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Casella di testo:

 

NOTE DI METODO

 

TECNICA CONTRAPPUNTISTICA

             (prima parte)

                                                                                           a cura di Mauro Storti

Casella di testo:

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Casella di testo:    Premessa.

   Delle quattro forme strutturali che può assumere la musica per chitarra, ossia melodia, armonia, contrappunto e melodia accompagnata, quella quasi totalmente ignorata nella metodologia di base perché considerata a giusto titolo  di difficile realizzazione, è la forma contrappuntistica. Tanto nei metodi classici quanto in quelli più recenti, il primo approccio  allo  studio  della  chitarra  è  affidato  di  massima  alle  strutture  armonico- melodiche, e se mai la  struttura  contrappuntistica fa la sua comparsa, essa è del tipo misto che richiede un limitato impegno della mano sinistra in quanto consistente in un semplice ordito di bicordi per terze, seste, ottave e decime, e in una persistente trama di corde a vuoto.
Per trovare passi di contrappunto melodico puro di ben maggiore impegno, in quanto realizzato interamente con note tastate, bisogna arrivare alle soglie del quinto anno di studio con le trascrizioni di pagine di un certo rilievo per liuto barocco o tastiera, e con le composizioni di autori moderni non chitarristi.
Sotto l'aspetto strumentale, la realizzazione del contrappunto melodico puro richiede, oltre ad una corretta  predisposizione frontale della sinistra, il più perfetto e sensibile meccanismo tecnico di entrambe le mani: per la sinistra la massima rapidità e precisione
nelle variazioni di assetto nonché l’assoluta indipendenza e sensibilità di ogni singolo
dito 	all'entità 	della 	pressione 	occorrente 	nelle 	diverse 	condizioni di curvatura, inclinazione,  divaricazione  e  contrazione;  per  la  destra  la  massima  disinvoltura nell’attacco estemporaneo delle corde nonché la capacità di conferire il più appropriato rilievo dinamico ad ogni singola voce.
È evidente che tali e tanto delicate abilità delle mani non sono di facile acquisizione, tanto più se nei primi anni di studio l’insistenza esclusiva su esercizi e studi del primo repertorio ottocentesco finisce per conferire alla destra la tipica dislocazione stretta delle dita (ppp/ima) e alla sinistra un assetto fondamentalmente obliquo e statico.
Qui più che mai bisogna riconoscere che“lo scoglio principale risiede nella difficoltà
di  far  passare  le  eccezioni  prima  delle  regole,  nel  formare  delle  mani  in  vista  di prodezze rare o di posizioni particolari quando ancora le basi di una pratica stabile e agevole non sono assicurate” (A. Dumond).
In  mancanza  di  un  appropriato  repertorio  didattico  di  elementare
semplicità,  è giocoforza ricorrere alla pratica precoce di esercizi e pezzi di contrappunto puro capaci di indurre  la  mano  ad  assumere  uno  stabile  assetto  frontale  volto  ad  accelerare  il naturale processo di sviluppo  della sua abilità in vista di un futuro approccio ad una letteratura musicale di livello superiore. 

Sull’azione della mano sinistra

L’estemporanea  coincidenza verticale di note appartenenti a più voci in contrappunto si può concretizzare sulla chitarra in una successione di figure vincolate o transitorie.
Le prime sono di carattere statico in quanto formate da dita che premono le corde contro il manico simultaneamente e  con forza uniforme (fig.1). La concatenazione di figure vincolate richiede un ovvio allentamento della forza di pressione che produce fatalmente una più o meno breve interruzione di tutti suoni.

Fig.1 – Frammento di contrappunto armonico realizzato con una concatenazione di figure
             vincolate.
 
Le figure transitorie, di carattere dinamico, sono generate dall’azione differita nel tempo dei singoli poli, e  pertanto l’interruzione conseguente alla loro concatenazione può risultare solo parziale qualora esse contengano note comuni in grado di assicurare la continuità di alcuni suoni (fig.2). Ciò richiede che ogni dito sia in grado di muoversi in maniera dissociata, staccandosi dalla corda o rimanendo in pressione su di essa pur ruotando, distendendosi o  ripiegandosi in piena autonomia gestuale rispetto alle altre dita.

Fig.2 – Frammento di contrappunto  melodico puro realizzato con una concatenazione di 
           figure transitorie. 


Sull’azione della mano destra

Il gioco digitale della mano destra risultante dall’esecuzione di tratti contrappuntistici si configura come una concatenazione di figure somiglianti ad arpeggi ma, di massima, non riconducibili ad alcuna delle classiche formule “standardizzate” sia strette che late: si  tratta  di  arpeggi  melodici  in  contrappunto 1   consistenti  nell’alternanza  casuale  di passaggi diritti e rovesci delle dita ima in opposizione al pollice.

La caratteristica peculiaredi tali arpeggi consiste nell'inversione dell'azione digitale rispetto a quella degli arpeggi armonici tradizionali: in questi le dita ima agiscono sulle corde con un’angolazione stabile mentre il pollice gioca sulle corde basse; negli arpeggi melodico-contrappuntistici, al contrario, le dita ima agiscono modificando di continuo la curvatura e l’angolo di attacco mentre il pollice insiste in maniera pressoché stabile sui bassi.
Osservando  la Fig.3 si può notare come l’esecuzione dell’Allegro bachiano si traduca per la destra nella concatenazione di  arpeggi melodici di varia forma, come evidenziato nei due pentagrammi sottostanti.


Fig.3 – J.S.Bach (Storti), frammento dell’Allegro BWV998 con la sottostante    
           configurazione degli arpeggi melodici risultanti.




                                                                     Continua...






1 M. Storti, 120 Arpeggi melodici  (lavoro incluso nel vol. II del manuale  Scuola della chitarra).