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Premessa

 

Una personale ricerca, partita molti anni fa, ha dato origine ad una sorta di “opera aperta” sui repertori e le morfologie  del liuto e della chitarra .

Gli articoli che verranno presentati altro non sono che una serie di appunti per la stesura di un libro “in divenire”.

Trovo interessante proporre un argomento, ad oggi non particolarmente frequentato ed approfondito, che riguarda la chitarra nella sua funzione di strumento d’accompagnamento,in un periodo storico compreso fra il Seicento e l’Ottocento, attraverso le fonti e le testimonianze dell’epoca.

Prima di entrare nel merito dell’argomento specifico ho ritenuto utile esporre i tratti più significativi delle tipologie di chitarre e degli Autori presi in considerazione :

1. Elementi organologici

2. Sistemi d’accordatura

3. Sistemi di scrittura musicale

4. Cenni di tecnica e prassi esecutiva

5. Letteratura

Eviterò di usare terminologie improprie,anche se entrate nel linguaggio comune, perché prive di fondamento storico e di reale significato, quali “chitarra Barocca”, “chitarra dell’Ottocento”e“chitarra Romantica”. Troppe e sostanziali sono le differenze fra strumenti, tecniche e stili musicali che si possono incontrare all’interno di un ambito temporale predefinito e forzatamente globalizzato.

 

Casella di testo:                     LA CHITARRA ALLA SPAGNOLA

                                                                                                                        Parte Prima


Caratteristiche organologiche e tipologie

Lo strumento presenta un'elegante forma allungata:tavola armonica in abete, con rosa ad imbuto in carta pergamena finemente lavorata a strati sovrapposti,ponticello in grado di accogliere 5 ordini di corde doppie, dove il primo, secondo prassi, viene utilizzato semplice .Il cavigliere porta 10 fori nei quali si allocano i piroli. La tastiera si allinea sullo stesso piano della tavola armonica e contiene dieci tasti in budello dal capotasto sino, generalmente, all'innesto del collo con la cassa.

Il fondo,di solito realizzato a doghe o liste, a seconda dell’area di appartenenza può essere bombato oppure piatto. In generale gli strumenti italiani e spagnoli sono contraddistinti da un fondo carenato, a doghe, mentre gli strumenti francesi presentano un fondo piatto, a liste.

 Questo particolare costruttivo, oltre ad essere un importante elemento di differenziazione estetica e timbrica, corrisponde a precise  terminologie dell’epoca:

 

1) “chitarra  alla spagnola” , anche nella dizione “chitarra spagnuola” ,” guitarra espanola”(1)

 

2) “guittarre”(2)

 

3) “chitarriglia”-“chitarra battente” (3)

 

 La chitarra, nella prima metà del seicento, è generalmente ricca di decorazioni a lastronature con eleganti accostamenti di madreperla,ebano,avorio ed altre esotiche essenze.

Alcuni strumenti,oltre alla loro naturale funzione,sembrano costruiti deliberatamente come preziosi oggetti da ammirare,in grado di fornire un immediato appagamento estetico alla vista.

                                        

                                             Chitarra J.Tielke, particolare

                                     

                                                    

                                        

                                                                                   Chitarra battente italiana primo ‘600, particolari

 

         M.Mersenne.Tavola descrittiva della chitarra a cinque ordini, Alfabeto,Intavolature e Notazione(4)

 

 

Casella di testo: Sistemi d’accordatura e incordatura

 

L’accordatura si stabilisce generalmente secondo la sequenza di intervalli quarta,quarta,terza maggiore,quarta;che corrisponde ,in linea teorica, all’ accordatura dell’odierna chitarra senza il mi basso

La particolarità da sottolineare è spesso la mancanza di bassi reali :la quinta e quarta corda sono infatti generalmente accordate all’ottava superiore: la2-re3-sol2-si2-mi3. Questo procedimento viene a creare disposizioni armoniche particolarmente strette, ponendo in posizione centrale la nota più bassa,il sol.

Il tanto discusso termine “chitarrone” potrebbe essere scaturito come maggiorativo di chitarra,non tanto, e non solo, in riferimento alle dimensioni dello strumento, quanto per la più ampia estensione nel registro grave.

Il tipo di accordatura comune ai due strumenti viene di norma definita “rientrante”.

 

L'accordatura "rientrante"è, per gran parte del seicento,elemento peculiare della chitarra .

Gli equisoni  già nelle prime posizioni  e gli effetti di legato alla maniera dell’arpa, divengono possibili solo con questo particolare sistema d’accordatura sostanzialmente priva di bassi reali.

Varianti:

 Se le chitarre ispano-italiane hanno generalmente il suono più basso nel terzo ordine, la chitarra francese, presenta un raddoppio col basso sul quarto ordine che crea un intervallo d’ottava fra le due corde.(5)

Altre combinazioni,ma meno usate, sono il raddoppio all’ottava sulla quinta e quarta corda e, ancora più raro, il raddoppio all’ottava acuta sul terzo ordine (6)

 

La questione dell’origine dell’accordatura rientrante non è presumibilmente dovuta ad un deliberato progetto musicale quanto a soluzioni pratiche legate alla manifattura delle corde in budello.

