Casella di testo:
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Introduzione

Casella di testo: Dizionario On-Line

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A cura di

     Mauro

           Storti

Casella di testo:

 

Hanno collaborato

 

· Carlo Carfagna

 

· Angelo Barricelli

 

· Claudio Marcotulli

 

· Guido Fichtner

 

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MP3

 

Preludio n° 2

 

Polka Rosita

 

 

 

 

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                               Indice

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Già in passato ci siamo soffermati sull'importante stimolo dato allo strumento-chitarra dalla trascrizione tarreghiana. Pur essendo quella pratica già in voga sotto altri nomi ("riduzione" era il termine più corrente), per quanto concerne la chitarra stessa  il significato dell'impulso ad essa fornito dall'opera di Tárrega non va sottovalutato, ma anzi deve essere largamente sottolineato e rivalutato, anche dal punto di vista critico. La consuetudine di trascrivere, che pur si era avvalsa di esempi illustri nel tempo antecedente, con il suo lavoro assume  più definita complessità storica e dimostrativa.
   Carente nell'annoverare gli autori maggiori, la
nostra  letteratura strumentale ebbe così modo  di accostarsi (vuoi a scopo tanto dimostrativo che artistico) ad una produzione che era non solo ancora negata ma, sino ad allora, addirittura proibita. Dopo il fervore tarreghiano, infatti, ed il purismo della seconda metà se secolo XX, tale pratica ebbe in seguito (addirittura esageratamente) una ripresa generalizzata, pur se non sempre qualitativamente accettabile.
D'altronde, solo a volte la trascrizione ha riecheggiato le intenzioni di questo suo principale artefice, surrogandone invece ogni istanza, anche la meno consona. La lezione tarreghiana va perciò filtrata alla luce di una sorta di liceità occasionale non sempre
innata allo stesso fervore trascrittivo. E se per "trascrizione" si intende l'operazione di portare su altro strumento (o comunque altro organico) musica altrimenti concepita, è innegabile come lo stesso termine sia stato (e sia) d'uso comune qualora lo si impieghi per opere tramandateci dalla storia letteraria, quella afferente  gli strumenti definiti "similari" ( primi tra tutti i liuti e la vihuela de mano), sino a considerarle originali.
   In accordo col Fisher, consideriamo d'altronde meritevoli quelle trascrizioni che sembrano rivestire  carattere di opere originali. E' il caso della maggior parte di quelle tarreghiane in cui, accanto alle
importanti intuizioni  (come l'impiego delle giuste tonalità, delle efficaci  conduzione delle voci e persino delle accordature), fanno da contraltare proposte di musiche alla moda o di consumo, dalle Zarzuelas sino a ... "O sole mio"! Per non contare quelle saccheggiate dai suoi allievi, che ebbero poco correttamente a ripubblicarle come propri lavori; talché la scrematura di esse è stata condotta "sulla fiducia", prendendo per buono il solito volume del Pujol che, bene o male, è stato il primo (e  l'unico) a cercare, in merito, un vero contatto di prima mano. Un contatto oggi irrimediabilmente perduto.

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Doppia parentesi quadra: