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Introduzione |

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A cura di Mauro Storti
Hanno collaborato
· Carlo Carfagna
· Angelo Barricelli
· Claudio Marcotulli
· Guido Fichtner
MP3
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Emilio Pujol |
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“L’ideale didattico di Tárrega mirava a formare una tecnica e, allo stesso tempo, educare la sensibilità e il giudizio attraverso le audizioni. I suoi allievi imparavano la tecnica lavorando di fronte a lui, copiando i suoi procedimenti iniziando con esercizi facili –che talvolta improvvisava- di scale semplici e doppie, accompagnate da note al basso; accordi di due, tre, quattro o più note; arpeggi di tre e quattro dita; legati semplici, legati in posizione fissa, legati doppi; trilli; salti della mano; armonici semplici e ottavati; esercizi di indipendenza per entrambe le mani. |
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Sintetizzati in formule meccaniche che sviluppavano con la pratica l’azione riflessa e sincronizzata delle dita e della mente, quegli esercizi riassumevano tutti i casi che la più complicata tecnica di qualsiasi opera potessero presentare. Più avanti venivano gli Studi, i pezzi e la parte interpretativa. Per Tárrega esistevano due generi di difficoltà: alcune evitabili: altre superabili. Quanto alle prime, oggetto principale della tecnica, si imponeva l’ordine logico della diteggiatura, che risolveva con facilità il passaggio in accordo con il senso interpretativo dell’esecutore. Per le seconde,nell’impossibilità di diminuire la difficoltà naturale di un passaggio, era imperativo giungere a superarlo con la pratica insistente delle dita. Per lui, l’allievo, era parte della sua propria opera, e lo trattava con la sua proverbiale bontà. Lo aiutava a capire e risolvere i suoi problemi e gli infondeva entusiasmo. Non diceva mai decisamente : “Male!” né decisamente:“Bene!”. Nel primo caso evitava lo scoraggiamento; nel secondo, stimolava il desiderio di miglioramento che deve sempre stimolare l’artista. Senza inculcare nell’allievo le proprie modalità interpretative, gli spiegava le cause che determinano il fraseggio secondo il senso di attrazione o divergenza dei suoni e secondo le cadenze, la forma lo stile e l’accentuazione ritmica, lasciando che interpretasse liberamente, senza influenze estranee. Tali erano, in sintesi, i metodo pedagogici impiegati da Tárrega nella sua nobile missione di maestro. Tuttavia, la sua opera didattica non consisteva solo in semplici procedimenti formali più o meno originali e ingegnosi. Essa era pervasa da un grande spirito innovatore di tutta la tecnica e delle idee sulla chitarra, e questo è precisamente ciò che caratterizza i fondamenti della scuola Tárrega”.
Emilio Pujol
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