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Queste brevi annotazioni fanno intuire la difficoltà esecutiva di questa musica: certo in “ Memoria”(come nel “ Contrappunto per Ockeghem”, uno dei suoi primissimi pezzi per chitarra) ci sono anche problemi di “tenuta” interpretativa e di estrema complessità di  “texture”(basti pensare alla sezione contrappuntistica in tremolo a otto voci virtuali nella parte centrale di “Memoria”), ma anche nei pezzi con pochi suoni non si può mai stare tranquilli - e probabilmente è proprio ciò che Cappelli vuole!- se si vuole rendere giustizia alla tensione espressiva contenuta in questa musica.

Frammento da "Memoria"

 

Frammento da "Memoria"

 

Frequentare la musica chitarristica di Cappelli credo porti inevitabilmente  ad un arricchimento della tavolozza tecnico - espressiva di un interprete, perlomeno questa è stata la mia esperienza: credo che nello studiare i suoi pezzi  la mia “cavata ” sia migliorata, e l’essere stato portato a sperimentare livelli di tensione prima impensati  in una esecuzione chitarristica  ha avuto una influenza ormai ineliminabile sulla mia personalità interpretativa.

 

Ho suonato in pubblico abbastanza spesso questa musica; certamente essa non è di facile ascolto, soprattutto nel senso che non si presta ad essere tranquillamente fruita ma scuote il pubblico e naturalmente crea una divisione  tra chi è disponibile a questa “scossa” e chi non lo è.

Detto questo, credo proprio che in questo scuotere stia la realizzazione  dello scopo che l’autore si era prefisso, e quindi si può dire che si tratta di creazioni musicali pienamente riuscite. Certo, e lo ripeto, la collaborazione dell’interprete  è qui indispensabile, sia come comprensione che come intenzione espressiva: è musica che “sta in piedi” in una esecuzione se chi la suona la capisce e la asseconda (la fondamentale preoccupazione espressa da Cappelli anche durante il lavoro insieme è proprio quella di evitare cadute di tensione espressiva  all’interno dei pezzi).

E’ interessante però notare che, proprio per quanto detto prima, non si tratta di una musica scritta solo per gli “addetti ai lavori”, ma può veramente arrivare a tutti. Vorrei concludere citando, a riprova di questa affermazione, la testimonianza di una studentessa delle medie superiori – forse non musicista - che nella sua semplicità conferma  quanto  ho detto: “Un dipinto che mi ha colpito è stato “Il Grido” (di Munch)  accompagnato dalla musica “ Frammenti da Ungaretti” che esprime molto bene la paura dell’uomo…Quando capivo il dipinto attraverso la musica sentivo delle vibrazioni dentro di me”.

 

 

Alcune esecuzioni pubbliche di Piero Bonaguri della musica chitarristica di Cappelli

 

“Memoria” è stato eseguito in prima assoluta al Teatro La Fenice di Venezia per la Biennale Musica il 13 giugno 1993 ( concerto registrato e trasmesso da RAI Radio Tre) e, nello stesso anno, a Riccione nell’ambito del Festival “da Bach a Bartok” organizzato dalla Accademia Pianistica di Imola; successivamente è stato eseguito anche a  Tokyo.

I “Tre Frammenti” sono stati eseguiti in prima assoluta presso l’Accademia dei Concordi di Rovigo, mentre sono state realizzate diverse esecuzioni parziali (Perugia, Sala dei Notari; Forlì, Aula Magna dell’Università, ecc.). “Suoni di Luce” (Ricordi) è stato eseguito in prima assoluta a Vienna, presso la Accademia di Belle arti, ed inoltre in diversi concerti: al Museo Guggenheim di Bilbao, a Napoli (Istituto Suor Orsola Benincasa), Novo Mesto ( Slovenia) in occasione della Biennale d’arte dedicata ad Emilio Vedova, alla presenza dell’artista; in tutti questi casi con la violinista Victoria Martino.

Alla Merkin Hall di New York (ottobre 1997) è stata effettuata la prima assoluta di un altro pezzo di Cappelli.

