SCHEDE TECNICHE

Propedeutica

 

 

 

 

LA CHITARRA NELLA SCUOLA PRIMARIA

                                                                          Terza parte

                                                    A cura di Mauro Storti

 

Lettura Musicale

 

Grande rilevanza assume, nella lezione collettiva, il tema della lettura musicale in quanto essenziale per lo svolgimento del programma nella maniera più spedita. Nella fase propedeutica, l’impiego di intavolature semplici e intuitive (Fig.3,4,5) permette di evitare il ricorso prematuro alla “noiosa” quanto inutile pratica del solfeggio parlato.

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Fig.3 – Tuffarello e Funambolina, intavolatura di un esercizio ritmico.

 

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Fig.4 –  Il gioco della musica (Schede I Serie):

intavolatura di una canzone tradizionale.

 

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Fig.5 –  Il gioco della musica (Schede II Serie):

intavolatura di una canzone tradizionale.

 

 

Quanto all’ulteriore processo di apprendimento della lettura in notazione normale, occorre tenere nel debito conto il fatto che anche la produzione di un solo suono richiede un percorso cognitivo preliminare assai complesso riassumibile in nove punti:

A - Decifrazione del segno:   1 - Posizione della nota sul rigo.

                                               2 - Nome della nota.

                                               3 - Durata della nota.

B - Mano sinistra:                   4 - Corda da premere.

                                               5 - Tasto sul quale collocare il dito.

                                               6 - Dito con cui premere la corda.

C - Mano destra:                    7 - Corda da mettere in vibrazione.

                                               8 - Dito da impiegare.

                                                9 - Tipo di tocco da applicare. 

 

 

   E’ evidente che i tempi per individuare tutti codesti elementi e tradurli in azione concreta saranno dapprincipio piuttosto lunghi, e cominceranno a ridursi solo con il graduale instaurarsi degli automatismi generati dall’assidua ripetizione.

   Alcuni autori che si sono adoperati per corredare di numeri, segni e richiami di vario genere le pagine dei testi didattici allo scopo di rendere più spedita la produzione dei suoni, hanno finito per cadere in eccessi tali da celare agli occhi dell’allievo proprio quell’unico segno sul quale dovrebbe invece convergere tutta la sua attenzione: la nota,  (fig.6, 7, 8).

 

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Fig.6 – R. Chiesa, Guitar gradus.

Tutte le note, senza esclusione, recano la diteggiatura minuziosa di entrambe le mani,

comprese quelle a vuoto che vengono ripetutamente segnalate con ben 19 zeri.

 

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Fig.7 – J. Sagreras, Le prime lezioni di chitarra.

Nel riquadro si contano, oltre alla nota, ben 5 segni (ripetuti lungo tutto l’esercizio):

il nome della nota; la corda da premere; il dito della mano sinistra;

il dito della mano destra; il tipo di tocco.

 

 

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Fig.8 – M.Pratesi-A.Minella, Piccoli pezzi sui quattro tasti.

Nel riquadro si contano, oltre alla nota, ben 10 segni indicanti:

lo smorzato della quinta corda; il pollice; la pausa; il segno dinamico f

il dito della destra; il tipo di tocco; il diesis; il dito della sinistra;

una riga di tenuta del dito; una curva di legatura.

 

 

Altri autori, consci degli effetti negativi derivanti da tale eccesiva segnaletica, si sono timidamente adoperati per sfoltirla, senza peraltro osare annullarla del tutto.

La pubblicazione del metodo elementare di “solfeggio suonato” L’ora di chitarra, nel quale la diteggiatura viene totalmente omessa, tanto nei pezzi melodici che in quelli polifonici (Fig.6 e 7) parve nel 1972 un passo “azzardato” ma col tempo si rivelò estremamente positivo. Non avendo altro da osservare che le note in tutta la loro nuda evidenza, l’allievo finisce per acquisire rapidamente un’ottima abilità di lettura e una considerevole velocità di apprendimento dei brani.

 

C:\WINDOWS\TEMP\\msotw9_temp0.bmp  Fig.7 - M. Storti, L’ora di chitarra, studio melodico.

 

 

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Fig.8 - M. Storti, L’ora di chitarra, studio contrappuntistico.

Casella di testo: Il Maestro di Chitarra

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