Casella di testo: Casella di testo:
Casella di testo: Lo Spazio dei Lettori

Il presente sito non costituisce testata giornalistica, né ha carattere periodico, essendo aggiornato in relazione alla disponibilità e alla reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale, ai sensi della Legge n. 62 del 7-03-2001. Le fotografie pubblicate su questo sito, salvo diversa indicazione, sono copyright dei legittimi autori.

Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo:

Daniele Russo

 

Caro Maestro Mauro Storti mi chiamo Alessandro e sto studiando per entrare in conservatorio. tra le arti che riguardano le sei corde ho da poco scoperto quella dell'improvvisazione istantanea a cui si era dedicato Daniele Russo. ho aperto al riguardo un post qui sul sito, precisamente in "Luogo Pubblico" in cui esortavo chi avesse conosciuto o personalmente o tramite altro mezzo (nel mio caso la rivista "sei corde") il Russo ad aiutarmi a scoprire qualcosa in più rispetto al poco che c'è in rete sia su Questo personaggio sia sul Suo lavoro artistico di suddetta tecnica. leggendo, sul sito di Daniele Russo ho scoperto che lo studio della chitarra lo cominciò prorpio con Lei. non le nascondo che mi piacerebbe saperne di più sia sulla vita del Russo sia sul suo materiale didattico; purtroppo, come lei ben saprà, non è più possibile contattarlo al riguardo, e di certo non sono il primo nè sarò l'ultimo a rammaricarmene. la mia gentile richiesta è quella che questi casi rendono necessaria, casi tristi ma allo stesso tempo preziosissimi dato che ci rendono partecipi di progetti a cui persone come Daniele dedicano la loro vita. per cui se vorrà rendermi partecipe di qualche aneddoto che Lo riguardi, di qualche tesoro didattico da condividere o di quant'altro ritenga essere importante a colmare le mie lacune di ignoranza artistica su Daniele Russo Le assicuro che ne sarei davvero grato e felice. e ovviamente onoratissimo di una Sua risposta.

 

Un abbraccio,


Alessandro Spanò

 

Risponde il Maestro Mauro Storti.

Se qualcuno mi chiedesse come mai il caro Daniele non figuri nella lunga lista dei miei allievi diplomati, dovrei rispondere che malgrado lo scavo nei ricordi e le tristi riflessioni suscitate in me dalla sua prematura scomparsa, ciò mi rimane ancora del tutto inspiegabile.

Sempre restìo a gettare le vecchie carte, ho ritrovato un foglio con il suo nome e la data in cui gli feci la prima lezione era il 1° settembre 1976. Partiva da zero e veniva da me dopo aver fatto una sola lezione con un sedicente maestro milanese che, accogliendolo “in una specie di antro buio” (queste le sue parole) non gli aveva fatto buona impressione. Vale qui la pena di raccontare che un paio di anni dopo questo primo incontro, un suo zio, forse quello che gli aveva regalato la prima chitarra, mi raccontò che Daniele era rimasto a lungo incerto sul tipo di regalo che avrebbe preferito: se una moto Yamaha o una chitarra Yamaha, e la scelta era caduta infine su quest’ultima, meno pericolosa

Dai miei appunti risulta che la cinquantesima e ultima lezione regolare, ebbe luogo il  24 febbraio 1978. La sua velocità di apprendimento era elevatissima: alla fine di un arco di tempo di circa tre anni, aveva svolto per intero tutto il mio solito programma ed era in grado di suonare in concerto la Suite 995 e la Ciaccona di Bach, il Capriccio diabolico, la Sonata terza, la Sonatina meridional, il Tema variato e finale di Ponce (che aveva imparato a memoria in una settimana!).

Non mancò da parte mia il solito sostegno sollecito e concreto alla sua carriera fornendogli numerose occasioni per farsi conoscere dal pubblico e da Maestri come Alberto Ponce e Alirio Diaz. Terminate le lezioni con me, dopo aver partecipato senza successo al concorso di Gargnano del 1978, pensò di iscriversi al corso di perfezionamento dell’anno successivo tenuto da Oscar Ghiglia dal quale mi parve uscito in uno stato che non esito a definire di smarrimento. Fornito di una Ramirez con la quale aveva sostituito la precedente Giulietti, aveva perso l’assoluto nitore dei suoni che lo caratterizzava e   l’assoluta sicurezza esecutiva. Se suonava Bach, eseguiva poche battute  fermandosi ogni istante per citare il pensiero del M° Ghiglia e allora nasceva una discussione nella quale gli dicevo che non doveva scardinare la sua idea interpretativa per applicare supinamente un pensiero altrui del quale non sapesse trovare una chiara e motivata giustificazione. Così, intorno a queste questioni dialettiche si spense, senza alcun malanimo, il nostro rapporto personale. Dopo diversi anni, incontrandolo ad un concerto di David Russell, mi disse che essendosi alfine deciso a studiare solfeggio, armonia e storia della musica, si era diplomato con due sole sessioni d’esame al Conservatorio. La cosa non mi aveva meravigliato poiché dal punto di vista pratico sapevo che avrebbe potuto conseguire il diploma già tanti anni prima, anche a partire dal 1978!

Il ricordo che mi rimane di lui, a parte il suo notevolissimo talento, è quello di una persona estremamente dolce e sensibile. Forse troppo sensibile per chi pensi di poter vivere serenamente senza un’adeguata “grinta” da esibire per farsi largo in un mondo in cui domina talvolta il più feroce spirito di competizione.

