Casella di testo: Liutai

Il presente sito non costituisce testata giornalistica, né ha carattere periodico, essendo aggiornato in relazione alla disponibilità e alla reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale, ai sensi della Legge n. 62 del 7-03-2001. Le fotografie pubblicate su questo sito, salvo diversa indicazione, sono copyright dei legittimi autori.

Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo:

Lo “stakanovista”

delle sei corde

Intervista di Angelo Barricelli

(dalla rivista SeicordE)

 

Folgorato dalla passione per la liuteria dopo una visita

nel laboratorio di Carlo Raspagni, il  giovane artigiano

Milanese    decide   di    iscriversi  presso  la   Scuola  di

Liuteria di Milano.   Oggi   costruisce   una   dozzina  di

strumenti all’anno, tutte rigorosamente a mano.

Dietro al suo successo una dedizione totale.

Il “miracolo”della chitarra con fondo e fasce di cartone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                               

 

 

                                                                            

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Che tipo di strumenti costruisce?

 

Negli    anni   passati   ho    costruito  diverse   tipi    di  Strumenti  oltre   alle   chitarre;   mandolini,    vihuele, liuti medioevali e anche un’arpa gotica.

Cimentarsi   con   strumenti   così diversi è molto utile

per apprendere   una  buona   manualità.    Dopodichè   ho   deciso  di   limitare  la  mia   produzione  alle  sole chitarre classiche e romantiche.

Penso che  per approfondire le  proprie  conoscenze in

un certo ambito  gli si debba dedicare tutte  le proprie energie  ed  il  proprio  tempo.  Ora  sto  lavorando  su quattro  modelli: Torres, HauserI, Bouchet e Gallinotti

Decisamente  mi interessa  la  liuteria  storica, perché penso che questi tipi di strumenti abbiano una duttilità, una varietà timbrica e una qualità sonora unica.

 

 

 

Che cosa ha imparato dalle importanti esperienze maturateall’estero, in particolare

in Sudamerica?

 

Penso sia molto importante per un liutaio confrontarsi con il mondo chitarristico al di fuori dell’Italia. In generale ho trovato un interessedavvero diffuso per la chitarra. in Messico, per esempio, i festivalsono seguitissimi da un pubblico eterogeneo che va dal bambinoall’anziano e anche i liutai godono di agevolazioni e aiuti da parte dello stato. Ma anche nei paesi dell’est i concerti e le masterclass sono molto affollati.

 

Come è nata l’idea di realizzareuna copia della chitarra “Papier Machè” di Antonio De

Torres, quella con fondo e fasce in cartone?

Un po’ per gioco e un po’ per curiosità.Sapevo che nessuno aveva più ripetuto l’ esperimento del liutaio spagnolo. Poi, visto l’interesse che lo strumento ha suscitato, insieme a Claudio Canevari, docente di acustica musicale presso la Scuola di Liuteria di Milano, abbiamo

pensato di realizzare una lezione-conferenza che a ottobre abbiamo tenuto anche a “Cremona Mondomusica”, il salone internazionaledegli strumenti musicali.

La complessità dell’argomento ha richiesto un grande lavoro di approfondimento,perchè la chitarra “di cartone” è anche utile per sperimentare e verificare l’attendibilità e la validità dei più recenti ed aggiornati modelli fisico-acustici sul funzionamento della chitarra.

 

Come è stata accolta dai chitarristi?

 

Sempre con entusiasmo, in primo luogo per la particolarità dell’oggetto ma soprattutto per le sue qualità musicali, perché ha delle caratteristiche timbriche molto particolari e un volume non inferiore ad uno strumento “normale”.

In definitiva possiamo dire che le teorie di Torres sono state confermate;il fondo e le fasce di cartone,non impediscono di ottenere ottimi risultati se contestualmente si è trovato un

equilibrio negli spessori e nei pesi del piano armonico

 

 

                                                                                                             Angelo Barricelli

Casella di testo: Casella di testo:

Quanti strumenti costruisce all’anno?

 

Pur facendo praticamente tutto a mano, per mia scelta personale (tranne ovviamente le lavorazioni di sgrossatura che oggi ha più senso

lasciare alle macchine) riesco ad avere una buona produzione, intorno alla dozzina di strumenti all’anno. Lavoro praticamente tutti i giorni per tutto il giorno, sono un vero stakanovista.

Quando ha iniziato a costruire strumenti musicali?

 

Ho sempre avuto una passione per la musica e  per la chitarra in particolare.

Nel settembre del1992 sono capitato nel  Laboratorio

del Maestro Carlo Raspagni  che  lavorava  a Vignate,

nel milanese,non lontano da casa mia, e sono rimasto folgorato. Uscito  da  lì  sono  letteralmente  corso  ad iscrivermi alla Scuola di Liuteria di Milano e nel 1996

mi sono diplomato “Liutaio restauratore”.

Da Raspagni sono poi  tornato  molte volte  con i miei primi strumenti ricevendo sempre preziosi consigli.

Statistiche webCasella di testo: