Casella di testo: Costruzione e Manutenzione
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Tra le aziende che maggiormente hanno dato il loro contributo in questo settore vanno ricordate la Angelo Brothers che impiantò nel 1855 il primo stabilimento moderno a Cossipore (Calcutta) e la Zinsser, fondata nel 1849 da Wilhelm Zinsser, emigrante tedesco, che per primo introdusse la tecnologia di lavorazione della gommalacca negli Stati Uniti. La Zinsser è tuttora esistente ed attiva.

Esistono due metodi per produrre industrialmente la gommalacca: uno basato sulla fusione a caldo e uno basato sull’estrazione a solventi.

Processo a caldo: la seed-lac viene sciolta con vapore caldo su una griglia. La resina sciolta viene filtrata a forza attraverso una finissima rete metallica utilizzando delle presse idrauliche.

La resina filtrata viene raccolta e introdotta in un laminatoio a caldo che la fa colare in mezzo a dei rulli che la pressano e che la trasformano in un sottile foglio pronto per essere rotto in fiocchi.

La gommalacca prodotta con questo metodo contiene cera.

Processo a solventi: la seed-lac viene sciolta in un solvente appropriato, filtrata e ridotta in fogli di spessori variabili attraverso dei rulli. Questo processo permette di ottenere gommalacca decolorata (con cera), decerata e decolorata, cera di gommalacca.

 

I termini merceologici ancora oggi utilizzati nel mercato della gommalacca risentono della lunga supremazia commerciale della Gran Bretagna, che deteneva il dominio coloniale sui luoghi di produzione.

Oggi le principali forme in cui troviamo sul commercio la gommalacca sono:

- STICK-LAC, incrostazioni di resina che si formano sui rami delle piante ospite, o anche gli stessi rami incrostati appena raccolti;

- SEED-LAC, gommalacca grezza separata dai rami ai quali era attaccata, frantumata;

prende il nome di seed-lac anche la stessa resina che ha subìto la fase di lavaggio;

- SHELLAC, la comune gommalacca in fiocchi, o scaglie (decerata o con cera); shellac è anche il termine generico per indicare la gommalacca

- BUTTON-LAC, dischetti di gommalacca fusa e filtrata, sui quali viene solitamente impresso il marchio di produzione;

- STICK SHELLAC, gommalacca solida in forma di bastoncini, chiamata anche wood cement (stucco-legno) prodotta in diversi colori a imitazione del legno;

- SHELLAC WAX, la cera estratta dalle incrostazioni resinose;

- LAC-DYE, sostanza colorante ricavata dal lavaggio della seed-lac;

- LIQUID o CUT SHELLAC, gommalacca già sciolta. L’utilizzo di gommalacca pronta all’uso è molto comune negli Stati Uniti dove la preparazione di questo materiale è soggetta a veri e proprio standard commerciali che stabiliscono sia la qualità del solvente, sia quella della gommalacca; nei colorifici abbastanza forniti è possibile trovare vernici alla gommalacca già pronte tamponabili (o pennellabili) o in bomboletta.

 

La gommalacca oggi viene prodotta principalmente in India, Thailandia, Myanmar (Birmania), Cina, Indonesia, Vietnam e Laos. India e Thailandia dominano il mercato mondiale.

La maggior parte della produzione di gommalacca in commercio viene assorbita dagli Stati Uniti, seguiti da Gran Bretagna, Germania e Italia. All’utilizzatore medio oggi è possibile reperire facilmente gommalacche di qualità bassa, o al più medio-bassa, quali le TN (es. Angelo ABTN) o simili: nei colorifici ben forniti si possono trovare al massimo gommalacca ABTN e decerata in fiocchi, talvolta già pronta all’uso in barattoli o in bomboletta.

Si possono trovare gommalacche di qualità superiore e con molto più assortimento (colore e presenza/assenza di cera) solo da grossi rivenditori di settore.

 

Perché utilizzare la gommalacca nella costruzione e nel restauro degli strumenti musicali?

L’aspetto lucido, brillante e profondo che la caratterizza non ha pari.

L’utilizzo della gommalacca come vernice presenta numerosi vantaggi, ma anche qualche svantaggio.

Tra i vantaggi più apprezzabili nel campo degli strumenti musicali citiamo i seguenti:

- è un materiale completamente atossico;

- la finitura a gommalacca  irrigidisce ed appesantisce meno la struttura di uno strumento musicale rispetto ad una verniciatura fatta con prodotti sintetici. In questo modo lo strumento può vibrare più liberamente;

- è resistente agli UV, quindi non ingiallisce o scurisce nel tempo, a differenza delle vernici ad olio;

- danni come piccoli graffi e leggeri annebbiamenti sono facilmente riparabili.

Tra i difetti più ricorrenti:

- è sensibile al calore, all’umidità e al sudore;

- è fragile, soprattutto la gommalacca contente cera.

Anche nella scelta dell’utilizzo di una gommalacca piuttosto che un'altra ci sono vantaggi e svantaggi.

La gommalacca decerata e decolorata è molto bella esteticamente perché poco colorata e molto trasparente; per contro tende ad essere più appiccicosa di quelle contenenti cera (lo si nota anche nella fase di tamponatura, più ostica); è più delicata ed asciuga più lentamente.

La gommalacca con cera risulta più opaca, meno trasparente, più facile da tirare e stendere sul legno; è più resistente perchè risente meno dell’esposizione a calore eccessivo: la cera contenuta (shellac wax) è molto dura e fonde ad una temperatura vicina agli 80 °C (come la cera carnauba); il risultato finale è una vernice più dura e vetrosa, ma anche più fragile.

Dove il colore non è un criterio di scelta di solito si usa la gommalacca Angelo, o comunque varietà arancio con cera; in altri casi è preferibile utilizzare gommalacca decerata, o decerata e decolorata.

Un fattore molto penalizzante nella fase di scelta è che esiste una grande varietà di gommalacca, con colorazioni che vanno dal giallo chiarissimo al rosso e al marrone, con o senza cera… ma di difficile reperimento alla maggior parte degli utilizzatori.

 

Ma cosa si sapeva della gommalacca prima di oggi?

Alla prossima puntata…

 

                                                                                                                                                                                        Silvia Zanchi

 

Bibliografia:

Claudio Canevari, Silvia Zanchi, GOMMALACCA, Parte Prima: Aspetti storici - la diffusione della  gommalacca in Occidente - Gli insetti, gli alberi ospiti e la produzione, I Quaderni dell’IROR, n°4, Milano 2006

Claudio Canevari, Silvia Zanchi, GOMMALACCA, Parte Seconda: Chimica della gommalacca - La lavorazione e la commercializzazione: metodi e trattamenti tradizionali e moderni, I Quaderni dell’IROR, n°5, Milano 2007

Claudio Canevari, Silvia Zanchi, GOMMALACCA, Parte Terza: La gommalacca nei ricettari e nei manuali dal XIV al XIX secolo - La lucidatura a gommalacca a tampone, I Quaderni dell’IROR, n°6, Milano 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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