Casella di testo: Il Maestro di Chitarra
SCHEDE TECNICHE

Grado avanzato

 

L'esecuzione di un buon tremolo esige allo stesso tempo velocità, perfetta regolarità di scansione delle note e plasticità dinamica. Premesso che per acquisire la velocità non v'è di meglio che lo studio intensivo delle più diverse formule di arpeggio1, rimane la provata difficoltà di realizzare un tremolo perfettamente regolare, difficoltà che trae origine da due fattori concomitanti: in primo luogo, il reiterato spostamento del pollice su corde diverse, che produce una continua modificazione della curvatura delle dita a m i alterandone la direzione d'attacco e generando, di conseguenza, spinte attive (dei muscoli) e reattive (delle corde) sempre cangianti e di difficile controllo; in secondo luogo, l'impiego della figura di allineamento a m i che, dotata di naturale scorrevolezza e pertanto favorevole all'elevata velocità, possiede un suo fisiologico senso direzionale dinamico e agogico determinato dalla partenza con a, dito debole e lento, e dall'arrivo con i, dito forte e veloce. Senza un preciso controllo, tale figura va soggetta ad un moto crescente ed accelerato verso il dito i che finisce per acquisire un indebito accento e produrre un effetto di galoppo verificabile facilmente anche solo tamburellando su di un tavolo.

Un'ottima tecnica del tremolo si può acquisire con lo studio delle lezioni XV e XVI del testo L'arte della mano destra2 nelle quali figurano appropriati e graduali esercizi finalizzati al perfetto controllo della regolarità di scansione e alla sensibilizzazione di ogni singolo dito alle variazioni direzionali e dinamiche causate dallo spostamento del pollice.

Circa la lezione XV: Studio per la regolarità di scansione negli arpeggi, con la pratica assidua, scrupolosa, metodica, aderente ai valori metronomici indicati e nel rispetto rigoroso delle pause, lo studente giunge a controllare la forza di ciascun dito e l'istante preciso di attacco dei suoni, dando vita ad una scansione regolare e brillante.3

L'esercizio proposto, incentrato sulla sola formula digitale ami 4, consta di una breve frase divisa in tre sezioni (Fig.1, 2, 3) da studiare in successione e senza soluzione di continuità applicando un forte tocco teso alla voce acuta e un leggero tocco libero ai bassi.5 Le note ribattute devono risultare, all’ascolto, di forza e timbro uniformi al punto da non potersi distinguere il dito con il quale vengano prodotte.

E' molto importante, ovviamente, curare la corretta sagomatura delle unghie.

Fig.1 – Lezione XV (battuta 1): diteggiature della prima sezione.

 

 

 

Fig.2 – Lezione XV (battuta 1): diteggiature della seconda sezione.

 

 

                                      

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fig.3 – Lezione XV (battuta 1): diteggiatura della terza sezione.

 

 

 

Lo studio va condotto iniziando col ripetere tre volte la prima sezione a duine, con le tre diteggiature indicate e alla velocità di 88 alla semiminima, per poi proseguire senza interruzione con la seconda sezione a terzine, da ripetere con le quattro diteggiature indicate e alla velocità di 63 alla semiminima, per finire con  la terza sezione a quartine, da eseguire una o più volte con la diteggiatura indicata, alla velocità iniziale di semiminima 52.

   Per il successivo graduale aumento della velocità, che si otterrà lavorando sempre parallelamente sulle tre sezioni, basterà attenersi alla tabella di Fig.4, tenendo presente che sarà necessario osservare diligentemente anche tutti i valori metronomici intermedi non espressamente indicati (ad esempio, i tre passi successivi al primo saranno: 92-66-54; 96-69-56; 100, 72, 58; e così via).

Va osservato che la progressiva riduzione dei valori metronomici indicati nella tabella per ciascuno dei tre frammenti da eseguire consecutivamente (88-63-52), è espressamente studiata per mantenere pressoché costante la velocità delle dita ad ogni livello di studio: iniziale, intermedio o finale.

 

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Fig.4 – Tabella dei valori metronomici.

 

   Per ottenere un effettivo e consolidato progresso nella velocità, occorre attenersi rigorosamente per il tempo necessario su ognuna delle tappe metronomiche, evitando di “slittare” da una tacca alla successiva senza avere prima raggiunto la perfezione al valore inferiore. La velocità finale potrà ovviamente spingersi anche oltre il valore ultimo di semiminima 72.

 

   Quanto alla lezione XVI: Studio sulla forza di pressione, la pratica altrettanto scrupolosa, metodica e aderente ai valori metronomici permette allo studente di utilizzare il tocco teso in maniera “plastica” ossia affondando più o meno le corde per conferire alla musica, con il crescendo e il diminuendo, una vera e propria “terza dimensione” di “profondità” variabile, quale si addice ad un tremolo che si voglia plastico.6

 

                                                                      Mauro Storti

 

 

1 M.Storti: La nuova tecnica degli arpeggi, 136  formule classiche e moderne con cadenze  
    melodiche
(Casa Musicale Eco, testo italiano-inglese).

 

2 M. Storti: L'arte della mano destra, tecnica fondamentale del tocco (Carisch, testo italiano-
    inglese).

 

3 N.B. Poste le tre dita in pressione sulle corde, si deve dare inizio all'arpeggio staccando,
    nell'ordine indicato,
un solo dito per volta (sembra facile!).

 

4 Non mi sembrano appropriati quegli esercizi nei quali si utilizza la figura inversa ima con i suoi
   due rivolti
mai- aim: non è ancora stato dimostrato che per correre veloci in avanti sia utile
   esercitarsi correndo all'indietro.

 

5 La frase proposta nel testo è un breve frammento (scelto per alcune sue caratteristiche particolari) tratto
   da
Preghiera di J.K. Mertz e rielaborato a tremolo. Può ovviamente venire utilizzato un altrettanto breve
   frammento tratto, ad esempio, da
Feste Lariane di L. Mozzani.

 

6 E’ noto che la versione originale di Recuerdos de la Alhambra, inizia con quattro forcelle che indicano
   chiaramente la volontà dell'autore di effettuare per l'appunto un tremolo "plasticamente" dinamico, cosa
   che non si può ottenere con un tocco libero che, per quanto possa risultare regolare e veloce, sarà
   sempre dinamicamente piatto e poco sonoro per l’impossibilità di tirare le corde oltre un certo limite.

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Sul tremolo.