Casella di testo: Costruzione e Manutenzione
Casella di testo: 
In effetti Segovia e i suoi amici, nel loro percorso di studi, sentivano l'esigenza di avere delle corde che suonassero di più e con un approccio facile, questo determinava più volume ma soprattutto un nuovo modo di pensare all'attacco del dito. La storia stessa ci dice quanto Segovia tenesse ad avere una prima corda (il mi cantino) di qualità.
Dopo qualche vano tentativo, (Segovia aveva provato alcune corde Pirastro) con conseguenze disastrose come rotture e cattiva calibratura dei cantini e la non corretta intonazione, si arriva ad avere le prime corde in nylon, immaginiamo il successo di allora e le facce soddisfatte di Segovia, lo stesso Dupont e soprattutto Albert Augustine.
Si pensi che Augustine abbia adoperato per le esigenze di Segovia dei filetti di nylon frutto di residui bellici (chissà se oggi succede lo stesso con le corde in carbonio,titanio........) Passare dal budello al nylon fu una rivoluzione: a prescindere dalla qualità del suono, il nylon era più potente, più duraturo, meno costoso, più performante e soprattutto più bello da toccare come dicono molti chitarristi,in primis Segovia stesso.
E poi diciamo la verità, Segovia con quelle manone andava a nozze con gli spessore delle corde in nylon....(si pensi al sol hard tension di oggi) 
                                                Come la più classica delle storie,fu una donna, la                                             
                                                moglie di Agustine, la Signora Rosa a convincere il 
                                                marito a costruire le famose corde per Segovia. 
                                                Intorno agli anni 50, Albert Augustine si lanciò          
                                                anima e corpo a sperimentare, migliorare le sue                                     
                                                corde che sarebbero diventate il riferimento per                                                 
                                                tutti i successivi costruttori sia artigianali che di                  
                                                fabbrica, diventando il primo costruttore mondiale         
                                                di corde in nylon per chitarra classica e questo non è una cosa da poco: tutti i chitarristi volevano montare sulle loro chitarre le Augustine!!!! 
Il grande Augustine, sempre pronto all'innovazione, dopo tanti problemi di salute e in seguito ad attacchi di cuore, muore nel 1967. Fino a questa data aveva realizzato sicuramente il suo grande sogno, aveva migliorato tanto queste corde, sia i polimeri che il tiraggio nonchè la calibratura e il suono delle chitarre diveniva sempre più bello e potente.
E' la stessa Signora Rosa a continuare l'opera del marito e oggi se abbiamo le Augustine Regals o Imperial (le migliori a mio modesto avviso) è grazie alla caparbietà e alla tenacia di questi grandi personaggi.
Ci sono molti aneddoti,riferimenti curiosi,piccole e grandi storie nonchè alcune leggende su Albert Augustine ma mi fermo per non tediare chi legge, si potrebbe scrivere un fiume di bellissime e appassionanti parole su Albert........ mi permetto solo di dire: Grazie Albert.

Adesso vorrei in modo semplice e sintetico dire qualche impressione sull'uso delle Augustine sulle mie chitarre.
Per cominciare,mettiamo ordine tra le diverse mute busta rossa, gialla verde, viola …   si gioca con i colori,bello no? 

 Busta Rossa : è la muta a tensione media anche se non c'è una misurazione scientifica,nel senso che non è stata mai pubblicata sulle mute. I bassi hanno spirale argentata molto tenera e il core in nylon, il suono è molto caldo, bello per registare, hanno un inconveniente che è il rumore da sfregamento, direi eccessivo sulla media.... I cantini sono molto belli da toccare,chiari di suono e rotondi (la rotondità è una carattersitica che hanno pochi polimeri) come difetto posso dire che il sol non è sempre all'"altezza",eheheh scusate il giochino di parola,ma devo dire che è quasi sempre calante dal 10 al 12 tasto. 

Busta Azzurra : hard tension, sono i bassi tra i più potenti del  mercato.  Suono percussivo, molto caldo, necessitano di mani robuste perchè devono essere sollecitate tanto per dare il top; la sesta corda è eccellente.
I cantini sono leggermenti più intonati di quelli rossi specie la seconda e la terza corda e il mi cantino è molto bello. 

Busta Nera: come qualità siamo al massimo,ma sono troppo tenere (tensione bassa),il set dei bassi dura pochissimo,sono per il chitarrista che ricerca il miglior suono possibile ma da adoperare in registrazione e non in concerto.
Queste mute descritte sono fornite anche con i bassi gold (bagno d'oro) , questi bassi però hanno un timbro troppo cupo e meno armonici delle corde argentate,sono per chitarristi che fanno lavori monodici per avere timbri particolari,assolutamente sconsigliate per il "live",il suono è caldo e pieno ma con poca longevità. 

Ci sono poi due mute particolari,o meglio due set di cantini da abbinare a seconda del gusto, della chitarra e della forza del chitarrista: le regal e le imperial. 

Le regal hanno i cantini extra hard tension,sono molto sonore ma necessiano di mani robuste e soprattutto chitarre con tavola armonica molto spessa,il suono è molto aperto e squillante e con bassi busta blu hanno una proiezione esagerata con molti armonici al seguito.
 
Dulcis in fundo le augustine imperial, a mio avviso sono le migliori: i cantini sono di tensione normale, il suono è rotondo,caldo e sono adatte per "cantare" per il solista che deve far sentire un bel suono, sono corde sensibili che cambiano timbro alla prima variaione del polso o dell'unghia, insomma sono corde che assecondano il musicista; mi permetto di dire che il chitarrista che non dovesse apprezzare questi cantini significa che è convinto di avere un gran bel suono oppure che non ha "cultura timbrica"
Anche qui l'abbinamento è molto personale (funzionano con tutti i bass sets) in concerto, il mio abbinamento preferito è bassi blu e questi 3 cantini.
Concludo dicendo che se ne sentono di tutti i colori su queste Augustine, in bene e in male, per me Albert è stato un grande e ancora oggi le sue corde (sempre lo stesso materiale) dicono la loro ed anche sul prezzo, considerando i progressi che le altre case costruttrici fanno ogni anno...

Angelo Barricelli
Casella di testo:

Le corde della

              chitarra classica
      
(seconda parte)

                                                                Angelo Barricelli

Se le corde oggi sono in continuo miglioramento è grazie ai primi esperimenti fatti da Albert Austine per Segovia con il nylon cosiddetto Dupont, dal nome

dell' ideatore in senso scientifico del più famosi dei polimeri (vorrei ricordare che ancora oggi su qualche muta di corde è riportata la dicitura dupont, ad esempio su qualche muta D'Addario) e che grazie a questa persona le corde in nylon hanno avuto un sensibile aumento in qualità e resistenza meccanica.

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