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ROMOLO FERRARI ed il concerto del Prof. Mozzani
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Mauro Storti |
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Concerto dell’illustre prof. Mozzani.
Nella sera del 19 Maggio 1923 la Società Mauro Giuliani ha registrato il concerto più interessante dell'annata. Tutti gli affettuosi amici della chitarra, si sono raccolti nella sede sociale per partecipare al più grande degli avvenimenti artistici già preannunciati dall’attiva Direzione per i concerti. La più sincera devozione e l'entusiasmo impaziente esisteva in noi, già preparati ad udire l'unico meraviglioso artista nel nostro genere. Mozzani, per la sua fama mondiale era già noto a tutti quale imparagonabile domatore delle più ardue e spaventevoli difficoltà che lui sa addomesticare con le sue mani maestre in modo da trasformarle in semplici trastulli. Ancora sapevamo che egli è il mago portentoso dei segreti più reconditi dello strumento, che può con esso confidarsi in intima familiarità, ebbene l'immaginazione e la fantasia della nostra mente è stata tratta in inganno; il Mozzani ha saputo sorpassare anche il massimo di ciò che si era pensato sul suo virtuosismo. Dopo l'esecuzione non si parlava più di un poderoso artista ma assolutamente di un fenomeno del globo terrestre che, per merito della natura, emana a noi tutto ciò che di più soave ed incantevole può offrire l'arte dei suoni. Avete mai provato a socchiudere gli occhi, durante il famoso intermezzo del Siegfried dell’immortale Wagner, ebbene non vi sembra talvolta di sentirvi trasportati in mezzo ad un incantevole luogo celeste? Il Mozzani vi fa provare queste alte emozioni; l'atto meccanico delle dita sull'istrumento scompare in mezzo alla vertiginosa successione di suoni e di modulazioni che per la loro dolcezza formando una pioggia fine che si scatena nel fortissimo come un turbine violento d’acqua. Egli ha eseguito nientemeno che Paganini sulla chitarra, sembra strana la mia frase, ma le sue dita trillavano sulle acrobatiche variazioni che Luigi Legnani scrisse imitando l'arte del compagno suo Nicolò. Mozzani volle ancora aggiungere effetti nuovi con tecnica ancor più complicata e di effetto brillantissimo. L’arte risaltava continuamente dal delicato ed espressivo modo di fraseggiare il tema in mezzo al numero immenso dei suoni nelle complicate variazioni. Ci siamo lnfatti convinti che il concerto del nostro illustre Presidente rimarrà quale impressione perpetua nella mente di chi ebbe la fortuna dl ascoltarlo, ed incancellabile a tutti gli scrittori degli artisti celebri. Questa audizione ha resa la più grande utilità a quegli studiosi del nostro amato strumento che sentono vivo lo stimolo dell’imitazione ma io immagino che imitare l’impossibile sia l’unico tentativo inutile; si potrà sì raggiungere un punto di maggiore perfezione, ma artisti all’altezza del Mozzani si nasce per offerta spontanea della natura che regala solo a certi esseri una particolare inestimabile dote. Cerchiamo noi piuttosto di tenerci ben uniti dimenticando le discordie e le piccinerie le quali tentano soltanto di infrangere la nuova vita chitarristica italiana e nella nostra schiera sia sempre al primo posto il grande Maestro, l’unico uomo che possa rappresentare anche per l’avvenire la nostra grande arte in qualunque luogo del mondo.
Prof. ROMOLO FERRARI, Modena 1924
Mauro Storti
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