Casella di testo: Costruzione e Manutenzione
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Nonostante l’industria moderna abbia sviluppato vernici sintetiche di qualità molto elevata la gommalacca viene impiegata tuttora in molti campi dell’artigianato, tra cui quello della costruzione e del restauro degli strumenti musicali, come ingrediente di vernici.

Il metodo di verniciatura a gommalacca più diffuso è quello della lucidatura a tampone.

Per la buona riuscita di una lucidatura ottenuta con tale tecnica, sono fondamentali una approfondita conoscenza dei materiali impiegati, una spiccata manualità e una grande, grande sensibilità.

 

Contrariamente a quanto suggerisce il nome ed a quanto si potrebbe pensare, la gommalacca non è una gomma di origine vegetale ma una resina di origine animale.

Essa è una secrezione resinosa prodotta in grande quantità dalla femmina (la quantità prodotta dal maschio è notevolmente inferiore) di varie specie affini tra le quali la più importante è la Tachardia Lacca, che forma su se stessa una sorta di copertura protettiva di un colore che può variare dal giallo molto chiaro al rosso-marrone.

Gli insetti si attaccano ai rami di alcune specie di piante con il loro apparato boccale, una sottile proboscide, e incominciano a succhiare la linfa essudando poi la resina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La gommalacca quindi non è altro che la secrezione epidermica della Tachardia Lacca.

Le incrostazioni che si formano sui rami degli alberi dove gli insetti si insediano (piante-ospite) prendono il nome di stick-lac.

Le specie di piante e arbusti usati per la coltivazione della gommalacca sono molte, ma quelle principali sono il Kusum (Schleichera Trijuga), Ber (Zizyphus Jujuba), Ghont (Zizyphus Xylopyrus), Palas o Dhak (Butea Frondosa).

La gommalacca prodotta dalla stessa specie di insetto su piante differenti non ha sempre le stesse qualità: il ruolo della Thacardia Lacca è quello di filtro per la linfa di cui si nutre.

Altri fattori che influenzano la qualità dei raccolti sono la vitalità e la resistenza dell’insetto, l’habitat e le condizioni atmosferiche, la presenza di nemici della Tachardia Lacca (parassiti e predatori), o della pianta.

Il ciclo vitale di un insetto femmina dura circa sei mesi, perciò nell’arco di un anno si hanno due generazioni di insetti, quindi due nidiate e due periodi di sciamatura delle larve. Ne consegue che nell’arco di un anno ci sono due raccolti, uno estivo e uno invernale. La nidiata estiva emerge dalla resina che viene raccolta in estate dando luogo al raccolto invernale, e viceversa.

Dopo la sciamatura le larve si attaccano ai rami degli alberi e cominciano a succhiare la linfa essudando la resina. Il processo inizialmente è molto lento, ma gradualmente l’involucro, ingrandendosi, avvolge tutto l’insetto al punto che le singole incrostazioni contigue (celle) si uniscono le une alle altre formando le tipiche croste sui rami. I maschi, giunti a maturazione, emergono per andare a fecondare le femmine all’interno delle quali crescono le larve della nidiata successiva.

 

La produzione della gommalacca è basata su due pilastri fondamentali: la coltivazione delle piante e allevamento dell’insetto. I sistemi usati oggi per la coltivazione delle piante e l’allevamento dell’insetto sono ancora legati alla tradizione.

Le diverse fasi di lavorazione che permettono di immettere la gommalacca in commercio consistono nella raffinazione della resina, nella rimozione del colorante, delle fibre, dei resti animali e di altre impurità.

I metodi per eseguire queste operazioni sono due: quello tradizionale costituito da fasi successive di lavorazione manuale, e quello industriale nel quale il lavoro dell’uomo viene sostituito dalle macchine, supportato - all’occorrenza - da processi chimici come quello a solventi attraverso il quale si ottengono gommalacche decerate e decolorate.

Il metodo tradizionale si basa su fasi di lavorazione manuale: Raschiatura. La resina, dopo essere stata raccolta, viene separata dalla parte legnosa con appositi coltelli e poi finemente frantumata.

In questo processo si ottiene la seed-lac; Lavaggio. La seed-lac viene messa a bagno in grosse vasche al fine di ripulirla ulteriormente dalle impurità e per estrarre il colorante rosso. A lavaggio ultimato la seed-lac viene fatta asciugare su un’aia; Estrazione del colorante dall’acqua di lavaggio. Oggi il colorante viene solo raramente recuperato dall’acqua di lavaggio della seed-lac; l’acqua colorata viene eliminata o data agli agricoltori per concimare i campi. In India il colorante veniva usato soprattutto per tingere seta, pelle e lana, ma la sua produzione si è considerevolmente ridotta con l’arrivo di coloranti sintetici più economici e versatili, a partire dalla scoperta delle aniline (1858); Trasformazione della seed-lac nelle diverse forme commerciali. La gommalacca in grani (grezza) viene fusa e filtrata attraverso una stoffa per rimuovere le sue impurità. Da questa fase si possono ottenere button-lac o gommalacca in fiocchi, la seconda ottenuta attraverso lo stiramento di una massa morbida di resina appena filtrata che indurisce raffreddandosi, e la sua successiva frantumazione.

La produzione industriale di gommalacca raffinata si è sviluppata in Europa a partire dalla prima metà del 1800 per soddisfare i bisogni sempre crescenti di un materiale utilizzato in vari settori.

Gommalacca e strumenti musicali

 

                                                  Silvia Zanchi

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