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Casella di testo: Scrivere musica per bambini richiede di “diventare” bambini, ovvero di avere una perfetta simbiosi ed identificazione col mondo infantile.
Questo è ancora più vero quando a scrivere per l’infanzia è un compositore abituato ad esprimersi ad alti livelli di tecnica e di stile come Dusan Bogdanovic.
Entrare nella mente simbolica ed immaginativa dei bambini attraverso il linguaggio musicale è impresa assai difficile, soprattutto nel mondo moderno in cui si è immersi nella multimedialità. La musica di per sé ha poco di iconico e sarebbe alquanto riduttivo sfruttare musicalmente solo l’aspetto imitativo e onomatopeico degli eventi e degli oggetti che si vogliono evocare, anche se per il bambino questi aspetti concreti sono fortemente stimolanti. Ecco che allora interviene il bisogno dell’organizzazione formale, elemento irrinunciabile della musica,  che, da Piaget in poi, viene definito gioco logico. Nella profondità del linguaggio musicale si possono trovare riferimenti sia al gioco simbolico, sia logico e l’intelligenza del compositore sta nel trovare elementi di collegamento tra questi due aspetti. Ripetizioni di parti, cambiamenti di tempo, modulazioni, variazioni dinamiche, armonie, melodie, contrappunti, sperimentazioni timbriche,
sono questi gli elementi usati dal compositore esperto per collegare il logico al simbolico e viceversa. Questo è quello che fa Dusan Bogdanovic nei sei  pezzi infantili per chitarra, scritti nelle più nobile tradizione dei Pieces enfantines, pubblicata nel da  2010 da  LES ÉDITIONS DOBERMAN-YPPAN, 2220 chemin du Fleuve, Saint-Romuald (Québec) Canada G6W 1Y4.
 Nonostante la grande diffusione della chitarra nei giovani, a partire dai primi anni di vita, il repertorio chitarristico per il mondo dell’infanzia non è minimamente paragonabile a quello, ad esempio, del pianoforte, strumento sicuramente più facile per emissione sonora ma anche meno diffuso soprattutto per la sua scarsa trasportabilità. Eppure al pianoforte  i grandi compositori del passato  hanno dedicato pagine memorabili mentre per la chitarra ciò non è successo, le cause sono tante e non sto qui ad indagarle. E’ chiaro che bisogna subito operare una differenza tra musiche “per” l’infanzia e “sulla” infanzia. Del primo tipo esiste anche in Italia una diffusa editoria sottoforma di manualistica didattica e riduzioni facilitate il cui valore musicale è a volte apprezzabile ma spesso discutibile. Ciò che manca è, a mio avviso, l’attenzione all’orizzonte poetico dell’infanzia che molto ha da insegnare al mondo ormai assuefatto degli adulti, come riferimento cito alcuni grandi esempi:  Musica per bambini  di Prokofiev,  Kinderszenen di Schumann e Villageoises (6 Petites pièces enfantines) di Poulenc. Penso ancora al Prokofiev di Pierino e il lupo e, per citare un ambito artistico  affine alla musica come quello letterario, penso ad  un equivalente musicale  del fenomeno  “Piccolo principe” il grande libro che parla ai  bambini perché gli adulti intendano.
L’opera di Bogdanovic è sicuramente di questo tipo, nonostante la relativa facilità tecnica dei brani -per quello che può valere il concetto di facile in musica- i brani della raccolta richiedono una capacità tecnica  che può essere raggiunta solo dopo alcuni anni di studio, ma una maturità musicale “adulta”, penso ad esempio all’Album della gioventù suonato da Alfred Brendel.

Provo ad individuare i segreti di ogni brano presentato come un vero quadretto, oltretutto lo stesso compositore ha brillantemente disegnato le illustrazioni.



Il primo brano si intitola La vieille automobile. Dopo l’evocazione sonora dell’accensione del motore, data prima da duine e poi quartine di semicrome in ottava, un rimando simbolico ai “due tempi” di una vecchia auto:



ci si incammina su rettilinei in discesa e salita (vedi direzione melodica): 



ma ecco che improvvisamente compare una curva e il clacson deve suonare(intervalli di seconda maggiore e quarta diminuita): 



Poi si riprende in rettilineo ma a tutta velocità.

Il secondo brano, Valse pour un nuage triste, è una tipica forma di ballade ABA’ nella tradizione del jazz waltz. L’aggettivo “triste” è sicuramente reso dai passaggi cromatici, specialmente  nella parte A  in cui si intravede anche la lezione dei cromatismi quasi sempre associati al dolore dei polifonismi rinascimentali. Il motivo A è di otto misure e vi compare un’ambiguità tra la tonalità principale di la minore e il temporaneo  cambiamento di modo in maggiore attraverso il passaggio cromatico  dalla dominante Mi e poi alla dominante secondaria Si. Anche la sottodominante Re viene presentata cromaticamente, ora in minore con il fa naturale, ora in maggiore con il fa diesis e seguita dal secondo grado abbassato(sesta napoletana) con il si bemolle:


La seconda parte di dodici misure inizia con una progressione modulante per quinte a partire dalla sottodominante,  alla sesta misura il Si viene trasformato cromaticamente dando origine alla dominante secondaria, che occupa ora tutta la misura, e preparando la reale dominante che però risolve all’ottava misura con una cadenza d’inganno sul sesto grado Fa. :



A questo punto viene ripreso per quattro misure il secondo motivo di A, ovvero a’ , per poi riesporre per intero A con otto misure più la misura finale in pp con l’accordo di la minore senza la terza che fornisce ancore un senso di incompiutezza, prima di essere passati melodicamente però dalla sesta napoletana si bemolle dal tipico sapore melanconico:





                                                                                                Continua...





Casella di testo: Dintorni

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Casella di testo:                                           
   L’OPERA CHITARRISTICA PER L’INFANZIA  
                            DI DUSAN BOGDANOVIC


  I Six pièces enfantines del 1977 tra gioco simbolico e gioco logico

                                  a cura di Francesco Domenico Stumpo 

 (Prima parte)