sulla mia tomba a darmi una simile dimostrazione di amore?
                       
                                                     
                                                             Mauro Storti
Casella di testo:

Se davanti all'austera tomba di Tárrega, visitata qualche anno prima, avevo provato un senso di profonda e commossa mestizia ricordando l'opera sua, fonte di tante dolci emozioni, qui prevale la sensazione di un'effettiva continuità vitale dovuta forse al lieve e sereno sorriso che aleggia sul viso giovanile di questo novello Orfeo sfuggito all'oscuro mondo delle ombre. E ti viene voglia di parlargli come ad un caro amico   che