Casella di testo:
Casella di testo: Speciali

a cura di   Antonio Amodeo

Manuel Maria Ponce

Le Opere per Chitarra

Casella di testo:

Il presente sito non costituisce testata giornalistica, né ha carattere periodico, essendo aggiornato in relazione alla disponibilità e alla reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale, ai sensi della Legge n. 62 del 7-03-2001. Le fotografie pubblicate su questo sito, salvo diversa indicazione, sono copyright dei legittimi autori.

Tutti i materiali  pervenuti a ChitarraeDintorni.eu : foto, file audio/video, documenti word, pdf, jpg et similari non saranno restituiti in alcun modo.

Casella di testo: Un’altra cifra stilistica dell’arte di Ponce è l’influenza dell’impressionismo francese che egli ebbe modo di assimilare grazie alla sua lunga permanenza in Europa e al fatto di avere sposato una cantante di origine francese; quest’influsso si rivela nella raffinatezza di alcune elaborazioni armoniche, nell’uso di atmosfere e sonorità rarefatte ed evanescenti. L’universo armonico di Ponce resta saldamente legato all’ambito del sistema tonale, tuttavia il compositore, nelle sue  fantasiose elaborazioni, ama confondere le idee all’ascoltatore con uso di eleganti dissonanze, di accordi estesi e sonorità diafane. Le opere in cui si manifesta maggiormente quest’ influenza sono il Tema Variato e finale, La Sonata III, di cui parleremo più avanti, e la serie dei 24 Preludi, scritti verso la fine degli anni ’20: su quest’ ultima opera vale la pena di spendere qualche considerazione.
Si tratta di composizioni che non furono accolte da Segovia con lo stesso entusiasmo di altre, probabilmente a causa del loro carattere più sobrio e severo che non concedeva molto al virtuosismo strumentale di cui Segovia amava fare sfoggio. Essi furono pubblicati integralmente solo molti decenni dopo da Manuel Alcazar, mentre Segovia ne pubblicò soltanto la metà trascrivendone alcuni in altre tonalità per migliorarne l’eseguibilità strumentale.
Quest’opera è invece importante nella sua interezza poiché siamo di fronte a una raccolta organica di 24 preludi scritti in tutte le tonalità maggiori e minori. Un’operazione non da poco nella quale l’autore svolge un importante lavoro di ricerca sulle sonorità dello strumento che esplora la sua resa e le sue differenti sfumature timbrico-sonore in tutti i diversi ambiti tonali. In questi preludi, alcuni dei quali sono autentici piccoli gioielli, Ponce attraversa l’anima più meditativa e lunare della chitarra attraverso un gioco sobrio, a tratti cupo, di armonie e sonorità poco chitarristiche, ma dai suggestivi richiami impressionisti.

Un capitolo a parte meriterebbe il Concerto del Sur, opera splendida e storica, una vera “summa” dell’arte ponciana. Si tratta infatti della composizione più impegnativa sia come dimensioni che come difficoltà tecnica; l’opera è anche una di quelle che ha maggiormente posto la chitarra sotto i riflettori del grande pubblico, poiché il piccolo strumento a corde finalmente si misura con l’orchestra rischiando di esserne penalizzato per ragioni facilmente immaginabili. Ponce riesce a vincere questa sfida attraverso un sapiente uso dell’orchestrazione.
In primo luogo, consapevole degli oggettivi limiti del volume della chitarra, rinuncia ad un oraganico mastodontico, limitandosi ad inserire un flauto, un clarinetto, un oboe, un fagotto, dei cembali e un quintetto d’archi. In secondo luogo, pur evitando di utilizzare una struttura a “blocchi” come nei primissimi concerti di Carulli e Molino, riesce a creare un tessuto orchestrale assolutamente adatto a far dialogare efficacemente la chitarra con l’orchestra senza che questa prenda il sopravvento sulle sei corde; quando il volume orchestrale infatti raggiunge il culmine, la chitarra o tace oppure accompagna con dei sonori rasgueados. 
L’opera, che ebbe una gestazione lunga e articolata, vide la luce definitivamente nei primi mesi del 1941 (poco dopo il debutto del concerto d’Aranjuez) e fu eseguito per la prima volta il 4 ottobre 1941 a Montevideo con Segovia alla chitarra e Ponce direttore d’orchestra; il successo fu immenso e l’approvazione unanime. Da allora il Concierto del Sur è entrato nella storia della letteratura chitarristica.
Il concerto è in tre movimenti di cui il primo, Allegro moderato, è in forma sonata ed evoca atmosfere andaluse; il primo tema è esposto dall’oboe, accompagnato da un ostinato di archi dalle suggestioni alquanto selvagge, mentre la chitarra esegue degli accompagnamenti e dei controcanti molto elaborati che spiccano elegantemente nella pur ricca trama orchestrale. La chitarra, alla quale spetta l’esposizione del secondo tema, viene poi messa in evidenza durante la cadenza.
L’Andante, più lento e lunare, si contraddistingue per la seducente sinuosità delle linee melodiche dalle chiare suggestioni arabeggianti.
Infine l’Allegro moderato y festivo, evoca le allegre atmosfere sivigliane; è una sezione stupenda che non annoia mai l’ascoltatore grazie alle continue sorprese determinate dall’alternarsi, talvolta improvviso, di ritmi lenti e veloci, di fasi più convulse, a momenti più distesi e solari. L’energia raggiunge il culmine poco prima della fine con l’ingresso dei cembali che, accompagnati anche dai rasgueados, suggeriscono immagini davvero esotiche e festive. Il concerto si chiude poi con accordi secchi in cadenza plagale.




     Capacità di                               Elementi della          Influenza della
  identificarsi in stili diversi       musica popolare      musica impressionista
                                   


                                                                                                                                   Home Ponce                                                                                                        

Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: