Occhio agli Eventi

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Casella di testo: Eventi

Prefazione di Maurizio Franco

 

Uno dei compiti più difficili per il didatta è codificare in un testo la teoria della musica cercando di coniugarla con la pratica, cioè rendendola il meno astratta possibile, valorizzando nel contempo il lavoro dell’insegnante, che nel testo teorico deve trovare il canovaccio da completare, non il trattato definitivo. Questa esigenza è imprescindibile soprattutto quando si insegna ai giovanissimi e, al tempo stesso, a persone di età più matura, ma digiune di conoscenze musicali. Questo libro risponde a entrambe le esigenze: è chiaro, semplice (ma non semplicistico) e serve appunto come indicazione di un percorso da sviluppare. In più, non trascura le prassi della musica moderna di derivazione popular,  fornendo quella competenza di base, quella conoscenza delle convenzioni condivise,  utile per suonare insieme agli altri. In sostanza, si pone come ausilio al docente, il cui compito sarà quello di ampliare la materia durante le lezioni, svolgendo un compito imprescindibile dall’impostazione stessa di questo corso teorico-armonico. Per esempio, quando si accenna alla  forma della canzone, il testo tratta il modello semplice legato alla musica leggera di più largo consumo, ma il docente potrà  integrare la trattazione affrontando le più complesse costruzioni del song americano di tradizione popular. Oppure, nelle indicazioni per la lettura swing (lodevolmente presenti) si indica la convenzione orchestrale d’uso, ma la spiegazione può far ben capire che nella realtà del jazz, a cui lo swing si riferisce, la durata delle note va intesa, secondo gli studi più aggiornati ed evoluti, come L/S (Long/Short), cioè in modo ben più elastico, dinamico e sfuggente di quanto non lo sia eseguire due note aggiungendo il punto alla prima e riducendo il valore della seconda. Un altro merito del libro è la presenza di  esercizi e  prove di verifica  assolutamente equilibrati alle competenze acquisite, dimostrando che questo agile compendio è il frutto di una reale pratica “sul campo”, dove la scelta di come trasmettere delle nozioni viene a valle, e non a monte (come spesso succede), di una reale e lunga esperienza di insegnamento della musica.

 

Maurizio Franco