Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Il Maestro di Chitarra

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INDICE

Introduzione. Partizione dell' operetta

SEZIONE I - Educazione psichica

Premesse esplicative

Male abitudini e rimedi per esse

Mancanza di metodo nello studio e principali

inconvenienti che ne derivano (mancanza di

chiarezza nel canto a più parti ed esercizio

correttivo)

Difficoltà di raggiungere il tempo giusto

Osservazioni conclusive

SEZIONE II - Educazione fisica

Generalità, respirazione

A) Tecnica della mano destra

Uso dell’anulare.Tremolo.

Consigli per chi proviene dalla pratica di

Accompagnamento. Armonici ottavati

Tecnica della mano sinistra

Con­siderazioni di carattere generale: la musica di Sor

Il barré: Sor, Legnani e Mozzani;

Uso delle legature  

Accordatura della chitarra .

Edizioni commentate

Formazione del programma

Studi ed esercizi

Osservazione conclusiva

 

   PICCOLO MONDO ANTICO…

 

Fermenti e tormenti del mondo chitarristico italiano

nella prima metà del Novecento. (ottava  parte)

 

                                                                                              Mauro Storti

 

    

BANDO DI CONCORSO

        (La chitarra, Anno I n.11 – Giugno 1934)

 

 

E' indetto un concorso per una

 

APPENDICE A TUTTI I METODI DI CHITARRA

 

la quale dovrà essere una breve guida per l'interpretazione e l'esecuzione della musica moderna, allo scopo di mettere il chitarrista in condizione di raggiungere una preparazione atta ad eseguire le opere dei compositori moderni.

La guida suddetta, oltre a brani musicali, dimostrativi, deve contenere chiare norme didattiche ed esempi tolti dai maggiori moderni e modernissimi compositori della chitarra. Sarà anche un requisito di merito se conterrà nuove soluzioni armoniche che aprano la via a possibilità compositive finora ignorate, per chitarra.

I lavori dovranno essere trasmessi alla Direzione musicale della rivista “La Chitarra” in Bologna, non più tardi del 31 Marzo 1935. Il lavoro migliore sarà premiato con una somma di denaro (a seconda dell' entità del lavoro) e pubblicato a spese della suddetta rivista.

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I requisiti richiesti da un tale ambizioso progetto si rivelarono tanto utopistici che,  in alcuno dei  60 numeri de La chitarra apparsi successivamente, v’è notizia di qualche lavoro inviato in risposta al bando.

Sembra che soltanto Mario Giordano, quello stesso della “nuova aurora”, ci abbia provato con un opuscolo dal titolo CONTRIBUTO ALLO STUDIO DELLA CHITARRA, introduzione e sèguito di tutti i metodi, ma scorrendone l’indice si può rilevare come l’ambiziosa “operetta” non sia in realtà che una compilazione di più o meno condivisibili considerazioni e consigli sulla chitarra e sul chitarrista in genere.

Di “brani musicali, dimostrativi; di norme didattiche ed esempi tolti dai maggiori moderni e modernissimi compositori della chitarra; di nuove soluzioni armoniche che aprano la via a possibilità compositive finora ignorate, allo scopo di mettere il chitarrista in condizione di raggiungere una preparazione atta ad eseguire le opere dei compositori moderni” nemmeno l’ombra! E’ dunque molto probabile che i “dottori” della redazione de La chitarra, ritenendo evidentemente se stessi incapaci di fornire tali informazioni ai lettori della rivista e avendo ben compreso che neppure il lavoro dell’entusiasta e coraggioso Mario Giordano aveva centrato il bersaglio, abbiano deciso di non promuoverne la pubblicazione, che tuttavia venne dato alle stampe nel 1936 dalle Edizioni A.Vizzari di Milano.

In conclusione si può dire che La chitarra ha costituito, nella prima metà del Novecento, un importante fattore di aggregazione, promozione e acculturazione per i tanti cultori della chitarra classica sparsi in tutta Italia, ma il suo apporto sul versante della didattica strumentale è stato pressochè insignificante. Malgrado alcune menti più illuminate fossero giunte a prevedere che il “germoglio del seme piantato da Tárrega sarebbe diventato tronco robusto”, e  sentire l’inderogabile urgenza di un rinnovamento, l’impresa di scuotersi dalle spalle il pesante fardello di una secolare eredità della quale la scuola chitarristica italiana andava ancora estremamente fiera, si presentava, in effetti, delle più ardue.

 

Soltanto a partire dagli anni ‘50, i pochi fortunati che avranno la possibilità di  seguire i corsi di Segovia presso l'Accademia Chigiana di Siena e "rubare" qualche segreto della sua arte, saranno in grado di assumere la veste di apprendisti insegnanti, pur non avendo da proporre ai propri allievi, Scale di Segovia in una mano e Studi di Sor-Segovia nell'altra, che un metodo puramente imitativo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

         

                                                                                     

 

 

                                                                                    

 

 

                                                                                     

                                                                      

 

                                                                          

 

                                                                             

 

 

                                                                            Mauro Storti

 

Piccolo Mondo Antico

 

 

Prima  parte

 

Seconda parte

 

Terza parte

 

Quarta parte

 

Quinta parte

 

Sesta  parte

 

Settima  parte

 

 

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