Giorgio Albiani

 

 

la registrazione

                                   Giorgio Albiani

 

           - Prima parte -

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MICROFONARE UNA  CHITARRA

Il mondo della registrazione e’ davvero affascinante.

Per l’esponenziale progresso tecnologico sia delle case produttrici di software che di hardware oggi con qualche centinaio di euro si può’ disporre di una potenza davvero incredibile e certamente impensabile solo qualche anno fa.

Esistono software gratuiti e non sia in ambito Windows in continua evoluzione che Macintosh, che sono in grado di registrare, elaborare, gestire campioni, scrivere ed editare materiale audio e partiture.

Tutti i giorni esconocose nuove al punto che quel che scrivo e’ già’ vecchio.

Questa continua evoluzione unita allo sviluppo di internet e della conseguente pressione di comunicazione e pubblicità, ha dato a moltissimi la possibilità di produrre musica anche senza conoscerla in senso accademico.

Il mercato è cresciuto i prezzi sono scesi moltissimo e si e’ promesso a tutti di essere fonici, produttori e musicisti provetti con l’acquisto di un computer e qualche software.

Questa promessa e’ in buona parte falsa.

La larga diffusione ha fatto  crescere il livello tecnologico abituando l’orecchio a sonorità e pressioni sonore notevoli, basti pensare al Dolby surround, mentre la rete in primis, ma non da sola, diventata grande mezzo di comunicazione, ha spinto verso l’mp3 che velocizza i download da internet riducendo drasticamente la qualità audio. Insomma in casa tutti noi ascoltiamo e guardiamo musica da sistemi di riproduzione

audio   di    grande    qualità   ed un attimo dopo ascoltiamo e guardiamo musica in streaming sulle casse di un computer o da un telefonino.

Il musicista che fa in questa situazione?

Come sempre e’ un  problema di consapevolezza: sapere cosa si vuol fare e dove si vuole e si può andare.

Oggi in questa giungla di produzioni, specialmente nel campo della musica acustica e “classica”, non e’ l’appiattimento verso il basso che consente di essere competitivi.

Premesso che le fasi della produzione di un cd oltre all’artista, necessitano di professionalità specifiche diverse, il grafico, lo scrittore, colui che stampa, e colui che distribuisce, l’impatto sonoro sul “mercato” diventa determinante.

Ogni stile esecutivo, ma anche ogni stile compositivo rappresenta un mondo. E’ questo mondo che artista e ingegnere del suono devono fotografare e filmare per rendere fruibile al prossimo l’idea ed il messaggio che il progetto vuole comunicare.

Un esempio provate ad ascoltare in auto un cd di musica antica e un cd di musica da discoteca. Vi accorgerete  che per ascoltare il primo sarete sempre a ritoccare il volume mentre nel secondo caso non avvertirete affatto questa necessità. Inoltre nel primo caso sembrerà che i suoni vengano da lontano mentre nel secondo l’immagine sonora che vi trovate davanti a parità di volume e’ attaccata alle vostre orecchie.

Se   un   ingegnere del suono

 mixasse un cd di musica antica come un cd di musica da discoteca verrebbe licenziato in tronco!!!

Nel mezzo a questi che si possono considerare due mondi sonori agli antipodi, ci sono tutte le possibili sfumature ed intrusioni che lasciano anche in questo campo spazio ad una incredibile creatività.

 

Prima di tutto

 

occorre essere molto sicuri della nostra preparazione in termini tecnici ed interpretativi infatti non e’ vero che le cose che si possono fare in studio e che sono certamente molte, possano far trasformare una esecuzione mediocre in una buona. Dopo questa considerazione bisogna valutare bene a quale studio rivolgersi.

All’inizio mi e’ capitato spesso di trovarmi in ottimi studi di registrazione dove il tecnico proponeva strepitosi flanger, delay etc. per arricchire il suono dello strumento, senza rendersi conto che quello a cui miravo era tutt’altra cosa. Dato che chi registra mentre tu suoni, modifica e determina in base al proprio gusto la presa di suono ha sempre un grande potere di scelta sul prodotto che si va formando. E’ importante quindi essersi capiti bene prima di iniziare.

Ascoltare insieme produzioni che si considerano di riferimento e’ sicuramente un grande aiuto per creare un punto di condivisione il più possibile univoco e chiaro.