                                                                               

                                                                           Website - DANIELE RUSSO

 

Catena Audio

 

Salve , suono la chitarra acustica con tecniche di fingerstyle e flatpicking, Beppe Gambetta (mio concittadino), Don Ross, Tommy Emmanuel per citare alcuni artisti più noti.

Da molto tempo mi occupo anche della ripresa dello strumento. Ho realizzato un piccolo Home studio che col tempo sto cercando di attrezzare al massimo livello possibile. Oltre all'aspetto "hardware" in quella stanza, anche se non di dimensioni adatte (circa 27 m3) ho dato e sto dando molta importanza al trattamento acustico. Lo scopo della stanza è quello di ripresa di chitarra e voce ed in generale di strumenti acustici che lì dentro possano entrare .

Questa lunga premessa per inquadrare il mio progetto e la mia attuale situazione.

La mia strumentazione si basa sul concetto di "poco ma buono" e vorrei infatti continuare su questa direttrice, il minimo indispensabile ma la miglior qualità possibile, compatibilmente col fatto che tutto ciò che so l'ho imparato da autodidatta, che non credo lavorerò per terzi e che la situazione attuale non è di certo il non plus ultra del recording.
La mia catena audio è composta da due microfoni a condensatore, diaframma largo: un AKG C414 XLS ed un Brauner Phantom AE, preamplificatore Avalon M5, la seconda sorgente per ora è ripresa dai pre della scheda audio che è una
MOTU traveler, guidata tramite clock del convertitore RME ADI2 (da cui passa l'avalon) modificato per migliorarne le caratteristiche.

Premetto che so usare sufficientemente questa strumentazione, e che ho discreta dimestichezza con le tecniche microfoniche sia mono sia stereo. Normalmente registro il mio strumento, una Martin D28, con tecnica AB o con miglior resa, a mio avviso, con tecnica MS…

Mi piacerebbe migliorare la strumentazione orientata alla ripresa della chitarra, ed ho già, ovviamente, alcune direzioni in mente, ma dato che questo livello di strumentazione ha costi considerevoli e che purtroppo non sono economicamente "fortunato" mi piacerebbe conoscere la vostra opinione. Volevo sapere quali potrebbero essere le soluzioni adeguate alle mie esigenze per la ripresa dello strumento, considerando come base di partenza il livello attuale. Intendo dalla sostituzione di microfoni, all' aggiunta di pre specifici, all'utilità di avere altra strumentazione, un discorso a tutto tondo insomma.

Mi auguro di non avervi annoiati oltremodo con questa mia lunga dissertazione.

Ringrazio per aver letto fin qui, spero di leggere presto una risposta.

Diego Zappia

 

 

Risponde il Maestro Ermanno Brignolo

 

Caro Diego,

innanzitutto La ringrazio per la domanda, la cui lettura mi ha tutt’altro che annoiato, e mi complimento per la Sua strumentazione di prim’ordine.

Cercherò, per quanto mi è possibile, di analizzare la Sua lettera punto per punto, esprimendoLe i miei pareri a riguardo.

Innanzitutto, se il Suo intento è quello di riprendere strumenti acustici, come la chitarra, la voce e simili, il primo punto su cui puntare l’attenzione sono i microfoni. Indubbiamente, il Brauner è una macchina eccellente, la cui qualità è superata, a mio avviso, solo da Neumann (U87, TM149…). Come primo passo, valuterei la sostituzione dell’AKG con un secondo Brauner, tenendo in considerazione la gamma valvolare, cui appartengono microfoni dalle caratteristiche impressionanti, in grado di fornire una nitidezza ed un calore straordinari con qualsiasi diagramma polare (i prezzi, però, salgono).

A valle dei microfoni, forse si può snellire qualcosa, cercando soluzioni mirate e tali per cui il segnale arrivi a destinazione con meno passaggi possibili. Se non c’è l’esigenza di effettuare registrazioni con molte tracce contemporanee in presa, un’ottima soluzione è quella di adottare un sistema costituito da scheda audio e (se necessario) pre, utilizzando il clock interno della scheda senza bisogno di ulteriori sincronizzazioni. Qui, le soluzioni possono essere molte. La più economica, ma qualitativamente ineccepibile, è fornita da Presonus, che ha una gamma di prodotti molto ampia. Un buon sistema può essere costituito da Presonus Firestudio Tube (8 IN di cui 2 con pre valvolare), con Presonus ADL 600 (pre valvolare a 2 canali), che consente di avere altri due pre valvolari, per un totale di quattro preamplificatori microfonici di classe A max valvolari. Un ottimo sistema (più costoso) è costituito da RME micstasy o DMC842 (pre con 8 canali che integrano la conversione A/D) appaiato ad una scheda PCI HDSP AES o PCI-e HDSP AESe. Se, invece, vuole rimanere su Motu, Le consiglio la scheda 896mk3, oppure la HD192, che hanno prestazioni superiori rispetto alla traveler. In ogni caso, ribadisco che eviterei di dover aggiungere uno strumento di sincronizzazione, lasciando questo compito al clock interno della scheda, e sincronizzando un pre (con eventuale ingresso digitale) sulla base di questo.

Come già saprà, purtroppo per migliorare la Sua strumentazione (il cui livello è già ragguardevole) i costi salgono parecchio, ma la qualità delle macchine a disposizione sarebbe elevatissima.

Spero che questa risposta Le sia utile. Nel caso avesse altre domane, La prego di non esitare a contattarmi: sarò ben felice di risponderLe.

 

 

 

 

                                                                                                 F.A.Q.       1   2  

Casella di testo: Casella di testo:
Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo:
Statistiche webCasella di testo: