Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo:

   

ACCORDARE LA CHITARRA

                         

              

                                                                                                                        A cura di MAURO STORTI

Casella di testo: Il Maestro di Chitarra

Il presente sito non costituisce testata giornalistica, né ha carattere periodico, essendo aggiornato in relazione alla disponibilità e alla reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale, ai sensi della Legge n. 62 del 7-03-2001. Le fotografie pubblicate su questo sito, salvo diversa indicazione, sono copyright dei legittimi autori.

Tutti i materiali  pervenuti a ChitarraeDintorni.eu : foto, file audio/video, documenti word, pdf, jpg et similari non saranno restituiti in alcun modo.

 

 

Casella di testo: Casella di testo:   L’ascolto di una chitarra non perfettamente accordata produce un disagio che può rasentare la sofferenza qualora il povero chitarrista, non riuscendo a correggere l’intonazione delle corde malgrado ripetuti quanto vani tentativi, si rassegni a continuare l’esecuzione fino in fondo. Se è vero che ciò può talvolta accadere anche a “scafati” professionisti, è assai frequente che accada agli studenti in sede d’esame, cosa che non giova di certo ad attenuare il solito ben noto stato di agitazione. Stato di agitazione, peraltro, assai poco propizio ad una precisa valutazione delle frequenze acustiche. In simili casi, può risultare estremamente utile disporre di un metodo di accordatura rapido, quanto più possibile sicuro e “oggettivo”  ovvero insensibile ai malefici influssi di uno stato psicologico già alterato.  
   Il delicato problema dell' accordatura della chitarra trae origine dalla duplice sua natura di strumento ad intonazione in parte naturale e in parte temperata. 
   La prima, che si fonda sulla consonanza degli intervalli puri di Ottava, Quinta e Quarta che l'orecchio umano sa riconoscere perfettamente, concerne le corde a vuoto; la seconda, frutto dell’aggiustamento artificioso dei rapporti di frequenza tra i suoni effettuato per risolvere in via di compromesso i gravi problemi di intonazione sorti con la nascita della polifonia e della modulazione, concerne le corde tastate. 
   Nella chitarra, i rapporti di frequenza fra i suoni delle corde a vuoto, regolabili per mezzo delle meccaniche di trazione, vengono generalmente stabiliti ad orecchio secondo l'intonazione naturale, mentre la rigida intonazione temperata per la quale diesis e bemolli vengono fatti coincidere, trova applicazione su ciascuna singola corda grazie alla disposizione delle barrette che suddividono il manico in segmenti di appropriata e inalterabile  lunghezza. L'impiego concomitante dei due sistemi di intonazione produce una più o meno sensibile discrepanza tra i valori di frequenza di un medesimo suono, a seconda che sia prodotto sulle corde a vuoto o sulle corde tastate. 
Su uno strumento le cui corde a vuoto vengano perfettamente intonate ad orecchio, il valore  della frequenza di un Sol, ad esempio, non è sempre esattamente collimante  con gli altri Sol risultanti dalla tastatura su corde diverse, in quanto ciascuno dei Sol tastati si trova ad occupare un diverso grado entro l'ottava temperata della propria corda ossia:
sulla 4a corda, risulta essere il IV grado nella scala di Re; 
sulla 5a corda, risulta essere il VII grado nella scala di La; 
sulla 6a corda, risulta essere il X grado nella scala di Mi. 
Per tale ragione, l'accordatura della chitarra pone problemi che nessun accordatore saprebbe risolvere senza una buona dose di empirismo, tanto più necessario se, oltre a quelli su menzionati, si aggiungono eventuali altri motivi di inesattezza “fisica” quali l'imperfetta calibratura e densità delle corde e le eventuali imprecisioni della tastiera. 
Nella prassi quotidiana ogni chitarrista si vede dunque costretto a ricercare le equisonanze ottimali con un suo proprio procedimento di accordatura che consiste solitamente nel confronto uditivo fra note a vuoto e note prese  in posizione, o fra suoni naturali e suoni armonici variamente dislocati. Tra i due procedimenti, quest'ultimo è tuttavia da ritenersi il meno preciso in quanto la formazione e l’ubicazione dei nodi generatori degli armonici, sono fenomeni del tutto indipendenti dalla posizione delle barrette sul manico. La figura seguente mostra in modo palese come la disposizione dei nodi possa risultare asimmetrica qualora, a causa di un’imperfetta calibratura della corda, la sua massa non sia uniformemente distribuita per tutta la sua lunghezza (fig.1). 1

Con ogni evidenza, non solo è possibile ma altamente probabile che una nota prodotta come suono armonico possa risultare stonata se confrontata con la medesima nota prodotta da una corda tastata. 2

            A                                          B                                 C                                        D	
Fig.1 – Formazione degli armonici.
Osservare la disposizione asimmetrica dei nodi 
e la diversa lunghezza dei segmenti della corda. 


Una modalità di accordatura adottata soprattutto dai principianti per la sua semplicità consiste nell'accordare il La della 5a corda con il diapason e nel verificare l'equisonanza fra le note delle corde a vuoto e le prime equisone sulle corde vicine (fig.2).


Fig.2 – Procedimento di accordatura per coppie di corde all’unisono.

   L'unisono adottato in questo caso, non offre che una poco chiara percezione delle frequenze in gioco per cui l’accordatura che ne  risulta è alquanto approssimativa. 3
   Un buon sistema di accordatura rapido, affidabile e in grado di ridurre entro limiti tollerabili le differenze fra intonazione naturale e intonazione temperata, è quello basato sulla perfetta consonanza degli intervalli di Ottava, Quinta e Quarta alla cui purezza il nostro orecchio è particolarmente sensibile. 4
   Assunto il La 440Hz dal diapason come primo suono di riferimento, sarà sufficiente accordare gli intervalli di Ottava, Quinta e Quarta fra le note La Re Mi "incrociando" note a vuoto e note tastate con il procedimento illustrato in Fig.3. Dopo un primo assetto dell’accordatura (a) si procede ad una verifica in altra zona del manico (b). Qualora il confronto riveli difetti di intonazione, non rimane che ripetere le verifiche fra a e b e apportare gli opportuni ritocchi fino ad ottenere un esito soddisfacente. 


                                                   a)                                                                 b)
Fig.3 – Procedimento di accordatura per intervalli di Quarta, Quinta e Ottava. 




                                                                                                     Mauro Storti 





1   Illustrazione tratta da: M.Freeman,  IL SUONO E GLI ULTRASUONI, Zanichelli, Bologna 1965.

2 Un procedimento  spesso impiegato per valutare la buona qualità delle corde, consiste nel vrificare la perfetta equisonanza fra i suoni armonici prodotti a vuoto, al XII tasto, e quelli prodotti tastando la XII barretta  

3  Un discreto perfezionamento dell'accordatura fatta nel modo su descritto, si può ottenere ricorrendo ad una successiva eliminazione dei battimenti presenti fra ogni coppia di corde ma ciò richiede un ottimo strumento ed un orecchio bene addestrato. Il fenomeno dei battimenti o rinforzi periodici del suono, generato dalla vibrazione simultanea di due suoni dalle frequenze molto vicine ma non perfettamente uguali, viene a cessare quando l'intonazione risulta perfetta. 

4   Sulla base della consonanza pura di Quinta vengono accordati gli strumenti ad arco. 





Casella di testo: Casella di testo: