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Occorre poi segnalare che nel 2001 Gilberto Cappelli è stato insignito del prestigioso “Premio Abbiati” della critica (premio vinto poco dopo anche da Adriano Guarnieri).

 

In questi anni sono stati fatti anche alcuni studi sulla produzione chitarristica di Gilberto Cappelli: una mia allieva, Brunella De Girolamo, scrisse nell’anno accademico 1999-2000 la sua tesi di laurea in filosofia all’Università di Bologna intitolandola: “Le musiche per chitarra di Gilberto Cappelli. Un’analisi tecnico – stilistica”.

 

Un’altra allieva, Alessandra Lucchi, ora docente di ruolo presso il conservatorio di Adria, scrisse la sua tesi per il biennio di specializzazione in chitarra presso il conservatorio di Bologna (2007) dedicandola in particolare ad un’analisi della composizione “Cerco un Paese Innocente”. Il titolo della tesi è: “Gilberto Cappelli: una risposta al nichilismo”. In quest’ultimo lavoro Alessandra Lucchi si è avvalsa della collaborazione del compositore Luigi Buda, a sua volta ex allievo di Cappelli ed ora docente presso il Conservatorio di Bologna, il quale l’ha assistita nell’analizzare la composizione. Per conoscere i risultati dell’analisi è ovviamente fondamentale consultare la tesi, ma posso qui accennare a come in essa emerga  una caratteristica che avevo già segnalato quando scrivevo dell’attenzione ad ogni singolo suono propria della musica di Cappelli. Nella tesi  questa caratteristica viene collegata alla particolare concezione che Cappelli ha della serie dodecafonica ed alla opzione compiuta dal compositore di dare valore ad ogni singolo suono di essa, piuttosto che seguire l’altra opzione possibile, e cioè quella di togliere valore ad ogni suono, essendo venuta meno la gerarchia sonora connessa al sistema tonale.

Segnalo infine che entrambe le tesi sono impreziosite da interviste allo stesso Cappelli.

 

Sempre del 2007, infine, è la dissertazione di dottorato di ricerca in “Storia e critica dei beni musicali” presso l’Università di Lecce del musicologo Stefano Lombardi  Vallauri, intitolata “Sviluppi della dodecafonia in epoca postseriale in Italia. Gilberto Cappelli e Federico Incardona”

 

 Un’ulteriore, importante occasione di fare il punto sulla produzione chitarristica di Cappelli è stato il convegno svoltosi a Palermo nelle giornate dal 4 al 6 dicembre 2007.

Il convegno è stato organizzato dal dipartimento “Aglaia” dell’Università di Palermo in collaborazione con il conservatorio “Vincenzo Bellini”. Nell’ambito delle tre giornate si è tenuta una conferenza sulla musica per chitarra di Cappelli che si intitolava “Un grido pianissimo. La scrittura per chitarra di Gilberto Cappelli”. Sono stato invitato ad intervenire alla conferenza assieme allo stesso Cappelli ed ai musicologi Stefano Lombardi Vallauri e Marco Spagnolo.

Era parte dell’evento anche una mostra di quadri di Cappelli, che ha anche coltivato la pittura in modo costante (anche se riservato fino agli anni più recenti).

 

La conferenza, della quale spero siano pubblicate le relazioni, è stata per me molto interessante: alle acutissime osservazioni analitiche dei musicologi si sono uniti due bellissimi interventi dello stesso Cappelli; tra le tante cose che ha detto cito qui il racconto della sua lunga ricerca sulla serie dodecafonica, vista ora da Cappelli come qualcosa nella quale è contenuta tutta la musica (dal gregoriano, a Bach, a Wagner…)  e che lui ha investigato come uno scienziato che guarda dentro l’atomo fino a coglierne i vari elementi. Così ha ricercato Cappelli approdando a scoperte personali nell’ambito dei rapporti intervallari della serie.

 

Alla conferenza è seguita una lezione concerto nella quale ho eseguito una antologia delle composizioni chitarristiche di Cappelli:

“Memoria”, di cui ho eseguito il frammento iniziale, d’accordo con il compositore,  “Tre Frammenti”, “A Te grido” in prima esecuzione assoluta nelle versione per chitarra sola, Secondo Postludio (dai “Postludi a un regalo”)  e Frammento (uno dei frammenti “scartati” da “Cerco un Paese Innocente”), ed il nuovo “Per Piero”, scritto nel novembre 2006 su richiesta di Alessandra Lucchi come “sorpresa” per il mio cinquantesimo compleanno! Si tratta di un pezzo di durata media, sei - sette minuti, tutto in “tremolato” senza soluzione di continuità, che segna uno dei vertici espressivo della musica per chitarra di Cappelli.

Nella seconda parte, assieme a Maria Francesca Spagnolo, ho eseguito “Cerco un Paese Innocente”.

 

Questo concerto è stata per me l’occasione di una importante scoperta. Avevo quasi sempre eseguito i pezzi di Cappelli uno o due per volta (di più nel caso di brevi frammenti), ma non avevo mai tenuto un concerto totalmente dedicato alla sua musica.

Suonando i suoi pezzi a distanza di tempo l’uno dall’altro ed a piccole dosi, mentre ne ammiravo la tenuta ed efficacia di ognuno, ero anche colpito più dalle loro somiglianze che dalle pur ovvie differenze.

La scoperta avvenuta durante la preparazione e lo svolgimento del concerto palermitano è stata quella della grande varietà di questa musica e di come il concerto “monografico” in questo caso funzioni senza essere pesante per il pubblico.

In vista di questo importante appuntamento palermitano Cappelli ha poi composto un altro importante pezzo per chitarra, “Frammento Bianco” che al momento è ancora ineseguito (anche per motivi di tempo non è stato possibile inserirlo nel programma del concerto di Palermo).

 

L’invito ricevuto a partecipare ad un recital al DAMS di Bologna in omaggio a Wolfgang Rihm ed alla presenza del compositore  (2008) è stata l’occasione per riprendere, dopo tanti anni, “Memoria”, il primo pezzo di Cappelli per chitarra. Rivisto con  il “senno di poi”, dopo la mia lunga frequentazione della sua musica e del suo itinerario compositivo, il pezzo sembra essere “cresciuto” e manifestare già le conquiste espressive che poi sono diventate così evidenti nella produzione recente del compositore.

 

Ultimamente ho anche proposto “Per Piero” all’interno di alcuni recitals “Omaggio a  Segovia”. E’ stato molto interessante notare come questo pezzo si inserisca molto bene in un programma “segoviano” composto prevalentemente da brani appartenenti al repertorio del grande maestro andaluso; a testimonianza  di come la musica chitarristica di Cappelli, con tutta la sua radicale forza innovativa, si inserisca assai bene nel flusso di tutta una tradizione compositiva (quella che Segovia riproponeva nei suoi concerti) che privilegia l’espressività, il gusto ed anche il bel suono. “Una risposta al nichilismo”, appunto.

 

Dell’ estate 2009 è l’ultimo pezzo per chitarra di Cappelli (l’ultimo eseguito, perché ci sono altre cose di cui ancora non si può parlare!): si tratta dello struggente “Per Maurizio”, scritto su mia richiesta per un concerto commemorativo dedicato all’amico Maurizio Biasini, scienziato e chitarrista mio coetaneo scomparso tragicamente nel 2008.

 

Ascolta MP3 “Per Maurizio” - esecuzione di Piero Bonaguri

 

Il pezzo è una evidente manifestazione della ricerca espressiva di Cappelli che giunge a vertici espressivi con un sempre maggior lavoro di scavo, essenzializzazione, e sintesi. All’inizio, e per molte battute, si sente solo un semitono melodico, do-si (semitono su cui tra l’altro terminava “Per Piero”) ed il modo stupefacente in cui è trattata questa figura (durate, dinamiche,  agogica), e poi lo svolgimento del pezzo, provocano un effetto espressivo e drammatico tra i più grandi che io conosca, in tutto il repertorio della chitarra. “Per Piero” e “Per Maurizio” costituiscono il secondo numero della antologia di musica contemporanea che sto curando per “Ut Orpheus”.

 

Segnalo infine l’importante mostra di opere pittoriche di Gilberto Cappelli curata dalla galleria d’arte “Il Vicolo” di Cesena nello scorso mese di marzo. In occasione dell’inaugurazione dell’evento è stato realizzato un dvd per la regia di Marisa Zattini e due scritti su Cappelli (a cura di Stefano Lombardi Vallauri e Marisa Zattini) sono stati pubblicati sul numero 49 della rivista “Graphie” edita da “Il Vicolo”. Da uno di essi è tratta la citazione di apertura  di questo scritto.

 

 

 

 

                                                                          Piero Bonaguri.

 

 

 

 

 

 

                                                                                              

 

 

 

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                                                  Cappelli
                                                       (terza  parte)


                                              a cura di Piero Bonaguri