I problemi relativi al carico di rottura dei canti ed alla grossezza dei calibri  per il  registro grave, rapportate alle dimensioni ed alla lunghezza del diapason, richiedevano necessariamente specifiche soluzioni.

Alessandro Piccinini nella prefazione all’Intavolatura di Liuto, et di Chitarrone, ci riferisce in maniera esauriente la genesi del Chitarrone e la relativa “accordatura rientrante”.

 

 

                                                           A gli Studiosi

 

Dell’Origine del Chitarrone,et della Pandora.

 

Già molti anni sono che in Bologna,si facevano liuti di bontà molto eccellenti ò fose l’esser fatti di forma lunga à similitudine di pera,ò fosse l’haver le coste larghe,che l’uno fa dolce, e l’altro armonioso;basta che, per la lor bontà erano molto stimati,et in particolare da i francesi,i quali sono venuti à posta à Bologna ,per portarne in Francia pagandoli tutto quello che era loro dimandato  ,talche pochissimi ora se ne trovan ; et oltre di ciò si facevano liuti grandissimi,che in Bologna erano molto apprezzati,per suonare in concerto con altri liuti piccoli, passemezzi,Arie ,et altre simili .E la bontà di questi liuti così grandi si scopriva maggiormente,perché li tenevano alti d’accordatura talmente,che la prima corda, non potendo arrivare così alta vi posero in vece di quella un’altra corda grossa accordandola un’ottava più bassa, il che riusciva per quell’effetto benissimo,come oggidì ancor si usa. Doppo alcun tempo,cominciando a fiorir il bel cantare parve à quei Virtuosi,che questi Liuti grandi,per esser così dolci,fossero molto a proposito d’uno, che canta,per accompagnamento;ma trovando molto più bassi del bisogno loro,furono necessitati fornirli di corde più sottili in tuono comodo alla voce .E perché le seconde non potevano arrivare con l’essempio dell’altra corda le accordarono un’ottava più bassa ;et così ebbero il loro intento è questo fu il principio della Tiorba,ò vero Chitarrone;e di poco tempo inanzi ch’io facessi fare la tratta ai contrabbassi,era venuto a Ferrara, i Signor Giulio Caccini,detto Romano huomo Eccellentissimo nel bel cantare chiamato da quelle Altezze Sereniss.il quale aveva un Chitarrone d’Avorio accomodato in quella maniera medesima ch’io detto di sopra, della quale si serviva,per accompagnamento della voce;……………”.(7)

 

Con eguale criterio,non potendo disporre ,per la chitarra,data la minore dimensione, di corde di budello adeguate ai bassi ,perché troppo grosse , poco agevoli sulla tastatura , di tensione eccessivamente blanda e di conseguenza progressivamente sempre più crescenti sulla tastiera,vennero usate corde sottili anche nel registro della quarta e quinta corda, accordate all’ottava  superiore.

La chitarra d’inizio seicento, impiegata principalmente nell’accompagnamento, portava lunghezze vibranti ragguardevoli. Per questo motivo non ci dobbiamo stupire se nella Regola per accordare la Chitarra , Montesardo indica l’utilizzo di bassi reali (cordoni) in ottava sul quinto e quarto ordine, mentre Sanz richiede “cuerdas delgadas” ,vale a dire corde delicate, sottili, per eseguire i brani pizzicati, ricchi di passaggi virtuosistici. Sicuramente la lunghezza vibrante si era notevolmente abbassata a vantaggio dello sviluppo di un repertorio solistico rivelatosi ragguardevole a partire dal 1630.

 

Questa origine di “stili”musicali e strumentali che scaturisce da necessità d’ordine pratico, porta ad interessanti considerazioni che potrebbero fugare ogni dubbio sul fallace concetto di “progresso dell’arte” che và di pari passo al progresso tecnologico.(8)

Senza queste problematiche,non ci sarebbero pervenuti quei meravigliosi  ed evocativi effetti di “campanelas”così caratteristici nella musica spagnola ed italiana del periodo.

 

Basti pensare, ad esempio, al Canarios di Sanz o ad un preludio dei Capricci Armonici di Lodovico Roncalli.(9) Anche gli effetti di “rasgueados” ,”batteries”, “picco e ripicco” (secondo le dizioni spagnola,francese ed italiana)vengono ad assumere una particolare incisività ritmica e leggerezza, senza creare un’ eccessiva frattura fra le sezioni armoniche e le parti contrappuntistiche.

                                                                                                                    Continua…      

INDICE

 

                                                                                                             

 

 

 

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Sandro Volta

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LA PRASSI DEL BASSO CONTINUO E DELL’ACCOMPAGNAMENTO

sulla CHITARRA

 

a cura di Sandro Volta

 

 

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