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“ Le 13 ” |
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DANZAS DE LA SEDUCCION |
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a cura di Paola Muggia
Il Trio Chitarristico che porta il curioso nome di “Le 13” (le note di copertina spiegano che sta per “ le tre d(onne) c(hitarriste)”, formato da Maria Luisa Petrelli,Carla Canitano e Silvia Boccadamo,debutta ufficialmente con questo disco dal titolo accattivante : “Danze della seduzione”.La stessa presentazione grafica del CD mostra 3 fanciulle chitarriste vestite con seducente raffinatezza,delle quali però il volto è in un primo tempo celato.Il mistero si svelerà solo all’interno del foglio che accompagna il disco. Il titolo è dato da uno dei 14 brani in programma,la bellissima “Danza della Seduzione”di Joaquin Turina,che è insieme alla Zambra una delle “Danzas Gitanas” op.55. La seduzione è un elemento fortemente presente nella musica gitana,ma più in generale è una delle molteplici componenti della musica mediterranea,alla quale questo trio di interpreti dà piena adesione e piena voce.E non a caso le tre musiciste sono salentine(formatesi al Conservatorio”Tito Schipa” di Lecce),estremamente affiatate nel dare alla musica proposta quel forte impulso ritmico,brioso,gioioso e vitale tipico della loro bellissima terra,che nel Mediterraneo si immerge.La seduzione ma non solo,quindi,attraversa il programma presentato,con punte di alta qualità musicale oltre che in Turina,nel “Tunis,Tunisie”di R.Dyens,ne “Il Palio di Taranto” di Pino Forresu e nella Danza n°3 di E.Granados.Il brano di Dyens,davvero affascinante,attraverso la magia e la duttilità del suono chitarristico racconta di un paese ricco di suggestioni mediorientali,crocevia fra Arabia e Spagna.Il brano è reso in maniera molto efficace da un trio che diventa quartetto per l’occasione (con la collaborazione di Caterina Bufano),così come diventa duo in un altro pezzo,e questa elasticità nella formazione risulta positiva e favorevole allo sviluppo del pensiero musicale dell’ensemble.Il vivacissimo “Palio di Taranto”di Pino Forresu,illustre e poliedrico chitarrista sardo-tarantino,dà modo alle chitarriste di dimostrare che femminilità e seduzione non significano mollezza,tutt’altro: un carico di energia a briglia sciolte investe l’ascoltatore,in una danza vorticosa di taranta-pizzica.Le interpreti sostengono ritmo e velocità con sincronismo e adeguata padronanza,e anche il suono è energico e robusto,così come sa invece modularsi anche individualmente in altri brani più distesi.Appartiene all’ambito gitano anche la trascrizione(appropriata,elegante e molto ben realizzata da Carla Canitano) di tre celebri arie dalla “Carmen”di Bizet.Qui risulta evidente quanto efficace sia la polifonia di una chitarra moltiplicata per tre,e ci fa pensare a quante belle opportunità di trascrizione potrebbero ancora nascere. La Danza n°3 di E.Granados, piacevolissima ma meno conosciuta di quelle trascritte per chitarra sola o in duo,si pone a capo di un gruppo di brani popolari spagnoli quali Sevillanas,Morenita,Tango Flamenco di V.Bobrì e “El gato montes”di Penella(quest’ultimo è l’energico pezzo d’apertura del disco).Il linguaggio comune è quello di una Spagna più europea e meno orientaleggiante,ma ugualmente ricco di emozioni,e di sicura presa sul pubblico: viene infatti voglia di ascoltare e vedere il trio in azione diretta.Appare invece superfluo l’inserimento nel programma del “TicoTico” brasiliano,dal tono troppo popolaresco e decisamente estraneo al contesto,così come appartiene ad un altro ambito l’ultimo brano presentato,una trascrizione del “Valzer dei Fiori “ dallo Schiaccianoci di P.J.Tchaikovsky.Data l’indubbia qualità della trascrizione e dell’esecuzione,consideriamo questo brano come una promessa di un prossimo disco,magari dedicato alla musica dell’Europa dell’Est.Complimenti a Maria Luisa,Carla e Silvia,e un incoraggiamento a continuare il percorso intrapreso anche perché, se “l’unione fa la forza”, loro sono nientemeno che “Le 13”. |
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