SCHEDE TECNICHE

Propedeutica

 

 

 

 

SUL PRIMO APPROCCIO POSTURALE DEI BAMBINI

                                                    A cura di Mauro Storti

 

 

La corretta impostazione iniziale della mano destra assume una rilevanza particolare quando si tratti di principianti di età compresa fra i 6 e gli 8 anni poiché l’esperienza insegna che risulta assai difficile correggere difetti acquisiti inizialmente e consolidati nel tempo.1 L’evoluzione dell’allievo bambino è imprevedibile e, se è augurabile che crescendo prosegua nello studio della chitarra, occorre evitare che egli assuma difetti posturali che a posteriori possano risultare di intralcio ad un regolare e proficuo proseguimento negli studi.

   Osservando la posizione ortodossa del chitarrista classico adulto (Fig. 5  e 6) si possono evidenziare i principali ostacoli per i quali essa risulta difficilmente praticabile quando la si voglia fare assumere ai bambini.

   Se è risaputo che “i piccoli sono troppo dissipati per costringersi a tenere le mani nella posizione che si è indicata loro” 2, è ancor più improbabile che oltre a tenere le mani in un certo modo, essi possano:

· mantenere una postura corporea fisiologicamente corretta e tale da consentire una disposizione funzionale dello strumento;

· tenere ben divaricate le gambe sollevando la sinistra con un poggiapiede;

· reggere saldamente lo strumento, sbilanciato e scivoloso, con la sola pressione di un braccio;

· disporre e mantenere le braccia e le mani con precise angolazioni;

· muovere le dita con la massima libertà evitando ogni irrigidimento;

· tastare e toccare le corde “alla cieca” poiché la disposizione verticale dello strumento consente unicamente la visione della sesta.3

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Fig.5 - V. Gascon: Método moderno para guitarra.                 Fig.6 - F. Sor: Méthode pour la guitare.

 

   Una tale complessità posturale e operativa non può che generare nei bambini una serie di effetti negativi particolarmente contrari alla delicata e corretta impostazione della mano destra.   In effetti, il naturale impulso a cercare di vedere le singole corde induce l’allievo ad inclinare eccessivamente lo strumento che rischia così di sfuggirgli. Per evitare che ciò accada, egli tende ad appiattire l’avambraccio e a premerlo  sulla tavola armonica per consolidarne la tenuta. La curvatura introversa del polso che ne consegue si traduce in  un ripiegamento a gancio delle dita che, aggiunto al timore di toccare le corde sottostanti, consente di effettuare unicamente tocchi di trazione frontale dalle pessime qualità dinamiche e timbriche.

L’ormai collaudato impiego della chitarra preparata con Tuffarello e Funambolina 4 per gli allievi di 6/8 anni ha dato luogo alla comparsa di un prezioso e sorprendente “effetto collaterale” prodotto dalla disposizione orizzontale dello strumento. 

In effetti, con tale disposizione la tenuta dello strumento non richiede alcuno sforzo né particolari condizioni posturali; la visibilità delle corde è totale e le dita, naturalmente distese, possono  toccare qualunque corda senza alcun vincolo per il braccio né alcun cedimento passivo della falangetta: l’azione di affondare con il tocco appoggiato le corde libere o preparate con i ponticelli diventa facile naturale e analoga in tutto e per tutto a quella di affondare i tasti di un pianoforte (Fig.7.8).

   Con la ripetizione agevole e assidua degli attacchi l’allievo finisce per acquisire, dopo qualche tempo, una spontanea e corretta impostazione della mano destra. Tale effetto è prodotto per via sensoriale dal graduale instaurarsi nei polpastrelli di un’impronta tattile dinamico-direzionale che, per un bisogno istintivo di sicurezza, l’allievo è indotto a ricercare ad ogni tocco e che, consolidandosi con la pratica ripetitiva, non verrà meno neanche al momento in cui, per eseguire le prime note tastate, dovrà necessariamente disporre la chitarra in assetto verticale (Fig.9).

 

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                       Fig.7                                                   Fig.8                                                Fig.9

 

 

                                                                                           Mauro Storti

 

 

 

1 Vedasi l’articolo: La chitarra nella propedeutica musicale.

 

2 F. Couperin: L’art de toucher le clavecin.

 

3 L’inclinazione della chitarra verso il petto deve essere tanto lieve che l’allievo, seduto
   normalmente, non possa vedere le corde, poiché fin dall’inizio deve abituarsi a individuarle al tatto    
   con entrambe le mani, come dovrà fare in seguito con precisione dovendo occupare la vista per
   leggere la musica
” (D. Aguado: Método para guitarra).

 

4 Ed. Casa Musicale Eco. Si noti che il contenuto musicale del testo su citato è costruito al 90% con
   l’impiego dei ponticelli, per cui è utilizzabile quasi per intero senza l’uso della mano sinistra. In modo
   analogo possono venire utilizzati, per principianti dai 9 anni d’età, gli esercizi sulle corde a vuoto (dal
   n.1 al n.26)
del Primo libro di chitarra (Ed. Carisch).

 

 

   N.B. Non è da escludersi a priori che genitori impazienti di sentire i loro bambini suonare accordi o canzonette mostrino qualche riserva sull’adozione di un tale insolito metodo di approccio, ma spetta agli insegnanti evidenziare che la prestanza fisica dei piccoli allievi non consentirebbe di impiegare la chitarra in maniera normale e che l’uso dello strumento sulle ginocchia, protratto solo per un tempo limitato, risponde a precise e importanti finalità didattiche.

Casella di testo: Il Maestro di Chitarra

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