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Lo “stakanovista” delle sei corde |

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Intervista di Angelo Barricelli (dalla rivista SeicordE) |
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Folgorato dalla passione per la liuteria dopo una visita nel laboratorio di Carlo Raspagni, il giovane artigiano Milanese decide di iscriversi presso la Scuola di Liuteria di Milano. Oggi costruisce una dozzina di strumenti all’anno, tutte rigorosamente a mano. Dietro al suo successo una dedizione totale. Il “miracolo”della chitarra con fondo e fasce di cartone
Che tipo di strumenti costruisce?
Negli anni passati ho costruito diverse tipi di Strumenti oltre alle chitarre; mandolini, vihuele, liuti medioevali e anche un’arpa gotica. Cimentarsi con strumenti così diversi è molto utile per apprendere una buona manualità. Dopodichè ho deciso di limitare la mia produzione alle sole chitarre classiche e romantiche. Penso che per approfondire le proprie conoscenze in un certo ambito gli si debba dedicare tutte le proprie energie ed il proprio tempo. Ora sto lavorando su quattro modelli: Torres, HauserI, Bouchet e Gallinotti Decisamente mi interessa la liuteria storica, perché penso che questi tipi di strumenti abbiano una duttilità, una varietà timbrica e una qualità sonora unica.
Che cosa ha imparato dalle importanti esperienze maturateall’estero, in particolare in Sudamerica?
Penso sia molto importante per un liutaio confrontarsi con il mondo chitarristico al di fuori dell’Italia. In generale ho trovato un interessedavvero diffuso per la chitarra. in Messico, per esempio, i festivalsono seguitissimi da un pubblico eterogeneo che va dal bambinoall’anziano e anche i liutai godono di agevolazioni e aiuti da parte dello stato. Ma anche nei paesi dell’est i concerti e le masterclass sono molto affollati.
Come è nata l’idea di realizzareuna copia della chitarra “Papier Machè” di Antonio De Torres, quella con fondo e fasce in cartone? Un po’ per gioco e un po’ per curiosità.Sapevo che nessuno aveva più ripetuto l’ esperimento del liutaio spagnolo. Poi, visto l’interesse che lo strumento ha suscitato, insieme a Claudio Canevari, docente di acustica musicale presso la Scuola di Liuteria di Milano, abbiamo pensato di realizzare una lezione-conferenza che a ottobre abbiamo tenuto anche a “Cremona Mondomusica”, il salone internazionaledegli strumenti musicali. La complessità dell’argomento ha richiesto un grande lavoro di approfondimento,perchè la chitarra “di cartone” è anche utile per sperimentare e verificare l’attendibilità e la validità dei più recenti ed aggiornati modelli fisico-acustici sul funzionamento della chitarra.
Come è stata accolta dai chitarristi?
Sempre con entusiasmo, in primo luogo per la particolarità dell’oggetto ma soprattutto per le sue qualità musicali, perché ha delle caratteristiche timbriche molto particolari e un volume non inferiore ad uno strumento “normale”. In definitiva possiamo dire che le teorie di Torres sono state confermate;il fondo e le fasce di cartone,non impediscono di ottenere ottimi risultati se contestualmente si è trovato un equilibrio negli spessori e nei pesi del piano armonico
Angelo Barricelli |
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Quanti strumenti costruisce all’anno?
Pur facendo praticamente tutto a mano, per mia scelta personale (tranne ovviamente le lavorazioni di sgrossatura che oggi ha più senso lasciare alle macchine) riesco ad avere una buona produzione, intorno alla dozzina di strumenti all’anno. Lavoro praticamente tutti i giorni per tutto il giorno, sono un vero stakanovista. |
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Quando ha iniziato a costruire strumenti musicali?
Ho sempre avuto una passione per la musica e per la chitarra in particolare. Nel settembre del1992 sono capitato nel Laboratorio del Maestro Carlo Raspagni che lavorava a Vignate, nel milanese,non lontano da casa mia, e sono rimasto folgorato. Uscito da lì sono letteralmente corso ad iscrivermi alla Scuola di Liuteria di Milano e nel 1996 mi sono diplomato “Liutaio restauratore”. Da Raspagni sono poi tornato molte volte con i miei primi strumenti ricevendo sempre preziosi consigli. |
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