













SCHEDE TECNICHEGrado Elementare |
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TECNICA FONDAMENTALE DEGLI ACCORDI
(prima parte) |
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Chitarra e Dintorni Portale |


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Edizioni Curci, 1988 |
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PREMESSA
Uno dei problemi più immediati che lo studente di chitarra alle prime armi si trova ad affrontare è il cambio rapido della disposizione delle dita sulla tastiera per realizzare delle successioni di accordi placcati o arpeggiati. Solitamente si dà per scontato che la semplice pratica ripetitiva sia sufficiente da sola a conferire la necessaria abilità alle mani inesperte, e di infinite occasioni per ripetere abbondano tutte le opere didattiche dal primo Ottocento in poi. È curioso tuttavia osservare come le forme arpeggiate isoritmiche, tipica espressione della originaria vocazione della chitarra al ruolo di strumento accompagnatore, siano di gran lunga le preferite, forse anche per la maggiore soddisfazione che procurano all'orecchio, nonostante presentino, rispetto a quelle ad accordi placcati, maggiore difficoltà per il mantenimento della regolarità ritmica. E evidente infatti che il passaggio ad una diversa posizione accordale richiede un tempo di azione "in levare" (allentamento della presa precedente e successivo cambio della disposizione delle dita) che viene necessariamente sottratto alla durata teorica del primo accordo (fig.1a). Se un tale accorciamento del suono è assai bene tollerabile nelle successioni accordali lente, potendosi assimilare con l'estinguersi naturale e graduale della vibrazione delle corde, esso è tale da compromettere la fluidità e la precisione ritmica nelle sequenze arpeggiate qualora l'esecutore non sia in grado di effettuare con grande rapidità e precisione i cambi di figura (fig.1b).
a) b)
Fig.1 – A parità di andamento, la frazione di tempo necessaria per effettuare i cambi di figura è maggiore per le concatenazioni accordali (a) che per quelle arpeggiate (b).
Ne consegue l'opportunità di dissociare, allo stadio elementare degli studi, la tecnica accordale della mano sinistra da quella di arpeggio della mano destra allo scopo di affrontare con più mirata efficacia i problemi specifici di ciascuna mano. E facile constatare come all'abbondanza di materiale didattico per lo studio degli arpeggi (sulle corde a vuoto o tutt'al più con la mano sinistra su una o due posizioni) faccia riscontro una totale carenza metodologica circa la tecnica accordale della mano sinistra che pure è chiamata in gioco fin dai primi passi nello studio chitarristico. Lo scopo di questo lavoro è quello di ovviare a tale carenza mettendo a disposizione degli allievi un eserciziario che li aiuti innanzitutto a capire il corretto meccanismo della tecnica accordale in modo da favorirne una più rapida acquisizione. Si tratta di non sottovalutare il peso determinante delle cause sugli effetti (un accordo preciso è frutto di gesti precisi, come un accordo sbagliato è frutto di gesti sbagliati) e prestare la dovuta attenzione, alle azioni di flessione, rotazione, salto, contrazione o divaricazione, che sono di importanza determinante per la formazione e la realizzazione di prese sicure e precise. Pertanto, la massima attenzione va portata non soltanto sulla geometria delle figure da realizzare, ma sui gesti da compiere per passare da una figura alla successiva. Per effettuare una concatenazione legata di due figure qualsiasi A e B (Fig.2) è inevitabile disporre di un tempo di azione in levare (t) costituito dalla somma dei tempi parziali di decontrazione (allentamento del precedente vincolo di A, latenza (intervallo fra l'istante di eccitazione nervosa e l'inizio della contrazione) e contrazione (per la formazione della figura B, prima libera e successivamente vincolata ).1
Fig.2 - La concatenazione di due figure A e B richiede un tempo di azione in levare (t) che viene sempre sottratto alla durata teorica di A.
La formazione della figura B può richiedere: l° - Una diversa disposizione delle dita. 2° - Una variazione di assetto della mano. 3° - Un aumento o una diminuzione della divaricazione. 4° - Un avanzamento o un arretramento del polso. 5° - Un cambio di Posizione. Con ogni evidenza, la capacità di effettuare tutte o solo in parte tali azioni in un tempo ridottissimo non può che essere frutto di una ormai raggiunta maestria strumentale cui uno studente può soltanto mirare come a un punto di arrivo. Un ostinato e maldestro tentativo di realizzare delle performances superiori ai suoi attuali mezzi tecnici non può che essere votato al fallimento.2 La maniera più logica e razionale di procedere consiste nel ridurre la durata del suono della figura A in modo da disporre di un maggior tempo per compiere in maniera lenta ed accurata i gesti occorrenti per realizzare la figura B (fig.3).
Fig.3 - Riducendo la durata di un accordo A si viene a disporre di un maggior tempo (T) per la preparazion dell’accordo B
La seguente fig.4 mostra la realizzazione pratica di tale procedimento di studio applicato ad una successione di tre accordi:
Fig.4 – In fase di studio (a), ad un suono della durata di 1/16 segue un silenzio della durata di 3/16 per la preparazione dell'accordo successivo.
Fig.5 – Rappresentazione grafica della fig.4a.
La fig.5, con la quale viene illustrato il procedimento di studio in staccato della fig.4a, consente di fare tre ulteriori osservazioni degne di interesse. 1. La contrazione della durata di A presenta il vantaggio di ridurre al minimo il dispendio energetico richiesto per sostenere a lungo figure particolarmente "pesanti" come quelle multipolari con barré. Ciò è tanto più importante quanto più l’esecuzione è fatta in tempo lento.3 2. Come si può osservare, la lunghezza dei tratti neri è costante per tutti i valori metronomici, e ciò significa che il graduale incremento della velocità non avviene accorciando la durata dei suoni, ridotta al minimo fin dall’inizio, ma con la progressiva riduzione della durata dei silenzi. 3. La brevissima durata dei suoni richiede ai muscoli delle dita e della mano la medesima rapidità di stacco quale si richiede in regime di alta velocità.4
Mauro Storti
1 V. M.Storti, Trattato di chitarra, Cap.21.
3 Il consiglio che vien dato agli allievi di “studiare lentamente” viene per lo più da questi frainteso
4 Quanto più veloce è la corsa tanto più lieve e rapido è il tempo di contatto dei piedi sulla pista.
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