Casella di testo: Il Maestro di Chitarra

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Carisch, 1997

SCHEDE TECNICHE

Grado avanzato

 

II Corso

PRIMO CONTRAPPUNTO

 

Potrebbe sembrare improprio parlare di "arte" di una mano, la sinistra, destinata essenzialmente a preparare i suoni per la destra. A ben vedere, tuttavia, questa "serva padrona" è chiamata ad eccellere in un'arte nobile e difficile strettamente correlata alla musica: la danza. Se è vero, infatti, che "il gioco strumentale è danza" e che "la tecnica propriamente musicale consiste nel danzare e nel mimare la musica per mezzo dello strumento" (G.Brelet), è evidente che sulla chitarra il gesto musicale più costruttivo e visibile è di competenza della mano sinistra.

Si è generalmente portati a considerare gesto musicale unicamente quello ampio ed appariscente determinato dallo scorrimento della mano lungo il manico ma non va dimenticato che esiste un gesto musicale più nascosto ma di rilevanza fondamentale che si realizza "in posizione" per creare e concatenare le figure transitorie melodiche, armoniche e contrappuntistiche.1

Delle quattro forme strutturali che può assumere la musica per chitarra, ossia melodia, armonia, contrappunto e melodia accompagnata, quella quasi totalmente ignorata nella metodologia di base perché considerata di difficile realizzazione è la contrappuntistica. Tanto nei metodi classici quanto in quelli più recenti, il primo approccio allo studio della chitarra è affidato massimamente alle strutture melodiche (scale) e armoniche (arpeggi e accordi) mentre la struttura contrappuntistica vera e propria, che fa la sua comparsa con l'utilizzo di bicordi per terze, seste, ottave e decime, viene realizzata per lo più con l'impiego prevalente delle corde a vuoto, ossia con un limitato lavoro della mano sinistra. Per trovare passi di contrappunto melodico "puro", ossia realizzato interamente con note tastate,2 bisogna arrivare alle soglie del quinto anno di studio con le trascrizioni di pagine liutistiche o tastieristiche di un certo rilievo o con le composizioni di autori moderni non chitarristi. Sotto l'aspetto strumentale, la realizzazione del contrappunto melodico puro richiede il più perfet­to e sensibile meccanismo tecnico della mano sinistra:

-  rapidità e precisione  nelle variazioni di assetto;

- indipendenza e sensibilità di ogni singolo dito all'entità della pressione occorrente nelle diverse condizioni di curvatura, inclinazione, divaricazione e contrazione.

È evidente che tale e tanto delicata abilità della mano sinistra non è di facile acquisizione, soprat­tutto se nei primi anni questa viene addestrata a premere con una forza indifferenziata delle dita figure accordali vincolate (come negli Arpeggi Op.1 di Giuliani o nei Preludi Op. 114 di Carulli) e a lavorare prevalen­temente in assetto obliquo sul repertorio ottocentesco.

Ho già espresso altrove l'idea che la mano è come un "animale intelligente" che, se debitamente adde­strata mediante stimoli elementari ed univoci, riesce a svolgere i compiti più complessi con assoluta efficacia e naturalezza. In mancanza di un repertorio didattico che risponda a tali requisiti di elementa­re semplicità, è dunque più che giustificato il ricorso ad esercizi appropriati che, configurandosi come veri e propri "alimenti", siano in grado di accelerare il processo di sviluppo della sua abilità. Al di là della finalità specifica, la pratica precoce di esercizi contrappuntistici è estremamente utile al fine di una corretta impostazione della mano sinistra e di una sua migliore funzionalità.

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1 Cfr. M. Storti, Trattato di chitarra, Nuova Carisch, 1994; Cap. 32.

2 Per maggiori chiarimenti, vedasi: M. Storti, Op. cit., Cap. 127

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