Casella di testo: Costruzione e Manutenzione
Casella di testo: Premessa

Una delle fonti più dettagliate ed autorevoli riguardanti le caratteristiche delle corde per liuto si trova in prefazione al Varietie of Lute lessons di Robert Dowland, pubblicato a Londra nel 1610.
Il Varietie è di fatto un’Antologia di brani di Autori Vari, maggiormente rappresentativi della cultura liutistica europea fra Cinquecento e Seicento.
Nell’antiporta viene illustrato il contenuto del volume: Fantasies, Pauins, Galliards, Almaines, Corantoes, and Volts: Selected out of the best approued AVTHORS, as well beyond the Seas as of our owne Country. By Robert Douland. Whereunto is annexed certaine Obseruations belonging to LVTE-playing: By Iohn Baptisto Besardo of Visonti. Also a short Treatise thereunto appertayning: By Iohn Douland Batcheler of MVSICKE.
L’ampia scelta di brani, legati alle principali forme della musica per liuto del periodo,  (Fantasie, Pavane, Gagliarde, Allemande, Correnti e Volte) viene affiancata da i due trattatelli sulla tecnica e l’organologia dello strumento stilati da Jean Baptiste Besard e John Dowland.
Riportiamo la traduzione integrale del capitolo inerente alle corde elaborato da Dowland sicuri che la dovizia di particolari, la vivacità e l’arguzia dell’esposizione rendano questo documento sempre vivo e attuale, così come, ancora oggi, emergono le sue Opere musicali.


LA SCELTA DELLE CORDE PER IL LIUTO.
   Quando noi incominciamo ad istruire una persona o ad insegnarle la tecnica sul Liuto, dobbiamo supporre che sia già a conoscenza del significato di Corda, Tasto, Nota premuta ecc. Pertanto non è conveniente per un Maestro soffermarsi su ogni piccolo punto e questione, che sebbene facciano parte dell’arte di suonare il Liuto, è necessario tralasciare e passare sopra diverse cose come evidenti o facilmente  comprensibili da ogni discepolo grazie alla natura, al buon senso, ragione o esperienza comune, per cui spiegheremo ed entreremo nel merito di quegli argomenti che sono strettamente necessari: di questi la scelta delle corde non occupa certo l’ultimo posto. 
Generalmente noi scegliamo le corde in base alla loro freschezza o nuova fattura: esse ci appaiono perciò chiare e oleose, e tale è il loro aspetto quando noi apriamo la scatola o il pacchetto in cui sono riposte. Ma su questo possiamo essere facilmente ingannati, giacché una passata di olio può rendere in ogni momento le corde brillanti, e questo trucco è troppo, troppo comunemente usato su corde che sono ormai vecchie e non più adatte allo scopo. Ora, poiché i Canti sono le principali fra le corde di cui abbiamo bisogno, è opportuno che tu le scelga di un grigio chiaro puro e brillante, oppure color cenere. 
Prendi in mano un capo di questa corda e osserva la fine dell’intreccio: fai attenzione che non sia troppo debole, poiché altrimenti queste corde non avranno sonorità e inoltre saranno marce per l’inconsistenza del nerbo, o completamente false. Separa  anche gli intrecci di uno dei due capi e osservali controluce: essi devono essere rotondi, lisci e pieni. Ma se ti sembra che siano arricciati come i filamenti di una ricciuta Cipride o come i crini di cavallo, cosa che puoi sentire altrettanto bene che vedere, allora rifiutale, benché sembrino entrambe forti e brillanti, poiché queste corde non sono state ben torte e perciò non saranno mai fedeli (intonate) sullo strumento.
Per verificare la solidità delle corde alcuni appoggiano il polpastrello dell’indice o del medio su una delle estremità dell’intreccio: se risulta appuntito e vivo, le corde vengono giudicate buone, ma se la punta si piega facilmente, come abbiamo detto prima a causa della consistenza molle, allora non sono corde valide. Altri ancora mettono il capo della corda in bocca e la tagliano con i denti: se la corda si rompe di netto è di conseguenza forte, se invece si rompe sfilacciandosi è debole. Per vedere come la corda si spezza ci si può servire anche delle mani, ma il modo migliore è strappare un capo della corda (se il negoziante ve lo permetterà e se non vi avrà per nulla assicurato che le corde che vi ha mostrato non sono vecchie o camuffate) e guardare se la parte strappata è limpida o ha quei difetti di cui abbiamo parlato prima, e ancora se è simile ad un ciuffo di crini di cavallo o no.
Guarda anche fra gli intrecci all’estremità della corda che non sia divisa in un pezzo piccolo e uno grande, quindi tirarla forte tra le mani per provarne la resistenza, e osservarla di nuovo controluce che sia chiara come ho spiegato prima. Se non è chiara ma anzi sembra sporca, di un colore marrone, allora queste corde sono vecchie e hanno subito il trattamento con l’olio per farle sembrare nuove.
Questi criteri di scelta delle corde non riguardano solo i Canti ma anche i Cori che formano la Sottana e la Mezzana: queste corde che sono più grosse, anche vecchie tengono bene ed il colore è buono ma se sono fresche e nuove allora controluce appariranno brillanti, sebbene il colore sia nerastro. Tuttavia è meglio non usare delle corde vecchie: qualcuna resisterà magari bene alla trazione che può essere esercitata dalle due mani, ma sicuramente quando le monterai sullo strumento si bloccheranno nelle scanalature del capotasto e in quel punto si spezzeranno quando accorderai lo strumento.
Il miglior rimedio quando la corda si blocca così e non scorre, consiste nel passare in queste piccole tacche del capotasto, in cui le corde dovrebbero scorrere, con un po’ di olio o di cera, oppure del grasso nero di piombo. Comunque, se vuoi essere veramente sicuro di scegliere delle corde che non abbiano una sonorità falsa, visto che il fabbricante non ti può promettere nulla, la miglior cosa è verificare la loro bontà provando a montarle sul Liuto; questa regola è così semplice che non ti voglio annoiare con ulteriori spiegazioni.
Esistono anche delle corde diversamente colorate: tra queste scegli i colori più chiari, ossia dei verdi preferisci l’acqua marina, dei rossi l’incarnato, dei blu il “watchet” (alba).
Queste corde sono di due tipi, grosse e piccole, e ciascun tipo è suddiviso in molti generi: il tipo di corde più piccole, che viene da Roma e da altri parti d’Italia, è confezionato in pacchetti da una dozzina. Queste corde sono molto buone se nuove, altrimenti la loro sonorità perde presto di intensità. L’altro tipo è confezionato in scatole e viene dalla Germania: di queste, quelle che vengono da Monaco e dal Mildorpe(?) sono e restano le migliori. Esiste anche un genere di corde un po’ più piene e più larghe dell’ordinario che noi chiamiamo gansars.
Queste corde per il calibro della mezzana e della sottana sono molto buone, ma i canti non sono resistenti. Di corde piccole c’è anche un altro tipo, fabbricate a Livorno in Toscana, formate da un’anima intorno a cui è avvoltolato un secondo budello, come un intreccio di crini di cavallo: queste corde sono buone se nuove, ma non sono che a mezzo intreccio. Attenzione però: c’è qualche bottega sorta qui di recente che prepara questo tipo di corda e le fa passare a intreccio intero. Per quanto riguarda i tipi più grossi, cioè le corde per i bassi alcune sono fatte a Norimberga e Strasburgo e anch’esse sono intrecciate come le altre corde.
Queste nuove corde eccellenti a patto che siano nuove, poiché diversamente diventano completamente false. Ma le migliori corde di questa misura sono quelle fatte a Bologna in Lombardia(sic!): queste corde vengono spedite ai mercati (veneziani), per cui sono comunemente denominate “Venice Catlines”.
Il miglior periodo per acquistare delle corde buono sono i giorni di S. Michele Arcangelo (Novembre) poiché è allora che i fabbricanti portano le loro corde migliori preparate a Lipsia e Francoforte. Contrariamente a Pasqua essi portano le corde preparate nell’inverno che non sono buone.


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Casella di testo:

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Liuteria italiana

 JOHN DOWLAND:               

          Sulle Corde del Liuto
      
(prima parte)

        a  cura di Sandro Volta