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Premessa

L’insegnamento collettivo della chitarra, pur dettato da ragioni di ordine pratico ed economico è sorretto da validissimi criteri pedagogici riscontrabili solo in parte nelle lezioni individuali. La lezione collettiva è innanzitutto un importante momento di socializzazione nella vita degli allievi: allo spazio chiuso, all’atteggiamento reverenziale quasi da confessionale, della lezione individuale, si sostituisce il luogo dell’incontro e dell’attività gioiosa con i compagni, quasi una palestra nella quale l’emulazione, la competizione, il senso di responsabilità nel rapporto con gli altri possono giocare un ruolo determinante per la formazione dell’individuo.1

 

Attraverso la musica insegnamo ai nostri allievi uno strumento musicale, oppure attraverso uno strumento insegnamo la musica? Penso che la prima sfida per un insegnante di strumento, sia di non dimenticare mai di essere prima di tutto un insegnante di musica. La musica dovrà sempre fare da “padrona” durante le nostre lezioni ed essere tramite nel lungo e a volte faticoso lavoro di apprendimento della tecnica strumentale. I primi anni di studio di uno strumento musicale rappresentano l’impostazione di un lavoro posturale, mentale e tecnico. E’ l’inizio di una grande avventura: la base su cui si poggeranno conoscenze e competenze. La seconda sfida per un insegnante di chitarra è interessare i propri allievi allo studio di uno strumento di non facile approccio e di poche soddisfazioni, per le difficoltà tecniche che suonare la chitarra comporta. La terza sfida sta nel continuare a creare gli stimoli utili a non far perdere l’entusiasmo e sostenere la passione per il nostro strumento.

Il modo, ancora abituale di insegnare uno strumento musicale, è del tutto diverso dal modo di insegnare una qualsiasi materia o disciplina scolastica. Ma questo è e deve per forza essere considerato come l’unico e indiscusso modo per insegnare e per imparare la musica? Il rapporto a due, che necessariamente si instaura nella lezione individuale, molte volte può risultare chiuso in se stesso, rappresentando una non efficace occasione di ampliamento di conoscenze e rapporti, necessari invece per promuovere sviluppo e cambiamento.

A fronte del Decreto Ministeriale 6 agosto 1999  per la riconduzione a ordinamento dei corsi sperimentali a indirizzo musicale nella scuola secondaria di primo grado, viene esplicitamente considerato il «rilevante significato formativo e didattico della musica d’insieme». Le modalità di approccio alla pratica di insieme viene lasciata ai singoli consigli di classe di ogni determinata scuola: nello svolgimento delle attività «dovranno essere assicurati sia le attività individuali e/o a piccoli gruppi di pratica strumentale e ascolto partecipativo». In risposta a ciò sono nati nuovi metodi per chitarra, nei quali una parte viene dedicata all’insieme per due o più strumenti, e metodi dedicati esclusivamente alla pratica di insieme.

A mio avviso in Scuole  musicali o Conservatori si dovrebbero offrire agli allievi, durante tutti gli anni di corso, continue opportunità di suonare insieme. Eppure è solo da pochissimi anni che, assieme ai corsi Ordinari, esistono i nuovi corsi Sperimentali di Conservatorio, nei quali è previsto un percorso di formazione di insieme strumentale. Anche considerando ciò, il percorso didattico dovrebbe prevedere fin dall’inizio l’utilizzo dell’esperienza di musica d’insieme, per poi svilupparla e approfondirla negli anni di studio successivi.

Questo mio lavoro è stato ispirato in modo particolare dalle opere del chitarrista Mauro Storti, (limitatamente al lavoro didattico inerente all’insieme per più chitarre), didatta italiano contemporaneo con il quale ho creato e mantenuto un contatto diretto per la stesura della mia tesi, attivo nella didattica italiana dal 1966 a tutt’oggi, particolarmente attento alle problematiche dell’insegnamento della chitarra nelle varie fasi di crescita degli allievi. Per questo motivo si troveranno riferimenti alle sue idee e metodi.

A lui vanno i miei più sentiti ringraziamenti per la fiducia accordata al mio progetto e per la grandissima disponibilità dimostratami durante tutto il percorso.

 

                                                                                                   Continua...

 

 

 

 

     Indice

 

 

1 Mauro Storti. Articolo Chitarra e scuola. I Quaderni dell’Ateneo – gennaio 1987

Casella di testo: Dintorni

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Casella di testo: Dintorni
Casella di testo: Lezione collettiva di chitarra?                          
                                                              Si può!
                                              a cura di Emma Gani


  Tesi di Diploma Anno Accademico 2008-2009