La prima esecuzione di “Postludio” è avvenuta a Brescia, quella di “Corale” a Forlì presso il Liceo Musicale “A. Masini ”. “A Te Grido” è stato eseguito a Rimini, Chiesa del Suffragio (coro diretto da Marco Gemmani), Milano (coro diretto da Pippo Molino), Forlì, abbazia di S. Mercuriale (coro diretto da Egidio Giorgioni). I due “Postludi a un Regalo” hanno avuto la prima esecuzione al Festival Internazionale Chitarristico di Fermo nel settembre 1999.

I “Frammenti da Ungaretti” hanno avuto una prima esecuzione parziale al Disma Music Show di Rimini nel maggio 1999, e numerose repliche nell’ambito dello spettacolo “La perdita del Centro” realizzato in numerose città italiane in collaborazione con Paola Contini (voce recitante).

Una versione solistica di alcuni dei “Frammenti” è stata eseguita il 12 maggio  2000 presso la New York University e registrata per la casa discografica “Phoenix”.

 

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Non ricordo  quando esattamente ho scritto la parte precedente di  questo articolo, ora rivista e completata; il disco della Phoenix fu comunque registrato nel 2000 ed è stato pubblicato con il titolo “Incontri”.

 

In questo  aggiornamento i fatti da riferire sono pochi, ma assai significativi.

Cominciamo con la composizione “Frammenti da Ungaretti” che è stata rivista  da Cappelli per ben due volte.

La prima in occasione di un convegno dedicato a Giuseppe Ungaretti e svoltosi a Firenze a cura della associazione DIESSE. Avendo bisogno di un pezzo di una durata consistente per lo spettacolo, che si svolse nella celebre “Sala dei Cinquecento”, Cappelli praticamente raddoppiò la durata del pezzo (che arrivò così a durare circa mezz’ora) aggiungendo una prima parte nella quale la voce recita frammenti poetici, lunghi all’inizio e progressivamente sempre più brevi, mentre la parte musicale - quasi sempre in alternanza col testo - si sviluppa, al contrario, con frammenti via via più corposi.

Ci fu, dopo il concerto a Firenze, un’intuizione di Cappelli: quella di proporre al suo vecchio amico e collega Adriano Guarnieri di scrivere anche lui una lunga composizione per voce recitante e chitarra, che potesse essere abbinata alla esecuzione integrale dei “Frammenti da Ungaretti” per formare uno spettacolo intero.

 

Guarnieri da tempo mi diceva che voleva “sdebitarsi” con me per le mie numerose esecuzioni del suo “Per Armando” scrivendo un lavoro lungo ed importante per chitarra, e fu lieto di cogliere questa occasione per farlo.

Scrisse quindi velocemente un lungo pezzo, in sei sequenze, su testi di una giovane scrittrice, Serenella Accorsi, che intitolò “La Città Capovolta” (Rai Trade).

Cappelli, per l’occasione, fece ulteriori modifiche al suo pezzo, il cui titolo era diventato nel frattempo “Cerco un Paese Innocente”  (Rai Trade) e le due composizioni debuttarono alla sala Bossi del conservatorio di Bologna  in uno spettacolo il cui titolo era lo stesso del pezzo di Guarnieri, “La Città Capovolta”, appunto. Nell’occasione la voce recitante fu quella di Sandra Cavallini.

 

Nel corso di queste due elaborazioni del pezzo Cappelli scrisse alcuni nuovi frammenti e continuò ad affinare il materiale fino alla scelta divenuta definitiva. Occorre considerare che l’operazione di allungare un pezzo già esistente non è semplice, soprattutto se si tratta di aggiungere una parte di durata equivalente a quella già scritta; inoltre la parte scritta dopo in questo caso diventa l’inizio del nuovo pezzo, che deve collegarsi in maniera armonica alla parte scritta in precedenza.

Come risultato di queste operazioni alcuni frammenti furono scartati dal compositore in vista di una maggiore coerenza del lavoro totale - non per una loro debolezza, infatti possono essere inseriti in programmi di recitals.

Cappelli poi creò collegamenti musicali tra alcuni dei frammenti scritti in precedenza e modificò a volte dinamica ed agogica. A lavoro ultimato, il compositore fu molto contento del risultato, tanto da considerare questo pezzo come uno dei suoi lavori migliori in assoluto; il ché naturalmente costituisce un importante risultato anche per la chitarra ed il suo repertorio.

 

 

 

 

 

 

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                                                  Cappelli
                                                       (seconda parte)


                                              a cura di Piero Bonaguri