NOTE DI METODO

 

 SULLA TECNICA DEL BARRE’

             (Prima parte)

                                                                                           a cura di Mauro Storti

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Casella di testo: La collocazione unipolare a barré si realizza distendendo un dito su due o più corde contigue o distanti. Il dito 1, che generalmente effettua il barré disponendosi a ridosso della barretta, obbliga la mano ad assumere un perfetto assetto frontale. In via eccezionale, il numero e la dislocazione delle corde interessate possono richiedere particolari angolazioni frontali del dito e, a tal proposito, si possono fare alcune interessanti osservazioni sia di carattere generale che su singoli casi specifici. La prima riguarda la corretta disposizione del dito. 
   A quali condizioni ideali può una catena di tre segmenti rigidi quale è un dito, disporsi aderente alla superficie di un piano quale è la tastiera? Nelle illustrazioni seguenti sono rappresentate le più ricorrenti situazioni di barré diritto da due a sei corde e vengono posti in evidenza i più comuni errori di collocazione che sono all'origine di un bloccaggio difettoso delle corde. I disegni mostrano la sezione del manico con la traccia delle sei corde e delle tre falangi dell'indice sinistro.1 








                 
                   


Oltre al barré diritto, raffigurato negli esempi sopra esaminati, merita particolare attenzione ­un tipo di barré che potremmo definire angolato, realizzabile mediante l'articolazione passiva dorsale della falangetta.2 Tale tipo di barré, che permette di effettuare collocazioni limitate alle corde interne, è di grande utilità in quanto, oltre a semplificare talvolta la diteggiatura della mano sinistra, consente la formazione di particolari figure accordali. Le illustrazioni seguenti mostrano i tre casi più comuni di barré angolato. 



   Benché la collocazione a barré  venga generalmente utilizzata in funzione di figura vincolata, non mancano i casi di impiego in figura transitoria, come mostrano le seguenti illustrazioni3 . Si noti che il contatto iniziale non è assimilabile ad una semplice collocazione vincolata,  poiché sia la curvatura del dito che l’assetto della mano devono essere accuratamente prestabiliti in funzione della figura definitiva.



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    INDICE

  Prima parte

  Seconda parte

   Terza parte






1 Le figure, con la relativa numerazione,  sono tratte da: M.Storti, Trattato di chitarra (Copyright 
  1994 by Carisch,). 

2 Si noti che non tutte le mani presentano un' eguale mobilità passiva dorsale della prima 
   articolazione , cosa che a giusto titolo è considerata una preziosa risorsa attitudinale.

3 Sulla classificazione e definizione delle figure vedasi il citato Trattato di chitarra, Cap.29 a 33. 
Casella di testo: Il Maestro di Chitarra