NOTE DI METODO

 

 SULLA TECNICA DEL BARRE’

             (Terza  parte)

                                                                                           a cura di Mauro Storti

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Casella di testo: Esercizi per lo studio del barrè

   Per quanto su esposto, si può concludere che l’esecuzione di un efficace barré non dipende tanto dalla forza impiegata per premere le corde quanto da alcuni altri fattori essenziali che sono:
   la disposizione perfettamente frontale del dito 4;
  la sua disposizione perfettamente parallela alla barretta;
  la sua collocazione a ridosso della barretta (quasi sopra ad essa);
  la disposizione perfettamente allineata delle due o tre falangi 
  interessate.
  la più opportuna disposizione sulle corde delle due protuberanze 
  articolari.

Per acquisire una buona tecnica del barré non è dunque necessario né sufficiente  il solo ostinato e protratto esercizio della forza, ma occorre praticare  uno studio che tenga nella debita considerazione ciascuno dei punti sopra elencati abbandonando l’assurda e faticosa pratica “muscolare” ideata da Tárrega e fatta propria dal Pujol (Escuela razonada de la guitarra, Libro II, Lez.XV, Ricordi B.A.), dal Sagreras (Tecnica superior de guitarra, Esercizio n.9, Ricordi B.A.), dal Prat (Escalas y arpegios de mecanismo tecnico, Ricordi B.A.) e, sulle loro orme, da numrosi altri  illustri Maestri.
Un graduale e più razionale avvio alla pratica del barré viene proposto nella Lezione XIX del testo Il Dominio delle corde (Es.1) in cui, abbandonando il concetto di staticità e dando alla forza non più importanza di quanta gliene competa, viene posto in primo piano l’esercizio di collocare ripetutamente il dito a barré prestando tutta l’attenzione alla sua direzione, alla prossimità alla barretta, all’allineamento perfetto delle falangi e alla più opportuna dislocazione delle protuberanze articolari.

Es.1 - Il dominio delle corde, Lez:XIX. Sviluppo iniziale del modulo n.1. 

   I sei esercizi modulari, applicati inizialmente a coppie di corde vicine, vengono sviluppati fino ad interssare tutte le coppie di corde senza che ne derivi il benché minimo affaticamento della mano. Inoltre, il gioco alterno e ripetuto di distendere e togliere il dito per eseguire alcune note successive, produce l’ulteriore effetto di conferire stabilità alla mano riducendo al minimo l’oscillazione del polso necessaria per realizzare con velocità e precisione la concatenazione di figure con e senza barré (fig.46).




    INDICE

  Prima parte

  Seconda parte

  Terza parte



4 Non manca chi sostiene l’idea bizzarra che il dito debba venir collocato lievemente prono sul fianco 
   sinistro. Il lettore curioso che ci provasse non potrebbe che prendere atto dell’insorgere di una grave 
   limitazione nella funzionalità delle altre dita, in particolare del mignolo, risultante dal  loro inevitabile 
   scostamento dalla tastiera.    
Casella di testo: Il Maestro di Chitarra