Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Casella di testo: Il Maestro di Chitarra

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SCHEDE TECNICHE

Propedeutica

LA CHITARRA PREPARATA

 

Dopo  la pubblicazione di ESTUDIANTINA, 40 pezzi per esercitazioni collettive di chitarra,1 con cui giungeva a compimento il progetto concreto di un impianto metodologico finalizzato  all'insegna­mento collettivo della chitarra ai bambini al disopra degli otto anni, rimaneva da scoprire se esistesse una possibilità di  utilizzarla al disotto di tale età, come strumento per la propedeutica musicale alla pari con  il flauto dolce, il tamburello, la melodica o il metallofono.

Putroppo, quei consapevoli musicisti-educatori che avevano da tempo compreso la necessità di scrollarsi di dosso la loro sudata ma spesso inutile professionalità strumentale per muovere alla ricerca di nuovi itinerari didattici, avrebbero cercato invano qualche traccia della chitarra nelle metodologie Dalcroze, Kodaly, Willems e Orff.2 Si deve in effetti riconoscere che il grave ostacolo da superare era l’impossibilità, per un bambino di 6/7 anni, di reggere lo strumento, premere le corde con una forza adeguata e acquisire una tecnica complessa, per quanto di grado elementare. L’ostacolo fu aggirato con la mia invenzione di un sistema di ponticelli mobili che, opportunamente inseriti sotto le corde, consentivano di realizzare con grande immediatezza e con  l’impiego della sola mano destra, brevi composizioni melodiche in tutti i toni e modi, ostinati, accordi e arpeggi per l'accompagnamento di poesie, filastrocche, danze e canti popolari, brani di tipo orchestrale, improvvisazioni e speciali effetti sonori per la sonorizzazione di fiabe e azioni sceniche.3

Un tale strumento, non ancora identificabile con la chitarra vera e propria ma più simile ad un salterio a corde percosse o pizzicate, risultava in grado di offrire varie prestazioni in qualità di:

idiofono, in quanto la cassa dello strumento è un grande risonatore le cui pareti di vario spessore suddivise in settori di diversa ampiezza sono in grado di emettere suoni e rumori dalle altezze e dai timbri più svariati;

cordofono, in quanto le corde sono in grado di fornire molteplici prestazioni melodiche, armoniche e timbriche per la possibilità di variare a piacimento tanto la lunghezza che la tensione di ciascuna di esse, ricavandone suoni con diverse modalità di "preparazione", di pizzico e di percussione;

membranofono, poichè considerando le corde come tratti concreti di un’ideale membrana, il complesso corde-cassa viene a configurarsi come un vero e proprio tamburo a suono non solo determinato ma variamente determinabile con un opportuno inserimento di ponticelli.

Malgrado la disponibilità di soli sei suoni, quante sono le corde, il "prodotto misicale finito” può essere di notevole rilevanza se si raggruppano più chitarre e si sanno sfruttare con fantasia tutte le numerose e sorprendenti risorse timbriche disponibili.

Quanto alla resa sotto il profilo sonoro, sono da sottolineare tanto la perfetta intonazione e calibratura dei suoni quanto la discrezione della sonorità che non è mai tale da ingenerare quel volgare fracasso che spesso caratterizza certe esibizioni scolastiche ma, contenuta entro limiti discreti, è un vivo stimolo per l'attenzione u­ditiva tanto di chi suona quanto di chi ascolta: quasi un piacevole e ripo­sante richiamo al valore del silenzio.

Si aggiunga che per la semplicità di manipolazione dei ponticelli e di alcuni altri piccoli marchingegni, la chitarra a corde preparate è da considerarsi uno strumento privilegiato per sviluppare nei ragazzi la manualità e la creatività attraverso la ricerca melodica, armonica e timbrica e le pratiche della variazione e dell'improvvisazione.4 Per tali sue caratteristiche, essa risponde pienamente  agli intendimenti dei programmi ministeriali della didattica musicale nella scuola primaria che preconizzano:"l'apprendimento di strumenti che consentano faci1mente al bambino una immediata gratificazione; l'esecuzione di brani musicali con strumenti di facile uso, collegati a rappresentazioni gestuali e mimiche, a forme di teatro danzato e alla elaborazione di altri progetti e attività di spettacolo; la manipolazione di strumenti e oggetti sonori per scoprirne le caratteristiche e le modalità d'uso; la simbolizzazione di suoni e rumori con l'invenzione di forme spontanee di notazione ecc."

La chitarra, strumento oggi assai diffuso e più facilmente reperibile di un qualsiasi "pezzo" dello strumentario Orff costituisce indubbiamente, nella modalità preparata, il sistema di approccio alla musica più accattivante e immediato dopo quello del canto per imitazione.

 

Mauro Storti

 

 

 

 

 

1 Edizioni La Melodiana, Milano 1980.

2 Solo quest’ultimo ne fa un rarissimo impiego nel suo "Schulwerk".

3 Ricerche e sperimentazioni effettuate per ben sette anni approdavano, nel 1984, alla realizzazione di un corposo testo pratico per l’impiego della chitarra preparata dal titolo Il gioco della musica. La prima pubblicazione, effettuata a cura dell’autore, fu accolta con vivo interesse nell’ambito ristretto della SIEM (Società Italiana per l’educazione musicale) ma, non trovandosi alcun editore disposto a sobbarcarsi l’impegno economico per attuarne un’edizione ufficiale, il lavoro rimase “clandestino” per 14 anni, osia fino al 1999, anno della pubblicazione definitiva realizzata, con lo stessi titolo, presso la Casa Musicale Eco.

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4 L’esercizio strumentale sulla chitarra è forse il più potente antidoto per contrastare il calo sempre più evidente della manualità nei bambini di oggi causata da un uso eccessivo del computer.

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