Casella di testo: Recensioni

La Suave Melodia

Lorenzo Micheli - Matteo Mela

Massimo Lonardi

 

                                                           Stradivarius2008

 

Il presente sito non costituisce testata giornalistica, né ha carattere periodico, essendo aggiornato in relazione alla disponibilità e alla reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale, ai sensi della Legge n. 62 del 7-03-2001. Le fotografie pubblicate su questo sito, salvo diversa indicazione, sono copyright dei legittimi autori.

A volte, nel corso di una giornata, torna la voglia, come cantava Battiato, di tornare a vivere a un’altra velocità. Un ritmo meno concitato, un tempo più rilassato, per meglio gustare le cose e vivere in modo pieno la vita. Non è facile, anzi è molto difficile, pressati come siamo da mille impegni, ma a volte succede che qualcosa, l’incontro con una persona speciale, una lettura interessante o un ascolto particolare ci aiutano a rientare su una giusta carreggiata.

 

E’ il caso di “La Suave Melodia”, ovvero l’ultima uscita della Stradivarius, casa discografica particolare nel panorama italiano che è riuscita a diventarne un punto di riferimento grazie a delle scelte coraggiose: cd monografici, monografie dettagliate anche di autori poco famosi ma di indubbio valore, prime o nuove esecuzioni moderne di partiture antiche da tempo dimenticate o sottovalutate.

 

Il cd, in edizione cartonata con annesso libretto di 26 pagine in italiano e in inglese, tratta musiche del Seicento italiano, suonate con meravigliosa dedizione da Massimo Lonardi all’arciliuto, Matteo Mela alla chitarra barocca e Lorenzo Micheli alla tiorba e chitarra barocca. Gli autori trattati sono Andrea FALCONIERI, Giovanni Girolamo KAPSBERGER, Giulio BANFI, Girolamo FRESCOBALDI e Alessandro PICCININI, sono 29 tracce per quasi 66 minuti di musica dolce e soave.

 

Ciò che traspare da queste musiche, magistralmente eseguite dai tre interpreti, è la loro assoluta contemporaneità, è musica del ‘600 e sembra arrivare attraverso un quantum leap temporale eppure fin dal primo ascolto suona familiare, intima e racconta la vita, anche la nostra attraverso le emozioni che riesce a suscitare: gioia, malinconia, ironia, tristezza e soprattutto la vita stessa, che traspare e scorre tersa e limpida nelle note dei tre interpreti.

E’ un flusso, una corrente di musica che ti avvolge e sembra ricordarti che esiste un’altra bellezza, discreta, forse nascosta ma così intima da farti sorridere e lasciarti alla fine dei 66 minuti sazio e appagato. La vita di tutti i giorni torna a chiamare, per fortuna esiste il tasto re-play … click.

Registrazione semplicemente ineccepibile.                                                                                                                                                                                                                                                                        

Empedocle70

Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: