Giorgio Albiani

 

 

la registrazione

                                   Giorgio Albiani

 

           - Seconda  parte -

Statistiche webCasella di testo: 24 bit  Guitar Recording

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MICROFONARE UNA  CHITARRA

Ermanno Brignolo

Il luogo di ripresa

 

Il luogo di ripresa e’ importantissimo.

Un luogo adatto alla registrazione deve essere bilanciato dal punto di vista delle frequenze.

A seconda delle dimensione, della forma, dei materiali che lo costituiscono si possono avere tempi di riverberazione piu’ o meno lunghi, enfatizzazione o inibizione di frequenze, echi e ritardi, rumori ambientali.

Lo studio che si presume ben costruito dal punto di vista acustico e’ certamente più neutro dal punto di vista timbrico ma certamente di minor soddisfazione per chi deve passarci ore a registrare. Essendo un luogo tendenzialmente neutro, non si pone in empatia con l’esecutore. In luoghi del genere si tende a suonare cercando maggiore pulizia a scapito del trasporto emotivo.

A suonare in studio ci si abitua, per questo prima di andare e’ bene fare delle prove per evitare sorprese.

       

 

 

Le dimensioni

(da un articolo di F. Passarelli)

 

Tutti gli ambienti, come le casse di risonanza degli strumenti musicali, hanno una risposta acustica legata alle dimensioni fisiche, in quanto l’onda sonora si riflette su tutte le superfici del locale, creando delle perturbazioni a determinate frequenze.

Le frequenze di risonanza fondamentali della stanza sono date dalla distanza fra le pareti parallele, chiaramente ogni stanza ne ha 3 e sono molto importanti perché determinano le cosiddette "onde stazionarie", quelle la cui frequenza che tende, teoricamente, a ripetersi all’infinito nella stanza stessa, rafforzandosi e creando una notevole irregolarità sonora. A queste frequenze fondamentali si aggiungono le loro armoniche, i cosiddetti "modi": i più importanti sono i cosiddetti "modi asssiali", che si sviluppano fra pareti parallele, più dei "modi tangenziali", che effettuano il percorso fra quattro pareti, e dei "modi obliqui", che si sviluppano fra le sei pareti della stanza.

Fortunatamente esiste una formula molto semplice per

determinare la frequenza di risonanza della nostra stanza ed i successivi modi: V/2L, nella quale V è la velocità del suono (331metri/secondo a 0°C, con 760mm di pressione, con possibilità di variazioni legate alle condizioni atmosferiche) e 2L è il doppio delle misure della stanza (ossia altezza, larghezza e profondità). Evidentemente un ambiente più grande ha frequenze di risonanza più basse, anche se in tutti i casi si devono analizzare le frequenze più critiche che sono quelle fino a 350Hz.

Passiamo ora a degli esempi pratici: il primo esempio riguarda una stanza sconsigliabile: un cubo da 3m di lato ha onde stazionarie a 57Hz per tutte e tre le dimensioni (V/2L=331/6=56,667Hz per ogni dimensione), ciò creerà un’esaltazione a questa frequenza di oltre 30dB, difficilmente controllabile sia con mezzi meccanici (pannelli, trappole ecc,) che con mezzi elettronici (equalizzatori grafici o parametrici).

Una stanza larga 5m, profonda 4m ed alta 3m presenterà le seguenti frequenze base: 34Hz, 43Hz e 57Hz, evidentemente sono molto meno critiche e sembrerebbero ideali, ma approfondendo la nostra analisi scopriamo che il terzo modo dell’altezza è a 170Hz, così come il quarto della profondità ed il sesto della larghezza! Quindi a questa frequenza si presenterà un’esaltazione elevata che rende la stanza sconsigliabile, a meno di utilizzare degli accorgimenti quali trappole per i bassi accordate intorno a questa frequenza.

Cosa fare prima di impazzire e svolgere calcoli complessi fino alla zona dei 350Hz? Possiamo sfruttare l’esperienza di chi da anni progetta regie per gli studi di registrazione e lavorare sui rapporti ottimali, dei quali seguono i 6 esempi più comunemente usati (i rapporti sono per altezza, larghezza, profondità):

1:1,14:1,39

1:1,28:1,54

1:1,60:2,33

1:1,90:1,40

1:1,90:1.30

1:1,50:2,10.

Applicate ad un soffitto di 3m le misure diventano:

3;3,42:4,17

3:3,84:4,62

3:4,8:6,99

3:5,7:4,2

3:5,7:3,9

3:4,5:6,3.

L’acustica dello studio è influenzata anche dai materiali con i quali è costruita e rifinita la stanza. L’intonacatura delle pareti le rende "vive" e riverberanti, la presenza di carte o stoffe le "ammorbidisce" acusticamente, molto più "vive" sono le porte in legno e le superfici in vetro. La presenza di molte superfici "vive" creerà un’esaltazione delle frequenze superiori, mentre materiali morbidi quali carte da parati e stoffe rende

Per quanto riguarda i materiali ci sono alcune piccole grandi verità da confermare: finestre o porte (in legno o vetro) esaltano le frequenze superiori le tende le attenuano; una parete perfettamente levigata di nuovo propone un aumento e perturbazione delle frequenze superiori; è consigliabile sfruttare queste conoscenze per collocare il materiale nella nostra regia ottimizzandola in modo ergonomico. Per esempio se vogliamo ottenere dal nostro microfono un suono brillante, basta fare la ripresa in prossimità di un vetro, mentre se vogliamo "ammorbidire" il suono ed attenuare le alte la ripresa va effettuata vicino ad una tenda… a questo puto possiamo affrontare anche la nostra prima soluzione per "acustiche variabili": in un locale molto riverberante e "freddo" possiamo mettere delle tende con stoffe pesanti da aprire per ottenere meno riverberazione ed un suono più "caldo".