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Introduzione |

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A cura di Mauro Storti
Hanno collaborato
· Carlo Carfagna
· Angelo Barricelli
· Claudio Marcotulli
· Guido Fichtner
MP3
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All'indomani della fine della seconda grande guerra, il fermento chitarristico si manifestò con la ripresa operata soprattutto dall'attività di A.Segovia e quella della pubblicazione non soltanto di nuovi testi musicali, ma anche di nuove riviste che, seppur ricalcanti i contenuti pregressi, apportavano il valore aggiunto dell'internazionalità. Noi annettiamo notevole importanza all'apparire di questi lavori, ancora non giovantisi della facilità di diffusione odierna e tanto meno dell'allora impensabile medialità; al di là persino dei contenuti e della relativa informazione di cui si avvalevano, che era giocoforza fosse limitata. Corroborato dalle incisioni segoviane e da quelle del giovanissimo Laurindo Almeida, il lascito di Tárrega venne così ripreso e potenziato tal quale era avvenuto nel primo Novecento. Fu così che venti anni dopo venne l'idea a Mario Gangi e soprattutto al sottoscritto di riproporre la produzione del nostro autore in un'opera organica, subito accettata dalle edizioni Bèrben di Ancona e dal suo proprietario Bio Boccosi. Sta di fatto che la ricerca del materiale fu lunga e faticosa, non supportata da agevolazioni di sorta. Massima delusione fu inoltre il diniego di qualsiasi aiuto, anche a livello informativo, dell'Ambasciata e del Consolato spagnoli di allora, per nulla sensibili al fatto che sarebbe stato un musicista "di casa" ad avere una ripresa moderna quanto più possibile integrale e di ampia diffusione. La prima edizione delle "OPERE PER CHITARRA" curata da Mario Gangi e Carlo Carfagna vide comunque la luce nel 1971 e, salvo le inevitabili eccezioni, fu successo su scala mondiale. Successo da ritenersi lusinghiero non tanto per il picco di diffusione quanto per il perdurare negli anni di adozione di quel testo, oggi inspiegabilmente presentato in una sconfortante quanto anonima veste editoriale, cosa questa che più recentemente ha favorito il nascere di altre edizioni, competitive forse sul piano sostanziale ma senz'altro assai favorite dalla veste tipografica (anche se perciò molto più costose). Cionondimeno, quella della Bèrben fu e rimane la ripubblicazione tarreghiana più diffusa in ogni dove. Ripartita su quattro volumi, l'opera si articola in quattro sezioni: I-PRELUDI; II-STUDI; III-COMPOSIZIONI ORIGINALI; IV-TRASCRIZIONI. In essa è proposta un' inedita numerazione dei brani contenuti nei primi due volumi, con la proposta di chiamare "Preludi della seconda serie" quelli più noti e di maggior respiro e "Grandi studi" quelli più emblematicamente più articolati (proposta ignorata pressoché da tutti). Di qui la necessità di accurati indici che permettessero un orientamento immediato nell'ampiezza della materia. Un discorso a parte meriterebbe l'inclusione di alcune pagine vuoi in una sezione piuttosto che in un'altra, magari con diversa impostazione; scelta questa facilmente criticabile ma dovuta invece al coesistere di diverse edizioni storiche in contraddizione tra di loro, poi confermate dalla bibliografìa pujoliana. PRELUDI
STUDI
COMPOSIZIONI ORIGINALI
Colgo l'occasione per ringraziare l'amico Mauro Storti, che ha voluto consultare e riportare tali "indici". Anni fa, una copia dei quattro volumi, ormai famosi, campeggiava in una bacheca posta all'ingresso del Museo Tárrega di Villareal, in una sobria ma efficace copertina bleu. Ora non più, probabilmente in seguito alle pressioni dei curatori delle recenti edizioni cui, evidentemente, poco importava della storicità dell'opera. L'edizione delle opere di Tárrega del 1971 fu data alle stampe con una prefazione redatta su quattro pagine (in italiano ed inglese), che si concludeva con una breve nota bibliografica ed un celebre ritratto di Tárrega intento alla lettura. Lo scritto ricalcava le tendenze di quel momento e si riferiva anche ad una breve biografia dell'autore. Forte anche della consultazione dell' "Ensayo biogràfico" (che Pujol aveva pubblicato a Lisbona nel 1960), già poneva l'accento sugli indebiti perpetrati dai tarreghiani nei riguardi dell'opera del Maestro. Fu quello forse il primo scritto facilmente reperibile inerente l'opera sua, anche se non nato con intenti storicistici o filologici, ma di semplice presentazione dell'opera. Opera che fu poi via via aggiornata nei contenuti musicali e nella veste editoriale, oggi purtroppo assai modesta. Ogni volume (la cui nascita venne prontamente annunciata) conteneva inoltre, singolarmente, un quadro che ne chiariva i contenuti; un indice insomma che si proponeva - come abbiamo già detto - di mettere ordine nel "mare magnum" fornito dal ricco materiale. Eccone i quadri della prima edizione, poi integrati da aggiunte eventuali dovute a posteriori invenimenti e ritrovamenti.
Carlo Carfagna |


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